Quando senti che tocca a te…

Ci sono momenti nella vita nei quali senti che sei chiamato, senti che tocca a te.

Mi è successo quando, con mio fratello in struttura, mio babbo si è rotto il femore e mia mamma ha avuto una crisi.

Ho capito in quel momento che o facevo qualcosa io per la mia famiglia o non lo poteva fare nessun altro. Ho risposto.

Ho visto le cose cambiare.

Passo dopo passo, fino ad oggi.

Tante sono le persone che poi incontri durante il percorso, tante ti aiutano a crederci, a continuare a lottare.

Questa è la persona che mi ha convinto a rimettermi in gioco al 100%, a guidare un gruppo di famigliari, di persone entusiaste e coraggiose che vuole fare la differenza nel mondo della salute mentale.

Guarda i 2 minuti di video di Ron Coleman, diagnosticato schizofrenico cronico, e che ora  scrive libri sulla salute mentale e fa il trainer in tutto il mondo.

Questa è la persona che ci ha ispirato e che seguiremo nel progetto “Viaggio di salute mentale in Romagna”, progetto che molti ammirano, che alcuni temono, che altri hanno giudicato troppo ambizioso, ancora in stato embrionale, non adatto a “non professionisti”…

Leggi il contenuto del progetto nel sito di Porte aperte

Guarda il libro di Ron Coleman

Il tempo per sognare sul lavoro con la PNL

Spesso nelle aziende sento dire la famosa frase “non ho tempo”. Che dovrebbe essere vietata per legge, in quanto fa male a tutti. Fa male a chi lo dice, perché lo sminuisce, fa male a chi viene detta, perché crea un ostacolo invalicabile, fa male all’organizzazione entro la quale lavoro, perché non permette una vera pianificazione delle attività.

 

Quindi cosa dobbiamo fare? Dire che abbiamo sempre tempo? Lavorare 20 ore al giorno?

 

Una delle cose che rende il tempo prezioso è proprio il fatto che sia limitato, e che non sia accantonabile. Quindi è ovvio che non ne abbiamo all’infinito, ma questo non è un problema, anzi è lo stimolo per viverlo al meglio, capendo cosa farne al meglio.

 

“Se non ti dai le tue priorità ci sarà qualcuno che ti darà le sue” recita uno slogan della gestione del tempo. E quindi? Quindi è fondamentale, per utilizzare al meglio questa risorsa fermarsi un attimo e verificare come vogliamo impiegarla.

 

Pianificare le attività è quanto di più prezioso possiamo fare, solo che, spesso quando ci sono tante cose da fare, entriamo in una modalità frenetico-maniacale che non ci consente la miglior lucidità possibile, e quindi che non aiuta.

 

A cosa ci dovrebbe servire il tempo se non a realizzare le cose che desideriamo (noi o l’organizzazione per la quale lavoriamo). Allora è determinante sapere cosa devo fare (ma forse è meglio sapere cosa devo ottenere grazie a ciò che ho fatto), quindi se non lo so, posso chiedere al mio responsabile. Se lavoro da solo, o con una buona autonomia gestionale, posso chiederlo a me stesso.

 

In entrambi i casi è bene fermarci, prenderci le nostre respons-abilità (ovvero le famose abilità di dare una risposta), chiedere quali obiettivi ci viene richiesto di raggiungere o quali obiettivi vogliamo raggiungere. La tanto citata frase “un obiettivo è un sogno con una scadenza” ci ricorda di trovare il tempo per “sognare”, per dedicarci a ciò che ci sta a cuore più di tutto, per trasformarlo in un obiettivo da raggiungere.

 

Quando abbiamo individuato un po’ di obiettivi è bene metterli in ordine di priorità, ricordandoci che noi abbiamo scelto di essere lì. Non è un obbligo (per approfondire questo concetto magari puoi leggere qui… ) e sapere che non stiamo facendo qualcosa perché abbiamo SCELTO di dare priorità a qualcos’altro è molto diverso dal sentirsi male perché non riusciamo a fare TUTTO!

 

Mantenere la consapevolezza del nostro potere e dei nostri limiti di esseri umani è un ottimo punto di partenza per una vita lavorativa FELICE!

Link all’articolo (Tempo pazzerello… )

Marzo, tempo pazzerello: siamo schiavi o eroi?

“Non ho avuto tempo di farlo! Non ho mai abbastanza tempo!” Mai sentito dire? Come ti fanno sentire queste frasi? Eppure ci sono un sacco di persone che le dicono. Io stesso potrei dirle, infatti l’altro giorno una persona ad un corso si lamentava con me: “Sono iscritta alla newsletter eppure non mi arriva niente!”. “Non è che non ti arriva niente, è solo che nell’ultimo mese (e mezzo!) non ho mandato nuove newsletter!”.

 

Quindi non ho avuto tempo?

 

Quello che grazie alla programmazione neuro linguistica si può toccare con mano è che non conta cosa succede, quello che fa la differenza è come ce lo rappresentiamo. Quindi non conta se non ho svolto una certa attività, quello che conta è se sento che mi sia mancato qualcosa, se sperimento una sensazione di perdita che non mi fa sentire bene.

D’altra parte dirci: “Ho tutto il tempo del mondo e posso fare tutto quello che voglio!” non è vero (di solito), ma per fortuna non serve nemmeno.

 

Quel che serve è semplicemente renderci conto che il tempo lo troviamo per fare quello che vogliamo veramente, quindi la frase esatta è: “Ho deciso di fare altro”.

 

Può sembrare un po’ scortese a volte, ma è molto più precisa e ci dà un sacco di potere in più.

Infatti riconosciamo a noi stessi che abbiamo deciso noi di fare certe cose o altre. Ad esempio se non ho fatto la newsletter in marzo è perché ho lavorato molto (ovvero ho deciso di accettare incarichi per fare dei progetti), o perché ho scritto un nuovo libro (ovvero ho deciso di farlo uscire per fine marzo) o perché sono andato al cinema con mia moglie (ovvero ho deciso di godermi anche la mia vita di coppia) o perché la notte ho dormito (ovvero ho deciso di trattare bene il mio fisico).

 

Sono sicuro che anche tu, se senti che “non hai tempo” per fare alcune cose potresti avere un beneficio immediato rendendoti conto che non è vero che non hai tempo, è solo che hai scelto di fare altro.

 

Qualcuno potrebbe dire che non è vero che ha scelto, ha DOVUTO fare altro.

 

E questo è, a mio avviso, uno dei torti maggiori che ci facciamo. Infatti se ci diciamo che DOBBIAMO fare delle cose, ci stiamo dicendo che siamo degli schiavi, che non abbiamo scelta.

In realtà abbiamo sempre una scelta, possiamo sempre decidere di fare altro.

 

Se vogliamo uscire dallo schema della vittima, per entrare in quella dell’eroe (ovvero della persona che decide anche di sacrificarsi, ma lo sceglie) bisogna che questa cosa la capiamo.

 

Non sono il mutuo, i figli, i genitori, il lavoro, il nostro capo, i clienti, la crisi, i nostri padroni, siamo noi che abbiamo DECISO di pagare il mutuo, stare con i nostri figli, accudire i nostri genitori, svolgere bene il nostro lavoro, accontentare il nostro capo, soddisfare i clienti, affrontare la crisi.

 

Non serve a niente dire che DOBBIAMO pagare il mutuo, stare con i nostri figli, accudire i nostri genitori, svolgere bene il nostro lavoro, accontentare il nostro capo, soddisfare i clienti, affrontare la crisi, questa rappresentazione della realtà ci mostra come schiavi OBBLIGATI ad agire così, mentre abbiamo sempre una scelta, e, in effetti abbiamo SCELTO, DECISO, di onorare un impegno, di dare una risposta.

Abbiamo scelto noi le nostre priorità, abbiamo deciso noi quali obiettivi accantonare e a quali dare la precedenza, possiamo dimenticarcelo e sentirci schiavi, o ricordarcelo ed essere i nostri EROI!

 

A te la scelta….

 

p.s. a volte questo passaggio lo facciamo in modo inconscio, ecco perché ho aggiunto l’articolo a fianco sulla VERA gestione del tempo (leggi qui…)