Teamcooking o Team cooking?

Come comunicare al proprio team le proprie aree di miglioramento in modo divertente e coinvolgente?
Come fargli toccare con mano i propri punti di forza e anche le aree di miglioramento?
Il coaching aziendale spazia tra mille possibilità e tra queste utilizzare il teamcooking è senza dubbio un’esperienza interessante, divertente, ricca di spunti e di apprendimenti per tutti.

Creare la metafora aziendale del lavoro in cucina è facile, il gruppo c’è (ed è bene che diventi una squadra), le condizioni al contorno ci sono (ed è bene trasformarle in risorse da usare al meglio per il risultato finale), la pressione del mercato, dei colleghi, del capo (ci sono tutte!), le competenze necessarie, a volte non completamente acquisite, a volte completamente da acquisire, la sfida del “non l’ho mai fatto”, quella del “non mi ispira”, quella del “…hanno detto che si fa così…”

Un pò di programmazione neuro linguistica che facilita l’osservazione e il debriefing, la capacità di comunicare la strategia aziendale, facendo una gestione eventi che possano anche raggiungere più obiettivi (divertire, coinvolgere, trasmettere concetti, rendere consapevoli, festeggiare insieme, conoscere i propri colleghi, mostrare la propria azienda anche all’esterno sotto una luce diversa…) rendono il tutto decisamente efficace come strumento di management ma anche di marketing.

E alla fine: tutti a tavola a godere dei risultati del proprio impegno…

Le foto che raccontano un’esperienza!

Ikigai: scegli la longevità felice che vuoi

Ikigai: il concetto giapponese spiegato in breve

Ikigai: il concetto giapponese spiegato in breve
 

Ikigai: cos’è

Qualche anno fa è terminata una ricerca che ha consentito di scoprire una cosa piuttosto interessante: siamo noi che decidiamo quanto a lungo vivere (e anche quanto felici).

La ricerca è durata molti anni, nei quali sono state intervistate migliaia di persone in Giappone e tra le molte domande vi era questa:

“sente di avere ikigai nella vita?”

Ikigai è un termine giapponese che può essere tradotto come “benessere soggettivo”, il che include una serie di qualità tra cui:

  1. possedere uno scopo,
  2. avere una buona opinione di sé,
  3. avere un atteggiamento aperto nei confronti della vita.

Non si può misurare in termini assoluti perché è quanto di più relativo esista: l’Ikigai è la percezione che ciascuno ha di sé e della propria vita.

Di tutti i fattori considerati nella ricerca, tra cui l’età, sesso, peso, abitudini alimentari, fumo, uso di alcolici, stress, salute fisica, la più determinante sulla probabilità di essere ancora vivi al termine della ricerca si è dimostrato… sentire di avere “ikigai”.

Fino a qui direi che è una notizia interessante. Mangi macrobiotico ma non senti di avere uno scopo nella vita? Probabilmente camperai meno e peggio di chi è stressato ma sente di avere un sogno importante da realizzare.

La longevità felice si può allenare

Ci sono altre ricerche, svolte in occidente, che sostengono che il benessere delle persone è notevolmente influenzato dal livello di ottimismo, passione, percezione positiva di sé.

La cosa più interessante a mio avviso è che tutto questo si può imparare.

Il nostro benessere dipende in modo importante dall’ikigai, ma questo “stato di grazia” non è un caso, è ciò che costruiamo ogni singolo giorno della nostra vita.

Stai pensando che purtroppo la tua salute, il tuo benessere e la tua longevità più o meno felice non dipendono da te? Che non puoi farci niente? Sarà esattamente così.

Stai pensando che lo sospettavi, che hai sempre pensato che dipende solo da noi avere una longevità felice?

Sarà esattamente così.

Sai perché? Perché se pensi che non ci puoi fare niente, non farai assolutamente niente.

La buona notizia è che non devi fare niente.

La cattiva notizia è che non ci puoi fare niente, che non hai nessun potere sulla tua vita.
Se invece decidi che dipende da te allora la cattiva notizia è che ci sono delle cose che devi fare.

Ma la notizia buona, buonissima, è che ci puoi fare qualcosa, che farai la differenza.
L’ottimismo, la passione, l’entusiasmo, l’energia vitale sono cose che creiamo ogni giorno, con i nostri pensieri e con le nostre azioni. Non conta quanti anni hai, o quanto ti sembra disperata la tua realtà.

 

Se non ci credi vai a cercare le storie degli ultracentenari felici (c’è una nonna di 102 anni che tiene in braccio la sua bis-bis-nipotina) o quelli di un ragazzo che è nato senza braccia né gambe (ma balla, suona,  va in motoscafo) per scoprire che dipende solo da noi.

 

È il nostro allenamento a essere felici e pieni di benessere che ci darà ikigai, ci darà VITA.

 

Qualunque via tu scelga per vivere la tua longevità felice: buon allenamento!