Realizzare i sogni degli altri ci fa realizzare i nostri

“…ma tu chi sei? Il genio della lampada?”

Non mi capita tutti i giorni di essere apostrofato in questo modo, ma di sicuro quando, a tavola con persone appena conosciute, mi è stato detto, sono rimasto piacevolmente colpito.

In effetti avevo appena spiegato che avevo aiutato un mio amico a realizzare alcuni suoi sogni. Infatti con lui avevo lavorato affinché certe cose diventassero possibili, e poi nell’ultimo passaggio è stato ancora più divertente: “Sai Paolo il mio sogno è quello di partire con la mia sposa dalla chiesa a bordo di una Corvette rossa decapottabile”.

Se mi avesse detto una qualsiasi altra auto forse non ci avrei dato peso, ma così ho risposto immediatamente: “Io ho un amico che ha una Corvette rossa decapottabile”

La faccia con cui mi ha guardato era tra l’incredulo e il felice.

Sì perché penso che quando sogniamo e pensiamo di realizzare i nostri sogni, piccoli o grandi che siano, noi diventiamo felici.

Più precisamente: non diventiamo felici solo se questi sogni si realizzano, diventiamo felici già quando pensiamo di realizzarli.

Comunque ho chiamato il mio amico con la Corvette raccontandogli tutta la storia e ho avuto una risposta che andava al di là di ogni positiva aspettativa nei suoi confronti: “Ti presto la mia”.

Che spettacolo!

Beh, se non vi interessano le macchine capisco che non significhi molto per voi, ma è come per un intenditore di vini ricevere in regalo un Solaia o un Barbaresco di Gaja, o per una donna appassionata di moda poter indossare un vestito creato da un grande stilista.

A me auto e moto piacciono e molto quindi per me la cosa era particolarmente spettacolare perché questa supercar era da andare a prendere, portare agli sposi e poi riportare al mio amico, e questo lo avrei fatto io!

La cosa mi ha emozionato molto, al di là dei 340 cavalli, del 5.7 litri V8 e dell’accelerazione bruciante, sentivo che era qualcosa di bello, c’era proprio un messaggio buono in quello che stavo vivendo.

Se aiuti le persone intorno a te a realizzare i loro sogni, tu realizzi i tuoi.

Questa frase continuava a girarmi in testa fino a che mi sono reso conto di cosa significhi: significa saper ascoltare le persone intorno a noi, non per quello che interessa noi, ma per quello che interessa loro, saperli supportare nel loro “essere bambini” e nel crederci, questo rende felici anche noi!

Tutti abbiamo bisogno di sognare, abbiamo bisogno di sentire che stiamo facendo qualcosa di straordinario, qualunque cosa essa sia: progettare un viaggio, aprire un agriturismo biologico, organizzare un concerto per Emergency, scrivere un libro o decidere di sposarci e avere figli anche dopo i 50 anni!

Credo che questa sia la nostra vera linfa vitale, e credo che avere intorno qualcuno con cui condividere questi sogni sia fondamentale.

La forza di chi ci sta intorno non deve essere solo quella di chi ci ascolta e dice magari la sua e basta, la differenza la facciamo quando cominciamo a pensare i primi passi da fare per raggiungere il nostro “sogno” e poi li facciamo!

Troppo spesso i sogni stanno nei cassetti, forse dopo qualche “scoppola” della vita abbiamo “imparato” che è meglio stare “con i piedi per terra”, che certe cose non possono succedere a noi.

Un mio cliente qualche giorno fa mi ha detto che da quando ha capito che “se ci crediamo molte cose ritenute impossibili diventano possibili”, le cose attorno a lui hanno cominciato a succedere.

Lui ha cambiato lavoro, è partito con una sua idea imprenditoriale, sta “vivendo il suo sogno”.

Vuol dire che sicuramente riuscirà senza ostacoli?

No, se c’è una cosa sicura è che incontrerà ostacoli ( e i primi già si sono profilati all’orizzonte).

Ma non è questo il punto.

Il punto è che possiamo sempre scegliere se credere in qualcosa di più grande, che ci fa battere il cuore anche solo a pensarci, oppure “difenderci dalle delusioni che potremmo avere”.

E qui è importante i ruolo dei nostri amici, veri mentori della situazione.

Se questi hanno pure loro la convinzione che “l’unico modo per non farsi male è non osare fare niente di più del solito” allora, ci aiuteranno, proprio perché ci vogliono bene, a “stare con i piedi per terra”, a non sognare, a “non illuderci”.

E sicuramente non ci illuderemo, non rischieremo di cadere per terra, e staremo per terra dove siamo, dove “non ci si fa male”.

Ma saremo felici?

O saremmo come un paperotto che per paura di volare diventa un “pollo da cortile?”

Sapersi accontentare di quello che si ha è una grande dote, e credo che sia giusto coltivarla, ma non saper osare sognare è, a mio avviso, rinunciare al divino che è in noi, alla nostra parte migliore.

Essere di supporto per sognare, sogni grandi o piccoli, ma comunque sogni, significa saper portare la speranza quando domina l’incertezza, saper portare il conforto quando c’è la delusione, saper sostenere il peso quando sembra che non ce la si possa fare.

Significa saper pensare a qualcosa di bello, di coinvolgente e di fantastico anche contro ogni “buon senso” contro ogni regola “dettata”, contro ogni “normalità” che ci circonda.

Significa aiutare i nostri amici a pianificare il loro sogno, e aiutarli a fare i primi passi, dando la nostra disponibilità.

Quello che si ottiene in cambio è molto di più di quello che pensiamo, non abbiamo solo “fatto una cosa buona per i nostri amici”, abbiamo anche allenato la nostra neurologia ad affrontare la paura di sognare.

Saper sostenere i nostri amici nel realizzare i loro sogni, qualunque essi siano è fantastico, non sempre si finisce a fare un giro in Corvette, ma sentire che sei il “genio della lampada” spesso vale molto di più!

Un commento su “Realizzare i sogni degli altri ci fa realizzare i nostri

  • Davidegalanti scrive:

    Grazie Paolo per la Corvette in prestito, ma molto di piu’ ti ringrazio per ricordarmi che pensando bene e parlando bene, si vive bene….

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