Coltivare la responsabilità e l’approccio di apprendimento nei giovani.

imparare-dalle-esperienze

Einstein diceva: “la cosa più importante è quella di non smettere mai di farsi domande”, in altri termini ci consigliava di non smettere mai di imparare.

Ma qual è l’atteggiamento giusto per continuare sempre ad imparare?
Oltre ad essere curiosi è bene sviluppare un sano senso del “fallimento costruttivo”, ovvero: “posso accettare di non ottenere quanto desidero da ciò che metto in atto, ma non posso non metterlo in atto per vedere se funziona”.

Ovviamente per essere sano questo senso di “fallimento costruttivo” deve aver stimato il rischio insito nell’esperienza che mi accingo a fare. Ma quante volte vediamo persone in preda all’immobilismo derivante dal concetto di non dover fare errori. Credo che sia importante imparare ad accettare di fare errori, per imparare a crescere, troppe volte ci chiediamo “e se sbaglio?”, mentre sento poca gente chiedersi “e se non sbaglio mai?”.

Se non sbagliamo mai stiamo tenendo in piedi un sistema pieno di sprechi, un sistema che ci sta facendo andare molto più piano di quello che possiamo esprimere veramente.

Spesso si ha paura di fare esperienze fallimentari, ma la soluzione non sta nell’evitare di fare esperienze che potrebbero non andare come desideriamo (detti da alcuni appunto “fallimenti”) ma nel capire che è normale, anzi è proprio SANO fallire, ovvero non riuscire. Infatti se superiamo il nostro limite abbiamo capito dov’è il nostro limite e possiamo apprendere come migliorare. (v. il concetto di imparare delle esperienze in osa sognare)

Quindi possiamo permetterci di sbagliare proprio per capire fino a dove ci possiamo spingere, e questo è buono.

Imparare a sbagliare significa capire come, quando, quanto è una buona idea concederci di fare errori… e tu, quali errori ti stai concedendo di fare?

Quali tuoi limiti stai decidendo di sfidare?

Perché se non abbiamo noi questo atteggiamento di crescita, non lo trasmetteremo ai più giovani, anzi gli continueremo a dire di “stare attenti a non sbagliare”, e il modo più sicuro di non sbagliare è solo quello di “non fare”.

Quindi, che tu lo faccia per i giovani che hai attorno a te, o che tu lo faccia per te, continua a sfidare i tuoi limiti, ad accettare di fare errori, ma a non accettare che tutto rimanga così, per la semplice paura di sbagliare.