Maggioranza o “Miglioranza”* (*la mamma dell’eccellenza)

In questi giorni di inizio anno assistiamo a un’esplosione di statistiche e dati sui “comportamenti umani”.

Il 95% delle persone rifà sempre gli stessi propositi, il 94% non riguarda più i buoni propositi fino all’anno successivo, il 93%…

Tutto questo è interessante e indicativo di come siamo OGGI, purtroppo, però, spesso diventa anche la condanna a come saremo DOMANI!

Infatti, quando gli psicologi ci sottopongono a test e studiano “la natura umana”, di fatto stanno facendo un’operazione che influisce sull’evoluzione stessa. È la stessa cosa che succede quando “il dottore” dice al “malato” che ha 6 mesi di vita: il più delle volte questo è quello che accade, perché il “malato” ha interiorizzato e accettato l’informazione come vera, e quindi si è programmato per realizzarla.

Di fatto è proprio come programmarsi, decidere che una cosa è vera significa cominciare a valutare tutto ciò che succede alla luce di questa “verità”, fino a farla realizzare.

Se sono convinto di essere simpatico e la gente non ride alle mie battute penserò che è un problema loro e continuerò a dirle fino a quando miglioreranno e/o troverò qualcuno che ride, e questo mi confermerà e rinforzerà il fatto che sono simpatico. Se invece alle prime battute dove nessuno ride penso che “ha ragione mio padre che dice che non sono capace di raccontare le barzellette” allora smetterò di farlo e non diventerò MAI capace.

A questo fenomeno viene dato il nome di “profezia auto avverante”, ma credo che non serva un veggente o uno scienziato per capire che è semplicemente un meccanismo che attuiamo automaticamente dentro di noi e che condiziona pesantemente i nostri risultati…

Il punto è: questo è l’unico modo di vedere le cose? È l’unico approccio?

Quando alcune aziende mi chiedono di fare dei test psicologici per sapere quali sono le caratteristiche del team, di solito rispondo: “Siete più interessati a sapere come siete o a diventare come volete essere?” Noi andiamo nella direzione dove è rivolto lo sguardo, per questo ritengo più utile concentrarsi a capire cosa è possibile in quel 5% di casi di eccellenza piuttosto che vedere cosa fa la maggioranza.

La “miglioranza” è quella piccola quota di eccellenza, sempre presente in ogni situazione, che credo meriti tutte le nostre attenzioni per fare sì che capiamo come viene resa possibile, e poi ci adoperiamo  per replicarla nel modo più facile per noi.

Non tutti potranno diventare dei campioni, ma seguire la ricetta per eccellere ti porta ad usare le tue risorse per essere il meglio di ciò che puoi essere invece di “adeguarti” alla “maggioranza”.

Buon divertimento per il tuo viaggio verso il meglio di te!