Chi è Anthony Robbins per me

…e soprattutto cosa ha portato di buono nella mia vita.

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Ho sentito parlare di Anthony Robbins la prima volta che mi sono interessato alla pnl e dintorni, ho poi letto e riletto i suoi libri, e quando l’anno scorso mi hanno detto che veniva Roma ho pensato che non potevo perdermelo.

Infatti mi sono detto: “beh, anche se non è esattamente il mio modello di riferimento come trainer e coach, vedere in azione quello che per risultati è il numero uno al mondo, credo sia fondamentale per chi fa il mio lavoro” …e credo che lo sia anche per chiunque si trova a parlare in pubblico. 😉

Così sono partito alla volta di Roma, con molto disincanto, sapendo cosa aspettarmi, mantenendo le distanze da quel “fantastico mondo” che so che lui sa creare… era un po’ come se “me la tirassi” e dicessi: “so che sei il numero uno, ma in fondo in fondo con tutta l’organizzazione e lo show che fai è poi più facile…”

Insomma sono arrivato in fiera giusto in tempo, come quando vai ai concerti ma invece di fare la fila sotto il sole per ore, arrivi 10 minuti prima dello spettacolo e ti metti dove trovi posto.

Per Robbins avevo preso un posto buono, quindi ero abbastanza tranquillo (quanto può stare tranquillo uno che si trova in mezzo a 5000 persone!-)

La prima sera si fanno i carboni ardenti… “che noia!” ha pensato la parte snob di me, “l’ho già fatto 4 volte…”.

Poi è arrivato sul palco Tony (per gli amici) e ho visto un energia incredibile partire da lui verso tutte le persone presenti, ho capito che non era l’organizzazione, non erano gli assistenti, non era lo show la forza, ma era lui.

È stato lo spettacolo nello spettacolo:

da un lato mi godevo i contenuti, percepivo la sua energia che coinvolge e travolge le persone presenti e li aiuta a fare un fantastico viaggio dentro loro stessi: “Non importa quanto sei avanti, se non sei già morto puoi ancora migliorare!” e dall’altra le sue modalità comunicative, l’uso del corpo, dei gesti della voce.

Via via che la giornata scorreva sentivo un energia sempre maggiore smuoversi dentro di me (che comunque non mi ritengo uno con poca energia normalmente!-), ma è stato al terzo giorno, quando ha fatto il lavoro sulle convinzioni, che ho veramente apprezzato la sua forza.

Premetto che di trainer e coach ne ho visti tanti al lavoro, ho sempre cercato di andare dai più bravi da Bandler a Dilts, da Roy Martina a Owen Fitzpatrick ne ho voluti vedere dal vivo all’opera tanti.

Il lavoro che ho visto fare sulle convinzioni limitanti da Robbins non l’ho mai visto fare con quell’intensità da nessun altro!

È chiaro che puoi andare anche dal più bravo del mondo e che se poi non ci metti la tua parte non funzionerà, non esiste nessuno che ti possa fare migliorare se tu decidi di non volerlo fare.

È altrettanto chiaro che se sei supportato da uno dei migliori al mondo i risultati che ottieni sono decisamente superiori!

Insomma ero arrivato con l’idea di “pagare pegno” al n. 1, vedere “quello famoso” e tornarmene a casa “a fare le mie cose” e invece ripartivo da Roma dopo aver comprato il biglietto per l’anno dopo.

Non solo, ma diverse persone hanno notato che nei corsi successivi che ho tenuto, in aula ero più carico, più efficace.

Per questo tra poche settimane torno da Robbins a Roma, e ci torno con un po’ di amici con i quali condividere questa esperienza fantastica, perché ho sperimentato la forza del gruppo dei pari, l’importanza della passione e la costanza dell’energia fisica.

Con la certezza di averti aiutato a fare la differenza,

a presto!

Ciao!

Paolo