Marzo, tempo pazzerello: siamo schiavi o eroi?

“Non ho avuto tempo di farlo! Non ho mai abbastanza tempo!” Mai sentito dire? Come ti fanno sentire queste frasi? Eppure ci sono un sacco di persone che le dicono. Io stesso potrei dirle, infatti l’altro giorno una persona ad un corso si lamentava con me: “Sono iscritta alla newsletter eppure non mi arriva niente!”. “Non è che non ti arriva niente, è solo che nell’ultimo mese (e mezzo!) non ho mandato nuove newsletter!”.

 

Quindi non ho avuto tempo?

 

Quello che grazie alla programmazione neuro linguistica si può toccare con mano è che non conta cosa succede, quello che fa la differenza è come ce lo rappresentiamo. Quindi non conta se non ho svolto una certa attività, quello che conta è se sento che mi sia mancato qualcosa, se sperimento una sensazione di perdita che non mi fa sentire bene.

D’altra parte dirci: “Ho tutto il tempo del mondo e posso fare tutto quello che voglio!” non è vero (di solito), ma per fortuna non serve nemmeno.

 

Quel che serve è semplicemente renderci conto che il tempo lo troviamo per fare quello che vogliamo veramente, quindi la frase esatta è: “Ho deciso di fare altro”.

 

Può sembrare un po’ scortese a volte, ma è molto più precisa e ci dà un sacco di potere in più.

Infatti riconosciamo a noi stessi che abbiamo deciso noi di fare certe cose o altre. Ad esempio se non ho fatto la newsletter in marzo è perché ho lavorato molto (ovvero ho deciso di accettare incarichi per fare dei progetti), o perché ho scritto un nuovo libro (ovvero ho deciso di farlo uscire per fine marzo) o perché sono andato al cinema con mia moglie (ovvero ho deciso di godermi anche la mia vita di coppia) o perché la notte ho dormito (ovvero ho deciso di trattare bene il mio fisico).

 

Sono sicuro che anche tu, se senti che “non hai tempo” per fare alcune cose potresti avere un beneficio immediato rendendoti conto che non è vero che non hai tempo, è solo che hai scelto di fare altro.

 

Qualcuno potrebbe dire che non è vero che ha scelto, ha DOVUTO fare altro.

 

E questo è, a mio avviso, uno dei torti maggiori che ci facciamo. Infatti se ci diciamo che DOBBIAMO fare delle cose, ci stiamo dicendo che siamo degli schiavi, che non abbiamo scelta.

In realtà abbiamo sempre una scelta, possiamo sempre decidere di fare altro.

 

Se vogliamo uscire dallo schema della vittima, per entrare in quella dell’eroe (ovvero della persona che decide anche di sacrificarsi, ma lo sceglie) bisogna che questa cosa la capiamo.

 

Non sono il mutuo, i figli, i genitori, il lavoro, il nostro capo, i clienti, la crisi, i nostri padroni, siamo noi che abbiamo DECISO di pagare il mutuo, stare con i nostri figli, accudire i nostri genitori, svolgere bene il nostro lavoro, accontentare il nostro capo, soddisfare i clienti, affrontare la crisi.

 

Non serve a niente dire che DOBBIAMO pagare il mutuo, stare con i nostri figli, accudire i nostri genitori, svolgere bene il nostro lavoro, accontentare il nostro capo, soddisfare i clienti, affrontare la crisi, questa rappresentazione della realtà ci mostra come schiavi OBBLIGATI ad agire così, mentre abbiamo sempre una scelta, e, in effetti abbiamo SCELTO, DECISO, di onorare un impegno, di dare una risposta.

Abbiamo scelto noi le nostre priorità, abbiamo deciso noi quali obiettivi accantonare e a quali dare la precedenza, possiamo dimenticarcelo e sentirci schiavi, o ricordarcelo ed essere i nostri EROI!

 

A te la scelta….

 

p.s. a volte questo passaggio lo facciamo in modo inconscio, ecco perché ho aggiunto l’articolo a fianco sulla VERA gestione del tempo (leggi qui…)