Senso di colpa o senso di libertà?

Non si butta via il cibo perché ci sono i bambini che muoiono di fame!

Questo è il più classico dei “sensi di colpa”, è una leva a fare le cose che mediamente ci è stata utilizzata contro migliaia di volte nel corso della nostra educazione.

Ed è una leva potente.

La leva per cui ci viene insegnato che “se fai questa cosa allora sei quel tipo di persona”.

(“se fai tardi allora non mi vuoi bene perché io poi mi preoccupo per te”).

Qualcuno la può usare per manipolare qualcun altro, ma la cosa peggiore che mi capita di vedere è quando le persone la usano contro loro stesse!

In pratica questo succede quando una persona dice: “devo fare questo se no mi sento in colpa” e si sta “obbligando” a  fare qualcosa.    Che non vuole fare!!

Quando facciamo le cose per non sentirci in colpa come le facciamo?

Che differenza c’è tra uno schiavo che deve spaccare pietre e un uomo che spacca le stesse pietre per costruire la sua casa?

Per non parlare di quando abbiamo compiuto azioni di cui ci vergogniamo e “ci sentiamo in colpa”… in quel caso il senso di colpa è ancora più deleterio, e aggiunge fatica a fatica, dolore a dolore.

Il senso di colpa spesso copre “pasticci logici” dentro di noi, spesso fa da “scorciatoia mentale” ripercorrendo schemi di pensiero che normalmente fanno più danni del terremoto.

“Ho fatto (o non fatto) quella tal cosa e ora mi sento in colpa”

La risposta più funzionale in questo caso è: “Si può rimediare subito?”

Se si rimediamola, chiedendoci: “come posso fare bene in questa situazione?”.

Ma il meglio viene quando non si può rimediare o quando il rimediare non dipende solo da noi…

“Ho sbagliato e non c’è più niente da fare”

Risposta: “Ok, è vero che potevi forse aver fatto cose migliori in questa situazione, ma adesso qual è la cosa migliore che puoi fare?”

Perché la cosa buffa che succede è che a volte le persone sono così impegnate a frustarsi, a sentirsi male per quello che hanno fatto che non pensano minimamente a quello che possono fare ora di buono.

Sostituiamo il senso di colpa con un senso di abilità: posso sempre chiedermi: voglio stare qui a pensare a quello che ho fatto (forse) di sbagliato o è meglio che usi il mio tempo sulla terra per vedere cosa posso fare di buono (e poi farlo!)?

Ho imparato che se butto via quello che ho nel piatto, i bambini in africa non staranno peggio, mentre se mi rimpinzo oltre misura pur di non buttare via nulla io starò peggio dopo, e sarò meno lucido, meno in salute, meno in grado di fare tante cose, tra cui agire per aiutare i bambini a non morire di fame

Puoi sempre decidere di vivere il senso di colpa o trasformarlo nel senso di abilità e fare il meglio che puoi con le risorse che in quel momento hai.