Mai camminato sui carboni ardenti? Forse dovresti provare!

In questi ultimi giorni al telegiornale è passata una notizia a cui è stato dato molto rilievo: 9 persone sono finite al pronto soccorso per le ustioni dovute alla prova di pirobazia (o fire walking come dicono quelli che parlano forbito).

Il taglio della notizia era piuttosto canzonatorio nei confronti di questa pratica e di chi ha deciso di affrontare la prova.

firewalking

Ma a cosa serve un’esperienza del genere?

Come dico sempre quando facciamo prove speciali con i clienti “non potrete mettere questa cosa nel vostro curriculum”.

Inoltre per tutti gli scettici garantisco che il rischio è reale, non ci sono trucchi… ed è per questo che funziona!

Infatti cosa succede nella nostra mente quando affrontiamo questo tipo di prove?

Di fatto stiamo affrontando una paura atavica; sappiamo tutti che non è una buona idea avvicinarsi troppo a qualcosa che è a 800 gradi!

E sappiamo anche che una tavola di legno di 24 mm che può sostenere il nostro peso NON si può rompere con le mani.

E sappiamo che a cadere dall’alto ci si fa male…

“Sappiamo” un sacco di cose, ma molte di queste fanno parte del reticolo delle nostre “convinzioni limitanti” dove ci sono anche dati come: “quanto posso guadagnare al massimo”, “a cosa posso aspirare nella vita”, “quali sono le mie reali capacità”.

Spesso far ottenere migliori risultati alle persone significa prima di tutto liberarli dall’idea limitante che si trovano in testa (e a volte senza nemmeno sapere il perché) di cosa è possibile e di cosa è impossibile.

E qui torna utile una “prova speciale”.

Una prova che è la metafora del confronto con le nostre paure, i nostri limiti, l’accettare supinamente che possiamo essere solo questo e non di più.

Chiaro che superare la prova in sé richiede coraggio (mai stato in piedi sopra un palo alto 10 metri?) ma il punto è che:

  1. mi dimostro con dei FATTI che quello che credevo essere una cosa impossibile per me è POSSIBILE.
  2. facendo una accurata preparazione all’evento curo la forza della metafora, associo alla “prova speciale” la mia reale sfida quotidiana, creando così un condizionamento mentale che mi rende decisamente più facile affrontarla al meglio nella “vita reale”.

copertina libro

Nel capitolo che ho scritto nel libro “Cambiare con creatività”  dico proprio questo: la forza della metafora può generare risultati straordinari nella nostra mente.

E quando nella nostra mente si superano certe convinzioni limitanti siamo in grado di ottenere risultati straordinari che prima non credevamo possibili.

E qui sta l’inghippo.

Pensare di ottenere risultati straordinari è il primo passaggio, il secondo è AGIRE per ottenerli: spesso le persone non fanno nemmeno il primo passaggio, e sai perché?

Per PAURA, paura di non farcela, di essere delusi, di “sprecare energie” ( su questo tema ci ho scritto un intero libro, che uscirà a breve) la fregatura è che chi “non ci crede”, chi rinuncia a giocarsela poi spesso farà da freno anche agli altri…

Da Anthony Robbins tra le altre cose abbiamo anche camminato sui carboni ardenti e le persone che hanno fatto questa esperienza avendola preparata bene e vissuta bene ti dicono che gli ha fatto ottenere risultati migliori nella vita di tutti i giorni.

Una mia amica mi ha anche detto che il giorno dopo il servizio al telegiornale i suoi colleghi l’hanno presa in giro su questo fatto di fare le “americanate”.

Un momento…

A chi non piacerebbe migliorare i propri standard?

Eppure non tutti si cimentano con i propri limiti…

La gente mediamente si diverte a ridere di chi fa “cose diverse dal solito” per migliorarsi e crescere sostanzialmente perché ha PAURA  di non riuscire a farlo… preferisce esorcizzare questo disagio che affrontarlo.

E se invece di sfottere chi fa queste cose andassimo a parlare con chi ha cambiato la propria vita grazie alla propria crescita personale, anche attraverso qualche “prova speciale”? In fondo se ne sono “bruciati” 9 ma ce ne sono migliaia tutti gli anni che fanno firewalking ed hanno dei benefici!

Credo che le “prove speciali” possano supportare al meglio la nostra crescita come persone, e per questo ho promosso e sostenuto la nascita di questa associazione sportiva dilettantistica dal nome suggestivo: MuoviMentelogo MM

L’obiettivo è quello di dare ancora più strumenti a chi preferisce affrontare la PAURA di non farcela piuttosto che accettare la certezza di non averci nemmeno provato.

Possiamo scegliere ogni giorno se prendere in giro chi si sta mettendo in gioco (anche con strumenti che ci possono facilmente fare sorridere) oppure metterci in gioco anche noi…

Per dirla con Edoardo Bennato nella sua straordinaria canzone “L’isola che non c’è”:

…e ti prendono in giro se continui a cercarla,

ma non darti per vinto perché

Chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle

Forse è ancora più pazzo di te!

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