Il magico equlibrio tra FARE e CONTEMPLARE (è una cosa da imparare ;-)

Solitamente quando alcuni clienti di coaching aziendale (o individuale) mi chiedono il perché delle cose non rispondo, preferendo riportarli al COSA fare per ottenere ciò che desiderano invece di chiedersi PERCHE’ non stanno ottenendo un certo risultato.

Ma quando mi è stato chiesto: “Perché nel mondo occidentale siamo così orientati a notare cosa ci manca invece che essere contenti di quello che abbiamo?” ho voluto rispondere.

 

Infatti credo che sia una risposta che ci consente di aumentare la nostra consapevolezza, in modo da metterci in condizione di SCEGLIERE meglio come vogliamo sia fatta la nostra vita.

 

Posto che le neuroscienze hanno affermato che il nostro cervello, come ogni altro muscolo si plasma e si rinforza con gli allenamenti che gli facciamo fare, in ogni momento della nostra vita abbiamo sempre davanti due strade.

 

La prima strada è quella di notare COSA CI MANCA, il che ci farà sentire il DOLORE di una PERDITA rispetto ad uno stato desiderato e quindi ci porterà  ad AGIRE per riempire questo “vuoto”… mi viene in mente la canzone “Il pelo” di Giorgio Gaber che ben rappresenta questa spinta verso il FARE per AVERE.

 

La seconda strada è quella di notare COSA C’È , cosa c’è di bello intorno a noi, dentro di noi, nella vita, questo ci farà provare PIACERE, sentirci APPAGATI, ci farà GODERE. È la sensazione di chi ha scalato una montagna e si siede per osservare il paesaggio. Non c’è nulla da fare, solo osservare quello che c’è e goderselo intensamente.

 

Ovviamente due strade così diverse portato a due destinazioni altrettanto diverse: in un caso produrremo moltissimi risultati, nell’altro caso godremo moltissimo di quello che c’è.

 

In un caso il rischio è quello di fare moltissime cose, costruire imperi, aziende meravigliose, proprietà sfarzose, e poi non concedersi il tempo e il modo di goderne (modalità più tipicamente occidentale), mentre dall’altra parte, il rischio è quello di godere delle meraviglie del creato senza aver imparato a costruirci un riparo che sappia contenere le forze delle alluvioni o degli uragani.

Credo che, come spesso accade nella vita, il segreto sia in un magico equilibrio tra queste forze opposte. Quando sappiamo ascoltarci, quando scopriamo come comunicare, con noi stessi anzitutto, ma anche con il nostro team, (che sia una famiglia, un’azienda o un gruppo di amici) l’importanza di FARE E CONTEMPORANEAMENTE DI CONTEMPLARE riusciremo ad essere molto più FELICI.