L’acqua non va in salita…

L’acqua non va in salita… ma quando ci va ha dei buoni motivi per farlo!

L’altra sera stavo distribuendo dei volantini per l’associazione dei famigliari delle persone che hanno problemi di salute mentale. Una ragazza a cui avevo spiegato che si può guarire mi ha guardato e mi ha detto: “per guarire le persone devono volerlo, se uno non vuole non si può fare niente…” mi ha spiazzato e non le ho risposto come avrei voluto.

Avrei voluto dirle semplicemente: “tu fai le cose se non ne vedi un vantaggio?”

Infatti le persone guariscono se vedono che hanno un vantaggio, non possiamo pretendere che lo facciano perché NOI vediamo un vantaggio per loro.

Ma come possiamo fare sì che “succedano le cose” che vogliamo, qual è il nostro ruolo per promuovere un cambiamento?

Non voglio parlare qui di casi patologici, altrimenti pensiamo che riguardi solo “gli altri”, invece questo riguarda ognuno di noi, o almeno tutti quelli che hanno detto una volta nella vita: “non capisco perché lui/lei faccia così e non cosà”.

La realtà è molto semplice, è come l’acqua.

L’acqua non va in salita, se qualche volta lo fa è perché c’è qualche energia che sta agendo e che noi non vediamo, altrimenti l’acqua va in discesa, sempre.

Allo stesso modo i comportamenti delle perso

ne, seguono delle leggi molto semplici: via dal dolore e verso il piacere.

Il nostro cervello ha questo semplice modo di valutare ogni scelta, ogni decisione da prendere: “Cosa mi provoca più piacere?” oppure “Cosa mi provoca meno dolore?”.

Qualunque scelta venga fatta il cervello della persona ha valutato che sia meno dolorosa o più piacevole dell’altra opzione disponibile…

Non conta niente se PER NOI non è così, se quel cambiamento o non cambiamento lo vediamo più doloroso di quello che avremmo deciso NOI.

Il punto è che ogni persona sceglie in base al SUO parametro di valutazione piacere/dolore, ed è inutile (ed anche fastidioso) continuare a dire che non è la scelta migliore.

Sarebbe come stare davanti ad una fontana e dire che non è giusto che l’acqua vada verso l’alto. Se l’acqua va verso l’alto nella fontana è perché c’è un’energia che gliela spinge. E non è dicendo che “non va bene così” che possiamo cambiare la direzione dell’acqua.

Se il nostro obiettivo è quello di cambiare il comportamento delle persone allora la prima cosa da fare è capire come stanno “funzionando”, che cosa le spinge ad agire, e poi potremo fare qualcosa.

È sufficiente che invece di lamentarci del fatto che “non fanno quello che dovrebbero” ci applichiamo a creare le condizioni affinchè ci siano molti motivi per fare quello che A NOI sembra meglio.

Come sempre POSSIAMO SCEGLIERE, ed essere felici di poterlo fare: possiamo passare il tempo a lamentarci perché il collega non fa quel che dovrebbe, oppure agire affinchè lui trovi il SUO vantaggio (maggior piacere o minor dolore) nel fare le cose “meglio”.

È sempre essendo molto chiari su qual è l’obiettivo che vogliamo raggiungere che potremo agire in modo efficace.

Se l’obiettivo è potersi lamentare, lamentati.

Se l’obiettivo è cambiare le cose allora serve agire in modo che tenga conto della realtà dei fatti, dei motivi delle persone, non dei nostri.

Quindi la prossima volta che ti trovi davanti a qualcuno che non fa quello che A TE sembra più sensato ricordati questa cosa e, se vuoi veramente capire l’altra persona chiediti quali sono le energie che stanno agendo su quella persona e come ti puoi relazionare ad esse, a prescindere dal fatto che A TE non sembrino sensate.