Grazie professore!

Oggi ho saputo che è morto un mio professore delle superiori.

Non era un professore come gli altri per me, è stato il professore che più di tutti gli insegnanti che ho avuto in tutte le scuole che ho frequentato ha lasciato la sua impronta, ha fatto la differenza nel farmi diventare la persona che sono.

Era una persona che veniva stimata da tutti, era autorevole, parlava di ciò che sapeva e aveva un approccio positivo alla vita. Il suo intercalare “Benissimo!”, sempre enunciato con entusiasmo, era il suo “marchio di fabbrica”.

È stata una persona che ha insegnato a tanti di noi studenti i principi della meccanica e delle macchine a fluido, ma sopra tutto ci ha trasmesso un approccio curioso, appassionato e divertito rispetto al mondo e alla vita.

Ricordo che ci parlò della Ricerca Operativa come di una disciplina giovane ed affascinante, e mi fece venire voglia, a 18 anni, di leggere un libro su quella tematica. Era l’unico dei professori che usava tutti i voti, da zero a dieci, ed era l’unico che quando entrava in classe, in qualunque stagione dell’anno ci faceva aprire le finestre per cambiare l’aria, incurante delle nostre eventuali proteste.

Penso che quando ci lasciano le persone che sono state particolarmente significative nella nostra vita, sia per noi ancora più importante esprimere un sentimento di gratitudine per le cose belle che abbiamo ricevuto, e poi sia altrettanto importante che ci mettiamo subito all’opera per fare si che quella parte meravigliosa, magica e potente che percepivamo in questa persona venga fatta vivere… da noi!

Questo è per me il segreto della vita e della morte, ogni persona che ci lascia ci ha dato qualcosa di magico e potente, il nostro miglior modo di esprimergli gratitudine è impegnarci ogni giorno per fare vivere quelle cose buone che ci sono state trasmesse.

Se facciamo questo, rendiamo immortale ogni giorno il meglio delle persone intorno a noi.

Grazie professore!