Come acquisire consapevolezza: i metamodelli

Estratto della trasmissione su radio RCB “Pensa positivo e mettilo in pratica”.
Puntata n.145 del 22 Gennaio 2015


Vuoi aiutare le persone a diventare più consapevoli dei propri ragionamenti? Vuoi aiutare tutte le persone a diventare più consapevoli dei propri ragionamenti? Tutte tutte? Incluso te? Fantastico!

Stiamo per conoscere uno dei modelli linguistici più efficaci per fare questo, e in programmazione neuro linguistica si chiamano metamodelli.

Supponiamo ad esempio che qualcuno ti dica: “Sei sempre in ritardo!”. Questa è evidentemente una generalizzazione, infatti non esiste nessuno che è sempre in ritardo, persino i campioni del mondo di ritardo qualche volta sono puntuali.
La risposta a questa generalizzazione, che mi fa sentire piuttosto limitato, può essere semplicemente: “Sempre?”. “Vuoi dire che non sono MAI arrivato puntuale?”.
Spostare l’attenzione sulla generalizzazione ci dà l’opportunità di rendere la nostra realtà meno dura, accende un lumicino di speranza…

Metamodelli e consapevolezza: gestire la generalizzazione sul ritardo

A volta mi capita invece chi dice: “Ho provato tante volte, ma non ce la faccio!”. Chiaramente questa persona sta esagerando il suo problema, e allora per aiutarla, la prima cosa che possiamo fare è chiedere serenamente: “Quante volte hai provato?”.

Spesso la risposta sta nelle dita di una mano solo, dimostrando che la mappa della persona è TANTE VOLTE, ma non è strano mappare questa cosa come QUALCHE VOLTA, aprendo a nuove speranze e possibilità.

Una cosa è fondamentale quando usiamo questo modello linguistico: seguire le regole.

E le regole sono queste: prima di tutto serve valutare, o calibrare com’è lo stato emotivo della persona, ovvero capire come si sente.
In funzione di questo è una buona idea creare rapport, ricordi? Si tratta di creare sintonia con la persona. Quando siamo in sintonia, e solo quando siamo in sintonia, facciamo una premessa che è: “posso farti una domanda?”.
Se la risposta è sì allora possiamo procedere ponendo il nostro punto per aumentare le informazioni disponibili, ampliare la mappa del nostro interlocutore e renderlo più consapevole dei propri ragionamenti.

Uno dei miei metamodelli preferiti funziona così: se uno ti dice “non posso rimanere”, tu invece di chiedergli perché e fare partire il film della sua mappa, puoi dire semplicemente: “Cosa accadrebbe se tu rimanessi?” o anche “Cosa te lo impedisce?”.

Sembra semplice vero? Beh, è perché è semplice, la buona notizia è che funziona, quella meno buona è che bisogna farlo perché funzioni

Pensa positivo… e mettilo in pratica!
Godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!
Ciao! Al prossimo martedì!


Ascolta la traccia audio della puntata qui sotto: