Dalla rabbia alla comprensione in 2 secondi

Estratto della trasmissione su radio RCB Pensa positivo e mettilo in pratica.

Puntata n.125 del 9 dicembre 2014.


Avevo 15 anni e una passione immensa: la moto!
Avevo una moto da trial, tutti i giorni mi andavo ad allenare con questa motoretta e mio babbo mi portava la domenica a fare le gare. Un giorno gli chiedo di portare la moto in montagna dove saremmo andati in ferie per 15 giorni, se non mi fossi allenato per 15 giorni sarebbe stato un problema, inoltre là c’erano dei posti fantastici per allenarsi.

Insomma, era perfetto andare con la macchina e il carrello porta moto tutti insieme in vacanza… secondo me. Mio padre però non la pensava allo stesso modo e mi disse di no. Ricordo ancora la litigata furiosa, poi presi la moto e mi andai ad allenare.

La moto da cross (dalla rabbia alla comprensione) Paolo Svegli

Tutto il tempo del mio allenamento continuavo a pensare che mio babbo era cattivo, che non aveva senso che mi avesse detto di no, che era ingiusto, che era egoista… fino al momento in cui, quasi come un flash mi è arrivato un pensiero… “E se si comportasse così perché non sta bene? In effetti di solito è disponibile con me e mi porta sempre alle gare, forse questo comportamento è dovuto ad un suo malessere… forse non sta bene…”.
Non so da dove arrivasse quel pensiero, in effetti mio padre non aveva mai avuto problemi di salute particolari, eppure, in 2 secondi passai da un’emozione di rabbia e risentimento nei suoi confronti a una di comprensione. Eh, sì, forse sta proprio male.

A cosa ci serve questa storia? A ricordarci che se le persone non si comportano come sembrerebbe logico a noi, forse c’è un motivo che noi non vediamo, e che se ci sintonizziamo su quella possibilità, riusciamo a vedere le persone sotto una diversa luce, e a poter aprire con loro un dialogo altrimenti impossibile.

Del resto, prova a farlo e vedi cosa succede: il vicino che ti parcheggia sempre nel tuo posto, o il capo che ti provoca, o la moglie, il figlio… ognuno può avere un motivo, anzi ce l’ha proprio. Non è detto che ci serva conoscerlo, solo pensare che c’è questo motivo ci consente di aprirci a nuove e migliori possibilità di relazione.
Ci fa venire in mente nuovi modi per approcciarci. Del resto, mi arrabbio nello stesso modo se so che ci metti 2 minuti ad aprirmi la porta perché stai chattando con un amica o se so che stai arrivando lentamente perché hai le stampelle?

Non conta che quello che ho immaginato sia reale, quello che conta è come ho ben disposto il mio stato d’animo e come mi sono attrezzato per andare a incontrare l’altro nel suo mondo.

Pensa positivo… e mettilo in pratica!
Godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!
Ciao! Alla prossima!


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