I BODY GUARD, la comunicazione e l’apprendimento continuo…

I BODY GUARD, LA COMUNICAZIONE E L’APPRENDIMENTO CONTINUO…

bodyguardLa sfida era senza dubbio interessante: il primo corso per responsabili della sicurezza nei locali (body guard per gli amici), reso obbligatorio dalla legge Maroni, ha visto alla partenza 27 “ragazzoni”, motivati quanto ognuno di noi se ci dicono che siamo obbligati a fare una cosa che riteniamo non utile.

Lo schema era quello tipico delle scuole dell’obbligo (ultima fila gremita e prima fila vuota), purtroppo la sala aveva le sedie fisse, disposte a platea e comode!

L’orario del corso dalle 19.30 alle 22.30…

Diciamo che c’erano tutti gli ingredienti per una gara in salita!

E in effetti così è stato all’inizio: “queste cose non ci interessano, noi non dobbiamo mica parlare con la gente”, mi provocavano, mi punzecchiavano continuamente, dopo ogni slide “noi abbiamo a che fare con gente ubriaca, a volte nemmeno in grado di capire quello che diciamo!”.

Beh, mi ci è voluto un po’… A momenti pensavo di non farcela, che mi sarei nascosto dietro i soliti “alibi”: “è tardi”, “braccia grossa e poca testa”, “sono stanchi”, “non sono abituati”…

Applicando le tecniche riuscivo a smuoverli un po’, ma non era abbastanza, non erano mai “tutti con me”. Poi un giorno ho voluto fargli fare una simulazione di cosa fanno loro veramente nei locali, e in quel momento, nel de briefing di quella simulazione, ho capito meglio la loro mappa, ma soprattutto è successa una cosa fondamentale: ho provato per loro, che si trovano a vivere situazioni impegnative e pericolose per cifre decisamente meno importanti di quello che possiamo pensare, un sentimento di vera comprensione.

Ho pensato: “accidenti, anche io se dovessi fare quello che devono fare loro in queste condizioni sarei così, come loro”.

E da quel momento le cose sono cambiate: mi sono sentito più in sintonia con loro, abbiamo affrontato temi più interessanti per loro e soprattutto in modo diverso, abbiamo tratto il meglio possibile dalla situazione.

Non solo sono riuscito a non farli dormire, a farli interagire, a fargli accettare i principi base della comunicazione efficace, della persuasione, della negoziazione, della gestione delle emozioni… ma alla fine loro sono stati contenti, sono venuti a stringermi la mano, alcuni mi hanno chiesto testi per approfondire i concetti, altri mi hanno detto “sai che in fondo queste sono cose che servono, anche nel nostro lavoro, forse non tutte, ma molte sì”…

Che dire: si continua ad imparare sempre: e questa volta la lezione era chiara:

LE TECNICHE AIUTANO MA NON BASTANO.

QUELLO CHE FA LA DIFFERENZA E’ SEMPRE IL METTERCI IN GIOCO,

PROVARE SENTIMENTI VERI PER GLI ALTRI.

Anche di questo parleremo martedì 25 maggio a Faenza dalle 20.30 alle 22.30 circa nella sala delle associazioni in via Laderchi, una serata per l’associazione Porte Aperte, ma non solo…

(leggi qui per altre info…)

Colgo l’occasione per ringraziare ECIPAR Ravenna per avermi dato l’opportunità di mettermi in gioco con i body guard (sta partendo la seconda edizione) e il Comune di Faenza per la sala che ci mette a disposizione per dare maggiori strumenti ai famigliari dell’associazione.

A presto!

e … mai smettere di farsi domande.

Parola di Einstein!