La classifica dei regali di Natale

Buon Natale, Paolo Svegli coaching

Buon Natale, Paolo Svegli coaching

Quest’anno a Natale ho voluto fare un po’ di classifica dei regali che mi sono fatto o mi sono stati fatti negli ultimi 10 anni, l’ho trovato una chiave di lettura interessante, hai mai fatto la tua classifica dei regali?

9° posto: oggetti inutili vari, i tentativi di chi vuol essere carino ma non ti conosce e ti regala un coltellino o un soprammobile di cui non sai assolutamente cosa fare!

8° posto dolci & co.: tutti i panettoni, torroni, dolci e dolcetti, buoni e un po’ impegnativi poi da smaltire dopo le feste.
Ho ripensato ai vari maglioni, pigiami, sciarpe, utilissimi, caldi e comodi.

7° posto: Elettronica. Dal telefono al computer fino alle telecamere o macchine fotografiche, che mi hanno dato più possibilità di comunicare, di rappresentare la realtà e di elaborarla.

6° posto: Attrezzatura sportiva. Sci, scarpe, tute, scarponi, materiale tecnico di vari sport, che mi hanno consentito di essere più in forma, di fare più movimento con maggior piacere.

5° posto: Viaggi. I viaggi, veri momenti di relax e di piacere, ma anche momenti di scoperta, di apertura ad altri mondi e altre culture, momenti di accrescimento personale.

4° posto: Terme & co. I momenti di “ritiro” di riposo e di attenzione verso il mio corpo e il mio spirito, momenti nei quali stare un po’ con se stessi e i propri cari e mettersi nel proprio meglio.

3° posto: Libri. Ho ripensato ai libri, alcuni veri manuali di crescita personale, altri semplici storie di vita vissuta, storie di esperienze che mi hanno dato la possibilità di apprendere e crescere, di ragionare e di aprirmi a nuove possibilità.

2° posto: I corsi di crescita personale. Ho ripercorsi i tanti corsi di crescita personale, momenti nei quali mettersi in gioco, tracciare la propria via e poi cominciare a percorrerla da subito. Sicuramente hanno fatto la differenza nella mia vita più di molte altre cose.

1° posto: Una porta verso il futuro. Nel pensare a quanto i corsi mi avessero dato opportunità di crescita, ho rivisto la genesi del tutto: un amico che mi regala un cd di crescita personale e mi consiglia un sito (grazie Davide!).
Quel mio amico mi ha aperto una porta a me sconosciuta, è chiaro che poi io ho deciso di varcarla e di camminare per tanto o per poco, ma lui mi ha aperto quella porta, lui mi ha detto che c’era.

Credo che per Natale continuerò a regalare molte porte: libri, audio, video, corsi, idee e pensieri che poi ogni persona può usare per la propria evoluzione personale, per fare la differenza nella sua vita, perché il Natale sia la vera festa della nascita di qualcosa di straordinario anche dentro di noi!

Buon Natale!


Per Natale regala o regalati il mio nuovo libro: Pensa positivo… e mettilo in pratica!

Copertina del libro di Paolo Svegli: Pensa positivo e mettilo in pratica

Confrontiamo le nostre mappe?

Estratto della trasmissione su radio RCB “Pensa positivo e mettilo in pratica”.

Puntata n.110 del 10 novembre 2014.

Ti capita mai di dover dare delle indicazioni stradali a qualcuno?
Tipo: “Prendi via Roma e poi alla fine della strada gira a sinistra, capito?”
“mmmmh…”

La faccia perplessa della persona a cui stiamo spiegando la strada ci dice che non ha capito, allora da bravi comunicatori efficaci aggiungiamo:
“Sì, lì vicino alla stazione del treni”.
Ma il nostro interlocutore non ha capito, e non ha capito non perché è tonto, ma perché non sa dov’è via Roma, e nemmeno la stazione dei treni!

A questo punto c’è solo un modo per togliersi dall’impaccio e ripartire con il piede giusto, ed è chiedere: “Cosa conosci di Faenza?”.

Se la risposta è niente, dovrò partire ad esempio dall’uscita dell’autostrada, se la risposta è il duomo, posso partire dalla piazza; ma in ogni caso non posso andare avanti fino a che non ho capito com’è fatta la mappa del mio interlocutore.

Altrimenti io parlerò di cose che nella sua mappa non ci sono e lui non mi potrà seguire…

Quindi la prima cosa da fare se vogliamo comunicare in modo efficace con qualcuno è “sintonizzarci” con questa persona, cioè capire com’è fatta la sua mappa.

134
Gli altri non sono giusti o sbagliati, facili o difficili, sono solo fatti come sono fatti, esattamente come noi e, esattamente come noi, hanno costruito le loro mappe, che non sono ne’ giuste ne’ sbagliate, sono solo le loro. Esattamente come noi però considerano le loro mappe la realtà e di questo dobbiamo tenere conto, altrimenti ci scontreremo senza che ci sia una possibilità di accordo.

Pensa a qualcuno con il quale fai fatica ad andare d’accordo.

Adesso chiediti: “Com’è fatta la sua mappa del mondo? Come vede questa cosa? Come considera quest’altra? Quali sono le esperienze della vita che l’hanno portata a costruirsi questa mappa?”.

Non ci interessa perché le persone hanno una mappa piuttosto che un’altra, ma ci interessa molto capire com’è fatta la loro mappa se vogliamo andare d’accordo con loro!

Pensa positivo… e mettilo in pratica!
…godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!

Ciao! Alla prossima!

Ascolta la traccia audio

Come fai ad ascoltare?

Estratto della trasmissione su radio RCB “Pensa positivo e mettilo in pratica”.

Puntata n.107 del 5 novembre 2014.

Benissimo, abbiamo visto che i comunicatori efficaci sono capaci di ascoltare gli interlocutori, in modo da capire cosa dire, prima di dirlo.

Direi che anche se sembra una banalità, il mondo è pieno di gente che non lo sa fare, anzi che ha esattamente l’abitudine contraria.
Infatti mi capita spesso di trovarmi in aziende dove, in un momento di riunione, di scambio di idee, assisto spesso a questa scena: una persona sta parlando, arrivato ad un certo punto, viene interrotta da qualcuno che ritiene di dover dire una cosa talmente importante che si sente in diritto di farlo tranquillamente.

Questo autorizza l’intervento anche di un’altra persona che stava aspettando il suo turno, secondo la logica “se interviene lui e interrompe, allora lo posso fare anche io” e, se non viene ascoltata da tutti, cosa piuttosto poco probabile, visto che c’era già una persona che parlava e un’altra che l’ha interrotta cominciando a sua volta a parlare, ripiega finendo il suo intervento rivolgendosi al vicino di posto.

A questo punto abbiamo: uno che stava parlando, uno che l’ha interrotto e che sta parlando al quale il primo probabilmente sta già ribattendo, nel frattempo il terzo viene a sua volta interrotto dal suo vicino di posto che vuole dire la sua su quanto gli ha riferito…

Direi che siamo piuttosto lontani da un concetto di ascolto…

ascoltare

Infatti, come mi capita spesso di ricordare negli incontri aziendali e non solo, visto che la regola numero uno per la comunicazione efficace è l’ascolto, per essere sicuri di aver ascoltato bene, serve verificare che se qualcun altro sta parlando la nostra bocca stia ben chiusa e le nostre orecchie ben aperte!

Solo così potremo dire di aver ascoltato quanto serve e aumenteremo di molto le probabilità di successo del nostro intervento.

E tu, verifichi mai prima di cominciare a parlare che non ci sia nessun altro che lo sta già facendo?

Pensa positivo… e mettilo in pratica!
…godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!

Ciao! Alla prossima!

Ascolta la traccia audio

Le persone non sono il loro comportamento

Immagine di persona sdraiata

Immagine di persona sdraiata

Estratto della trasmissione su radio RCB “Pensa positivo e mettilo in pratica”.

Puntata n.103 del 30 Ottobre 2014.

Le persone non sono il loro comportamento.

Sì, quando ho sentito per la prima volta questo pilastro della programmazione neuro linguistica devo dire che non mi sono sentito molto d’accordo. Ma come? Diciamo che quello che conta è ciò che si fa e non quello che si dice, e ora diciamo che le persone non sono quello che fanno?

Beh, in effetti a me piace di più detta così: le persone sono molto di più del loro comportamento, e se ci limitiamo a vedere solo il comportamento delle persone rischiamo di perdere la bellezza della persona stessa, con tutte le risorse che ha.

Se vediamo qualcuno che si comporta male e diciamo “quello è così”, (cioè è il suo comportamento) ci togliamo ogni possibilità di avere un risultato diverso. Infatti se è così allora quella è la sua natura e non potrà essere niente di diverso.

Mentre se distinguiamo le persone dal comportamento che hanno, possiamo dire che “oggi si sta comportando così, ma questa persona è molto più di questo, ha il potenziale per essere molto meglio”…

Ricordiamocelo ogni volta che vediamo un comportamento di un collega, un dipendente, un capo, un marito, una moglie, un figlio… cominciare a pensare che loro siano il loro comportamento ci aiuta? E soprattutto aiuta loro ad essere il loro meglio?

“Sei disordinato” è diverso da “stai tenendo disordine”, e anche “Sei disonesto” è diverso da “Ti stai comportando in modo disonesto”.

In un caso la sentenza è definitiva, nell’altro caso prendiamo atto di una situazione e sappiamo che abbiamo tutte le risorse che servono per poterla cambiare.

Pensa per un attimo a come vedi le persone attorno a te.
Pensi che siano il loro comportamento? O distingui il comportamento da ciò che sono e possono essere?

Pensa positivo… e mettilo in pratica!
…godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!

Ciao! Alla prossima!

Ascolta la traccia audio