Fai qualcosa di diverso!

Estratto della trasmissione su radio RCB “Pensa positivo e mettilo in pratica”

Puntata n.102 del 29 ottobre 2014.

Un altro dei presupposti della programmazione neuro linguistica è questo: “Se quello che stai facendo non funziona, fai qualcosa di diverso”.

Banale giusto? Talmente banale che mi capita un sacco di volte di incontrare persone, e spesso anche aziende dove, a fronte di un risultato non gradito si continua a fare nello stesso modo.

Lo sappiamo tutti che se qualcosa non funziona allora può essere una buona idea fare qualcosa di diverso, giusto? Eppure quante volte ci fermiamo e riusciamo a vedere che stiamo ripetendo uno schema che non ci dà i risultati che vogliamo?

Pensaci un attimo… Pensa a qualche situazione dove i risultati non sono ancora come vuoi tu, cosa stai facendo? Stai continuando a fare sempre la stessa cosa?
Einstein diceva che “Follia è continuare a fare sempre la stessa cosa e pretendere risultati diversi…”.

Quante strategie hai cambiato negli ultimi tempi su situazioni che non sono come le vorresti?

A volte abbiamo paura che quello che faremo di nuovo non funzionerà, ma ci dimentichiamo che quello che già stiamo facendo non funziona! A volte temiamo che possa andare peggio di ciò che già otteniamo così… e quindi rimaniamo lì, a ripetere la stessa strategia che ci dà i risultati che non ci piacciono e poi magari ci lamentiamo pure!

Non c’è modo di scoprire una strada migliore senza avere il coraggio di lasciare quella che stiamo percorrendo.

Beh, adesso almeno hai un’opportunità: puoi decidere di fare qualcosa di diverso (tanto al massimo non funzionerà, esattamente come quello che stai facendo), oppure continuare a fare quello che facevi prima, ma almeno con la consapevolezza che niente cambierà, quindi senza lamentarti.

Infatti, se fai qualcosa che già sai che non funzionerà, perché lamentarsi se poi non funziona?

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È come non spingere l’interruttore per accendere la luce e poi lamentarsi che la luce non si accende, a meno che questa sia una strategia per potersi lamentare, ma in questo caso basta farsi una domanda.

Qual è l’obiettivo? Avere un motivo per lamentarsi o raggiungere un risultato?

Pensa positivo… e mettilo in pratica!
…godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!

Ciao! Alla prossima!

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Se vuoi qualcosa allunga la mano per prenderla!

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Estratto della trasmissione su radio RCB “Pensa positivo e mettilo in pratica”

Puntata n.96 del 21 ottobre 2014.

Se vuoi qualcosa allunga la mano per prenderla!

Te lo ripeto: “se vuoi qualcosa allunga la mano per prenderla!”

Ovvio no?
A proposito la parola “ovvio” deriva dal latino “obvius” che vuol dire “che va incontro”, ma è anche collegato a “via, strada”, “verso”.
Quindi qualcosa di ovvio è qualcosa che ci viene incontro in una direzione ben precisa, qualcosa di chiaro, scontato, lapalissiano, naturale, logico, (direi di fermarci qui con i sinonimi).

E allora mi viene da dire: “Quanto siamo contorti, strani, misteriosi, innaturali ed illogici con i nostri comportamenti a volte?”

Sì, perché se è ovvio, che se vogliamo qualcosa dobbiamo allungare la mano per prenderla, è sotto gli occhi di tutti come invece non sempre le persone facciano questo.

Parlando di assertività ci siamo resi conto che, a volte non ci prendiamo nemmeno il tempo di fare chiarezza sui sentimenti che proviamo rispetto ad una situazione, il che rende difficile sapere cosa vogliamo, ed ancora più difficile allungare la mano per ottenerlo.

Quindi forse non è un concetto così ovvio in realtà.

La domanda è: “Cosa stai facendo per realizzare ciò che ti sta più a cuore nella vita?”

Il che in realtà si può scomporre in altre sotto-domande, non proprio banali tipo: “Cosa ti sta più a cuore nella vita?” e poi “cosa stai facendo per realizzarlo?”.

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Nel mio libro “Osa Sognare” tratto proprio del tornare ad avere il coraggio di guardarci dentro e riconoscere che tutti abbiamo dei sogni, dei desideri che spesso ci neghiamo perché li riteniamo impossibili e quindi non facciamo nulla per realizzarli.

E c’è anche un corso molto bello “Il TUO miglior anno di sempre”, che mi ha aiutato molti anni fa a capire cosa era più importante nella mia vita e come potevo organizzarmi per ottenerlo…

Ma facciamo un passo alla volta… oggi intanto chiediti: “Cosa mi sta più a cuore nella vita?”.

Pensa positivo… e mettilo in pratica!
…godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!

Ciao! Alla prossima!

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La felicità sostenibile

Comunicazione assertiva e felicità sostenibile

Estratto della trasmissione su radio RCB “Pensa positivo e mettilo in pratica”

Puntata n.91 del 14 ottobre 2014.

Abbiamo visto gli atteggiamenti passivi e quelli aggressivi e abbiamo concluso che come abitudine non è che siano poi così interessanti, quindi ora vediamo un po’ come potrebbe essere un atteggiamento assertivo, che idealmente si colloca a metà tra i due.

Sostanzialmente ciò che distingue una persona assertiva da una aggressiva o passiva è proprio il fatto che le ultime due credono che nella vita o vinci o perdi, o sali o scendi…

La persona assertiva sa essere attenta ai propri bisogni, ma non per questo non considera quelli degli altri. Chi sa essere assertivo ha come obiettivo un successo comune, la possibilità di stare bene tutti, il risultato WIN-WIN per dirla con chi parla bene…

In sostanza è una persona che sa ascoltare tutti ma si prende la responsabilità della propria decisione, che è autonoma, non fa le cose per fare piacere agli altri, le fa per fare piacere a sé e agli altri.

Per questo sa usare dei modi di fare che gratifichino e motivino sia sé che gli altri.

Questo tipo di persona si fida degli altri, sa, è convinta (nel senso che ormai conosciamo di convinzione), che c’è un modo nel quale aiutando gli altri a realizzare i propri sogni, loro aiuteranno noi a realizzare i nostri.

È un po’ la storia dell’associazione Felicità Sostenibile, abbiamo individuato cosa piaceva fare a ciascuno, quali erano i sogni che ognuno portava nel proprio cassetto, e abbiamo dato l’opportunità a tanti di mettersi in gioco per realizzare questi piccoli o grandi sogni.

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Questo ha generato possibilità per tanti altri e così si è “vinto tutti”.

Certo essere assertivi ci fa vivere con molta poca insicurezza e pochissima ansia, ma non perché chi sia assertivo pensi di poter fare tutto bene, al contrario, perché sa accettare il fatto di essere umano e di poter sbagliare.

Fantastico no? Qualcuno ogni tanto mi dice: “troppo bello per essere vero”. Beh, nelle prossime puntate vedremo come si può fare a renderlo vero…

Pensa positivo… e mettilo in pratica!
…godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!

Ciao! Alla prossima!

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Ristruttura le tue convinzioni limitanti

Estratto della trasmissione su radio RCB “Pensa positivo e mettilo in pratica”

Puntata n.83 del 1 ottobre 2014.

A volte sappiamo che una cosa è vera ma non sappiamo dire il perché. È proprio su questo fatto che si basa questa tecnica di ristrutturazione delle convinzioni limitanti.

Indagando quali nostre percezioni cognitive mettiamo in campo per sostenere che una convinzione è vera possiamo metterla in dubbio e modificarla.

Ad esempio mi è capitato di lavorare con persone che avevano paura dell’aereo e non riuscivano a volare, ne’ per piacere ne’ per lavoro.
La prima cosa che chiedo è sempre: cos’è di preciso che ti fa paura nell’aereo?

Non è scontato che sia sempre il fatto che può cadere, a qualcuno fa paura l’ala che vibra, a qualcuno fa paura il fatto di essere al chiuso, a qualcuno il fatto che non si può muovere…

Le nostre convinzioni limitanti sono sostenute da paure che non sono sempre molto logiche, anzi a volte non lo sono per nulla, ma se sappiamo capire da cosa sono sostenute possiamo lavorare per smontarle un pezzetto alla volta.

Quindi scoperto che la paura è riguardante un luogo chiuso con tante persone vicine possiamo pensare ad una situazione simile che non crea panico alla persona, tipo, ad esempio un treno o un autobus affollato in inverno, sei al chiuso, hai un sacco di gente intorno ma non hai paura…

Magari capiamo che questa paura è solo un istinto di sopravvivenza che ci vuole fare avere via libera se c’è bisogno di scappare, ma non ha molto senso scappare se sei in un aereo a 10.000 metri di quota…

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Se qualcuno mi dicesse: “Ho paura dei cani”. Potremmo rispondere: “Che cosa di ciò che vedi, senti o provi ti fa sapere che hai paura?”. E una volta delimitato il confine della convinzione limitante diventa molto più facile modificarla.

Pensa positivo… e mettilo in pratica!
…godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!

Ciao! Alla prossima!

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