4 Agosto Bagno Veneto a Cesenatico: MuoviMente!

MERCOLEDI’ 4 AGOSTO ore 21.00

BAGNO VENETO – CESENATICO

L’ADS MuoviMente presenta:

Mi muovo e mi rinnovo!

Strumenti e metodi per rendere la nostra mente ogni giorno più efficace, in modo divertente.

logo MMCome funziona il nostro cervello?

Come possiamo agire per migliorare le nostre capacità metali in modo piacevole?

La metafora come strumento di apprendimento

Camminate sui carboni ardenti, barca a vela, lance, frecce, tavolette spezzate, salti nel vuoto… mille modi (più uno) per stimolare la nostra crescita personale, individuale e di team.

Dopo un po’ di simpatica teoria daremo l’opportunità anche a chi desidera sperimentare come funziona dal vivo!

BAGNO VENETO – CESENATICO, Piazza Andrea Costa, 47042 Cesenatico (FC), 0547 80208

“Se sento dimentico,

se vedo ricordo,

se faccio imparo.”

Lao Tze

www.muovimente.org

Nasce MuoviMente! Muovi la TUA mente in avanti!

Nasce MuoviMente: Associazione Sportiva Dilettantistica con una vocazione particolare…logo MM

MUOVERTI LA MENTE!

Spendiamo impegno e denaro per avere una vita più facile, per avere migliori risultati, e spesso ci dimentichiamo del rapporto che c’è tra il nostro corpo e la nostra mente.

Così come possiamo allenare i muscoli delle nostre gambe correndo e notiamo che giorno dopo giorno riusciamo ad “avere più fiato”, a fare più kilometri, raggiungendo progressivamente risultati migliori allo stesso modo possiamo allenare la nostra mente.

Possiamo fare questa cosa in tanti modi: possiamo farlo come team e come singoli, possiamo farlo con esercizi di visualizzazione o con esercizi che sono metafore della realtà.

MuoviMente nasce proprio per dare ancora più strumenti a chi vuole espandere la propria capacità mentale tramite la relazione con il proprio corpo.

Ad esempio, ti sei mai chiesto che rapporto c’è tra la nostra fisiologia e la nostra mente?

In che modo cambiare l’uso che facciamo del nostro corpo agisce sui nostri pensieri e determina nuovi modi di agire?

Il rapporto tra il respiro, l’attivazione del sistema linfatico e la nostra creatività…?

Una volta un consulente famoso mi ha detto che un suo cliente norvegese, top manager di una grande multinazionale era solito dire: “Per risolvere questo problema devo camminare” ma non risolveva tutti i problemi camminando, a volte diceva “per trovare questa soluzione devo giocare a golf”.

Attività diverse ci portano ad attivare parti diverse del nostro cervello e a generare più facilmente certi tipi di pensieri.

La forma fisica è uno strumento per la forma mentale e viceversa

Qualche settimana fa uno psichiatra di fama nazionale mi ha riportato una ricerca tedesca secondo la quale gli attacchi di panico lievi si possono affrontare e risolvere svolgendo attività fisica, tipo andare a correre mezz’ora tutti i giorni.

Ma cosa facciamo di preciso con MuoviMente?

Creiamo tutte quelle opportunità per aziende e privati di sperimentare situazioni nelle quali il corpo è attivato, la mente è sitmolata, i significati che diamo alle cose creano la realtà che vogliamo esista.

VUOI SAPERNE DI PIù? vai su www.muovimente.org

Condizionando il nostro corpo condizioniamo in nostri pensieri e le nostre azioni, quindi i nostri risultati!

Per presentarci ufficialmente abbiamo organizzato una serata il 4 AGOSTO al bagno Veneto a Cesenatico (dietro il grattacielo) guarda il programma.

Mai camminato sui carboni ardenti? Forse dovresti provare!

In questi ultimi giorni al telegiornale è passata una notizia a cui è stato dato molto rilievo: 9 persone sono finite al pronto soccorso per le ustioni dovute alla prova di pirobazia (o fire walking come dicono quelli che parlano forbito).

Il taglio della notizia era piuttosto canzonatorio nei confronti di questa pratica e di chi ha deciso di affrontare la prova.

firewalking

Ma a cosa serve un’esperienza del genere?

Come dico sempre quando facciamo prove speciali con i clienti “non potrete mettere questa cosa nel vostro curriculum”.

Inoltre per tutti gli scettici garantisco che il rischio è reale, non ci sono trucchi… ed è per questo che funziona!

Infatti cosa succede nella nostra mente quando affrontiamo questo tipo di prove?

Di fatto stiamo affrontando una paura atavica; sappiamo tutti che non è una buona idea avvicinarsi troppo a qualcosa che è a 800 gradi!

E sappiamo anche che una tavola di legno di 24 mm che può sostenere il nostro peso NON si può rompere con le mani.

E sappiamo che a cadere dall’alto ci si fa male…

“Sappiamo” un sacco di cose, ma molte di queste fanno parte del reticolo delle nostre “convinzioni limitanti” dove ci sono anche dati come: “quanto posso guadagnare al massimo”, “a cosa posso aspirare nella vita”, “quali sono le mie reali capacità”.

Spesso far ottenere migliori risultati alle persone significa prima di tutto liberarli dall’idea limitante che si trovano in testa (e a volte senza nemmeno sapere il perché) di cosa è possibile e di cosa è impossibile.

E qui torna utile una “prova speciale”.

Una prova che è la metafora del confronto con le nostre paure, i nostri limiti, l’accettare supinamente che possiamo essere solo questo e non di più.

Chiaro che superare la prova in sé richiede coraggio (mai stato in piedi sopra un palo alto 10 metri?) ma il punto è che:

  1. mi dimostro con dei FATTI che quello che credevo essere una cosa impossibile per me è POSSIBILE.
  2. facendo una accurata preparazione all’evento curo la forza della metafora, associo alla “prova speciale” la mia reale sfida quotidiana, creando così un condizionamento mentale che mi rende decisamente più facile affrontarla al meglio nella “vita reale”.

copertina libro

Nel capitolo che ho scritto nel libro “Cambiare con creatività”  dico proprio questo: la forza della metafora può generare risultati straordinari nella nostra mente.

E quando nella nostra mente si superano certe convinzioni limitanti siamo in grado di ottenere risultati straordinari che prima non credevamo possibili.

E qui sta l’inghippo.

Pensare di ottenere risultati straordinari è il primo passaggio, il secondo è AGIRE per ottenerli: spesso le persone non fanno nemmeno il primo passaggio, e sai perché?

Per PAURA, paura di non farcela, di essere delusi, di “sprecare energie” ( su questo tema ci ho scritto un intero libro, che uscirà a breve) la fregatura è che chi “non ci crede”, chi rinuncia a giocarsela poi spesso farà da freno anche agli altri…

Da Anthony Robbins tra le altre cose abbiamo anche camminato sui carboni ardenti e le persone che hanno fatto questa esperienza avendola preparata bene e vissuta bene ti dicono che gli ha fatto ottenere risultati migliori nella vita di tutti i giorni.

Una mia amica mi ha anche detto che il giorno dopo il servizio al telegiornale i suoi colleghi l’hanno presa in giro su questo fatto di fare le “americanate”.

Un momento…

A chi non piacerebbe migliorare i propri standard?

Eppure non tutti si cimentano con i propri limiti…

La gente mediamente si diverte a ridere di chi fa “cose diverse dal solito” per migliorarsi e crescere sostanzialmente perché ha PAURA  di non riuscire a farlo… preferisce esorcizzare questo disagio che affrontarlo.

E se invece di sfottere chi fa queste cose andassimo a parlare con chi ha cambiato la propria vita grazie alla propria crescita personale, anche attraverso qualche “prova speciale”? In fondo se ne sono “bruciati” 9 ma ce ne sono migliaia tutti gli anni che fanno firewalking ed hanno dei benefici!

Credo che le “prove speciali” possano supportare al meglio la nostra crescita come persone, e per questo ho promosso e sostenuto la nascita di questa associazione sportiva dilettantistica dal nome suggestivo: MuoviMentelogo MM

L’obiettivo è quello di dare ancora più strumenti a chi preferisce affrontare la PAURA di non farcela piuttosto che accettare la certezza di non averci nemmeno provato.

Possiamo scegliere ogni giorno se prendere in giro chi si sta mettendo in gioco (anche con strumenti che ci possono facilmente fare sorridere) oppure metterci in gioco anche noi…

Per dirla con Edoardo Bennato nella sua straordinaria canzone “L’isola che non c’è”:

…e ti prendono in giro se continui a cercarla,

ma non darti per vinto perché

Chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle

Forse è ancora più pazzo di te!

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Come fai a sapere di sapere?

Come fai a sapere di sapere?

Ovvero cosa ti garantisce di avere i vantaggi della conoscenza?

L’altro giorno ero in aula per un corso ad una rete di vendita e ho acceso il videoproiettore, ma lui non si è acceso.

Ho premuto di nuovo sul telecomando ma non si è mosso nulla!

Allora l’ho guardato da vicino (è uno di quelli appesi al soffitto) e ho visto che era spenta la spia, abbiamo provato ad accenderlo direttamente da lì, salendo su una sedia ma niente da fare!

…fino a che è arrivata una persona dell’organizzazione che ha acceso un interruttore a muro che dava corrente al videoproiettore!-)

Il punto è che questa cosa gliel’avevo vista fare anche qualche settimana prima, cioè io avevo VISTO come si faceva, avevo anche CAPITO perchè si faceva così, solo che stavo facendo cose assolutamente inutili (tipo arrampicarsi con una sedia) perché non mi era venuto in mente quello che SAPEVO nel momento in cui mi serviva!

Le cose non le sappiamo fare solo perché le ABBIAMO CAPITE, le SAPPIAMO quando diventano la nostra risposta automatica in una certa situazione.

In sostanza non mi serve a nulla sapere qualcosa se non mi viene in mente nel momento in cui ne ho bisogno…

Quanta gente sa che non funziona arrabbiarsi in certe situazioni?

Oppure che se vuole stare bene deve alimentarsi in modo corretto?

O che se vuole ottenere un risultato diverso deve fare qualcosa di diverso?

Eppure ogni tanto ci troviamo a fare gli stessi errori, o a NON AGIRE AL MEGLIO SECONDO QUELLO CHE SAPPIAMO.

La domanda interessante non è “perché succede…”

La domanda interessante è: “come faccio a garantirmi di riuscire a sapere le cose giuste nel momento giusto, quindi di FARLE?”

Rispondere a questa domanda è piuttosto semplice se sai come funziona la nostra testa: è sufficiente creare delle neuro associazioni di piacere al fatto di fare quello che funziona e neuro associazioni di dolore rispetto a ciò che non funziona.

Imparare in questo senso non significa più “capire un concetto”, bensì aver fatto questo lavoro di neuro condizionamento associativo, in modo da avere una risposta che in automatico ci porta dove abbiamo deciso di andare.

Per creare questo condizionamento occorre unire emozioni, sensazioni di potere e risorse a qualche “innesco” che fa parte della nostra vita quotidiana…

ad esempio il volto del mio capo arrabbiato, la voce di mia moglie quando si altera, il rumore della sveglia, la sensazione di pesantezza o di stanchezza…

scegliamo in quale di questi contesti vogliamo essere meglio di ciò che siamo di solito, fare meglio di ciò che facciamo di solito, e usando queste tecniche nel modo giusto creeremo un’autostrada che ci porterà dritti dritti al risultato desiderato!

Facile?

Qualcuno direbbe “troppo facile per essere vero”, o anche “non è mica facile” …e sai qual è il vero problema?

Che poi questa persona non fa nulla ne’ per creare questi condizionamenti ne’ per allenarsi e renderli forti…

Per chi invece vuole fare la differenza, si è stufato di reagire “nel solito modo”, ha capito che cambiare è solo questione di tecnica e allenamento allora ci sono mille nuove opportunità!

Divertitevi a creare la realtà di cui volete fare parte!

Parleremo di queste tecniche e di come applicarle al mondo della salute e dell’energia personale al corso “Energia, salute, vitalità” che si terrà ad Abano Terme il 23 e 24 luglio. Per maggiori informazioni clicca qui, per iscriverti clicca qui.

Sai chi è il tuo primo cliente?

Questa settimana durante un team coaching in un’azienda mi è capitato di rivolgere ai partecipanti questa domanda:

“ma voi sapete chi è il cliente più importante per ognuno di voi?”

Le facce perplesse dei componenti del team aziendale mi hanno confermato che troppo spesso è la mancanza di chiarezza sugli obiettivi e sulle priorità che ci complica la vita in azienda.

Se è vero che il cliente più importante è quello che paga, quello che è più fidelizzato, quello che ci porta più lavoro, è vero più di ogni altra cosa che tutti i clienti finali ci pagheranno, vorranno lavorare con noi e portarci tanto lavoro da fare solo se percepiscono il valore che gli stiamo dando.cosa-voleva-il-cliente01

È un concetto fondamentale che riguarda anche il magico mondo della vendita: per dirla con Jeffrey Gitomer “la gente non ama che le si vendano cose, ma adora comprare” e compra ciò che ha un valore per loro.

Quindi per chi crea un prodotto o un servizio la cosa fondamentale è che il cliente finale percepisca questo valore.

Consideriamo per un attimo di sapere cosa vuole veramente il nostro cliente e vediamo come fornirglielo.

Creare questo valore per il cliente in un’azienda significa saper lavorare in un sistema complesso, un sistema dove ci sono molti processi che si intersecano tra loro (e a volte si ostacolano), ci sono persone con esigenze diverse (a volte opposte), ci sono competenze e professionalità da mettere in campo che non sono sempre in sintonia.

Per questo è fondamentale, per ogni componente del team, sapere chi è il suo cliente più importante!

Il cliente finale sarà soddisfatto solo se alla fine avrà avuto quello che voleva, e noi in azienda glielo potremo dare solo se lavoreremo generando questo valore, passaggio dopo passaggio creando una vera e propria CATENA DEL VALORE.

Peccato che qualche volta invece di aggiungere valore il passaggio seguente lo riduce…

“Pensavo che gli telefonassi tu…” “di solito facciamo in questo modo…” “non avevo capito che dovevo farlo io…” queste sono le risposte che di dimostrano che in un punto dell’azienda creiamo valore per il cliente e in un altro punto lo distruggiamo!

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C’è solo un modo per fare crescere sempre più il valore ad ogni passaggio: avere attenzione sul nostro cliente più importate: IL COLLEGA CON IL QUALE COLLABORO.

Allo stesso modo se io sono il SUO CLIENTE PIU’ IMPORTANTE allora avrò le condizioni per fare al meglio la mia parte, dare il mio contributo a generare quel valore finale per il quale poi, come team, come azienda, saremo premiati.

Al di là di tante teorie che ci sono, e sulle quali si può speculare stando in poltrona a leggere un libro*, è girando per le aziende quotidianamente, parlando con le persone, che vedo quanto questo concetto sia fondamentale e spesso purtroppo sconosciuto!

A questo punto la domanda che fa la differenza è: come possiamo far si che il nostro cliente più importante sia soddisfatto di noi?

E la risposta è la stessa che funziona rispetto al cliente finale: sapendo cosa gli serve e fornendoglielo al meglio.

Quante volte siamo andati dal nostro collega “a valle” del processo a chiedere se quello che facciamo va bene?

Quante volte ci siamo seduti insieme prendendo un caffè pensando a cosa fare diversamente per migliorare il nostro rapporto, per capirci meglio, per produrre un risultato migliore?

Dare per scontato che “è così che si fa” o che “è lui che non capisce” o che “non c’è niente da fare” è l’unico modo che abbiamo per non migliorare la soddisfazione del nostro primo cliente, che è il modo più efficace per RIDURRE IL VALORE che abbiamo creato con tanta cura per il cliente finale.

cosa-voleva-il-cliente04Quello che sperimento spesso in azienda è che la miglior cura per soddisfare il nostro primo cliente è una buona comunicazione, la capacità di saperci confrontare in modo costruttivo, di saper fare le domande giuste nel modo giusto, partendo dal presupposto che possiamo dire qualsiasi cosa a chiunque se sappiamo come farlo.

E imparare a farlo diventa fondamentale: per questo UNA COMUNICAZIONE EFFICACE, oltre ad una buona CONDIVISIONE DEGLI OBIETTIVI, spesso fa la differenza.

A proposito di COMUNICAZIONE EFFICACE il 22 giugno sera ti segnalo questo incontro aperto a tutti (perché comunicare meglio serve a chiunque, in qualsiasi contesto…)

*Michael Porter professore universitario Americano ha fatto una teoria sulla Catena del valore in azienda negli anni ‘80, e c’è un libro interessante, sul tema della catena dei clienti per generare prodotti e servizi di alta qualità, di R. J. Schonberger: Building a Chain of Customers: Linking Business Functions to Create the World Class Company (1990).

Comunicazione efficace… ancora!

Di cosa abbiamo parlato l’ultima volta a COMUNICAZIONE EFFICACE?

Nell’ultimo incontro aperto al pubblico riguardo la COMUNICAZIONE EFFICACE abbiamo affrontato diversi temi chiave.

Siamo partiti dall’importanza del entrare nel mondo dell’altro, di saper utilizzare al meglio il suo nome, di notare e impiegare le sue parole chiave… in una parola degli strumenti che ci consentono di parlare la loro lingua, di essere riconosciuti come qualcuno con cui “si può andare d’accordo”, quelli bravi dicono “creare rapport” 😉MiltonErikson

Abbiamo poi visto come funziona la comunicazione persuasiva, parlando del grande Milton Erickson, il più grande ipnoterapeuta di tutti i tempi, di come lui riuscisse a essere efficace e persuasivo utilizzando un metodo replicabile da chiunque di noi.

Infatti abbiamo riscontrato come anche il più classico esempio di Erickson, quando guida suo figlio dalla disperazione dell’essere caduto ed essersi fatto male, alla consapevolezza di fare un esperienza “da grandi”, come quella dei suoi fratelli, sia stata replicata, e con gli stessi fantastici risultati, qui in romagna!

Abbiamo poi cominciato a vedere le “tipologie di persone” che possiamo incontrare: conosci qualcuno che è estremamente concreto e non guarda ai dettagli, fino al punto da non essere comprensibile a volte? O qualcun altro che, al contrario, è talmente preciso e dettagliato nelle sue spiegazioni da diventare a sua volta incomprensibile?

Queste sono solo due delle tante modalità (meta-programmi) delle persone l’importante è riconoscerle e poi sapere come interagire… ne vedremo altre 8 il 22 giugno presso la sala delle associazioni a Faenza, in via Laderchi 3, dalle 20.30 alle 22.30 circa. La partecipazione è aperta a tutti e si richiede un libero contributo per l’associazione Porte Aperte alla Salute Mentale, associazione di famigliari di persone con problemi di salute mentale della provincia di Ravenna.

Per chi invece si è perso questa serata e vuole “recuperare” abbiamo creato un dvd della serata stessa, per averlo manda una mail a info@paolosvegli.it, te lo possiamo spedire a casa, o te lo porteremo il 22 giugno, il ricavato andrà sempre a favore dell’associazione Porte Aperte alla Salute Mentale.