PNL come strumento di libertà personale

PNL: strumento di libertà

Qualcuno pensa ancora che la programmazione neuro linguistica abbia a che fare con le vendite, altri pensano che abbia a che fare solo con il business o le imprese sportive…

Questa è una delle cose su cui concordo con Richard Bandler, uno dei due fondatori della programmazione neuro linguistica, la pnl non ha a che fare solo con il business o le performance, la pnl è uno strumento di libertà.

Perché la PNL ci libera?

La libertà infatti è una sensazione, un valore, un’emozione che DIPENDE da NOI e non dagli altri, dipende da ciò che è la nostra realtà e non dall’ambiente esterno.

Ho sempre creduto che se è stato possibile a Victor Frankl, prigioniero in un lager tedesco nella Seconda Guerra Mondiale pensarsi più libero dei suoi aguzzini, e a persone cosiddette di successo invece essere così prigionieri della droga o dell’alcool da arrivare a morirne, allora il posto dove andare a conquistare la libertà, la nostra libertà, sia prima di tutto dentro di noi e non fuori.

PNL: strumento di libertà

E come puoi essere libero se non conosci e non sai come stare bene con i tuoi meccanismi mentali e fisici? Se non conosci te stesso a cosa ti può servire avere mille opportunità esterne?

La teoria è inutile senza la pratica!

Ecco che la programmazione neuro linguistica ci spiega come funzioniamo, ma non con l’intento di capire la teoria, bensì di fare nostra la pratica.

Ad esempio, Victor Frankl psicologo, che venne internato ad Auschwitz, riuscì a sopravvivere meglio di molti altri perché immaginò di mantenere un dialogo con la moglie su ciò che gli accadeva, e immaginava continuamente inoltre di tenere una conferenza sui meccanismi psicologici degli internati in un lager.

Questa cosa lo liberò dall’oppressione del presente, facendogli prendere le distanze dall’orrore quotidiano, anzi dando un significato a ciò che gli accadeva in chiave d’importanza per le future generazioni.

Ma il suo schema funziona anche perché lo proietta in un futuro possibile, gli fa mantenere il focus (come si direbbe in pnl), il pensiero, la concentrazione su ciò che di bello verrà dopo, anche grazie a ciò che di brutto c’è ora.

Effettivamente ho sempre trovato la programmazione neuro linguistica uno strumento molto facile, alla portata di tutti per potersi liberare da qualunque mostro o mostriciattolo abiti dentro di noi.

Immagina come sarà il tuo prossimo futuro grazie anche alle difficoltà che puoi superare nel tuo presente!

Pensa positivo… e mettilo in pratica!
Godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!
Ciao! Al prossimo martedì!


Estratto della trasmissione su radio RCB “Pensa positivo e mettilo in pratica”.
Puntata n.157 del 9 Febbraio 2015


Ascolta la traccia audio della puntata qui sotto:

Prenditi il tuo potere!

Cosa ti infastidisce negli altri?

“La prof. mi fa arrabbiare”.

A volte rappresentiamo la realtà in un modo che ci lascia senza scampo!

Ma anche “il capo mi fa arrabbiare”, “mia moglie o mio marito mi fa arrabbiare”, “il mio vicino di casa mi fa arrabbiare”, sono tutte frasi che non ci lasciano via d’uscita.

Gli altri fanno cose su di noi, hanno un potere su di noi che noi non possiamo contrastare in nessun modo.

Abbiamo già visto, quando abbiamo parlato di linguaggio e di stato d’animo, come sia importante prenderci il nostro potere, dicendo che “io mi arrabbio” piuttosto che “lui o lei mi fanno arrabbiare”.

Decidi: dipende dagli altri o da te?

Ma oggi vediamo un altro punto fondamentale, infatti, se anche dico: “Mi arrabbio tutte le volte che vedo il mio capo, o il mio collega” ho già perso, ho già messo ogni soluzione fuori dalla mia portata, infatti l’unica strada che mi rimane è cambiare azienda, o scuola o famiglia!!

Il primo passo per avere nuove soluzioni invece è chiederci: “Cosa mi porta ad arrabbiarmi precisamente?”. Perché fino a che non lo so la persona in questione avrà molto potere su di me, mi basterà anche solo pensare a lei per scatenare sostanze che generano sensazioni di rabbia dentro di me.
Cosa ti infastidisce negli altri?

Cosa in particolare ti infastidisce? Trova l’intruso!

Ma se mi chiedo: “Cosa mi porta a sentirmi così?” (che sia rabbia, tristezza, svilimento…) allora faccio un salto di qualità, capisco che c’è qualcosa di specifico in quella persona che mi porta a reagire in un certo modo.

Se ci pensi bene riesci a distinguerla dal resto: è la voce? È il volume con cui ti parla? È il tono, è la faccia che fa mentre dice le parole, è il profumo che indossa (o presunto tale?).

Cos’è di preciso di questa persona che ha questo tipo di impatto su di te?

Perché una volta capito cos’è possiamo trovare modo di dirglielo (e il modo, ricordati si trova sempre).

È più facile dire: “Per favore puoi parlare ad un volume più basso? Mi fa male la testa”.
Piuttosto che “Per favore puoi smettere di esistere, che quando mi compari davanti mi sento male?”.

Capire cosa ci serve rende più facile ottenerlo.


Pensa positivo… e mettilo in pratica!
Godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!
Ciao! Al prossimo martedì!


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Estratto della trasmissione su radio RCB “Pensa positivo e mettilo in pratica”.
Puntata n.152 del 2 Febbraio 2015


Ascolta la traccia audio della puntata qui sotto:

Rispetto o pretese?

Ti mancano di rispetto o hai troppe pretese?

Quando parliamo facciamo molta confusione, a volte i nostri messaggi sono poco chiari per chi li riceve, e poco importa se sono chiari per noi.

Comunica i tuoi bisogni

Ad esempio, mi è capitato qualche giorno fa di parlare con qualcuno che mi ha detto: “Non hanno avuto rispetto!”.

Detta così sembra che il poverino sia stato vittima di un torto, di qualcuno che lo ha trattato male. Ma, sapendo come funziona il discorso delle mappe che non sono la realtà, ho ritenuto di approfondire e ho chiesto:
Cosa intendi di preciso per rispetto? Cosa non è successo che invece ti avrebbe fatto sentire rispettato?”.

La risposta mi ha gelato: “Beh, ho detto che avevo un problema sul lavoro e nessuno ha fatto niente”. “Niente? Proprio niente?”, mi sarebbe venuto da rispondergli, ben sapendo che erano state allertate diverse persone, ed erano diversi giorni che si stava cercando una soluzione al problema che aveva sollevato.

Ti mancano di rispetto o hai troppe pretese?

“Quindi essere rispettato per te significa che se hai un problema sul lavoro i tuoi colleghi, e anche i tuoi fornitori, devono lasciare perdere ogni attività che stanno svolgendo e correre da te da diversi paesi d’Italia entro poche ore?”.

Credo che anche il più egocentrico dei personaggi, messo di fronte a tale dato di realtà (o almeno di realtà condivisa dalle altre persone in causa) possa riuscire a cogliere che il problema non è la mancanza di rispetto da parte degli altri, ma il livello un po’ assurdo della sua pretesa.

Lamentarsi non serve a nessuno

E che dire quando qualcuno ti dice: “Ho bisogno di aiuto”.

A volte capita che le persone dicano questo, magari pronte a lamentarsi se subito dopo non ricevono un aiuto che però non hanno chiarito cosa sia. In questo caso, per evitare a loro di entrare nello schema della vittima lamentosa, e a noi di subire tale lamento, la cosa migliore è, di nuovo, fare chiarezza dicendo: “Cosa posso fare per aiutarti?”.

In questo modo ci si concentra su quanto di concreto è possibile fare, lasciando perdere ogni deriva lamentoso-vittimistica-rivendicativa, che crea solo dolore, malumore e fastidio.

Mi capita spesso di rapportarmi con persone che si lamentano, e per prima cosa, con il massimo rispetto per il loro fastidio gli chiedo: “Cosa vorresti che succedesse di diverso?” e anche “Cosa stai facendo perché succeda qualcosa di diverso?”.

Aiuta le persone intorno a te a guardare dalla parte delle soluzioni e a lasciare perdere la via della lagnanza fine a sè stessa.


Pensa positivo… e mettilo in pratica!
Godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!
Ciao! Al prossimo martedì!


Estratto della trasmissione su radio RCB “Pensa positivo e mettilo in pratica”.
Puntata n.150 del 29 Gennaio 2015


Ascolta la traccia audio della puntata qui sotto:

Liberiamoci dalle convinzioni del mondo che ci circonda!

Liberiamoci dalle convinzioni imposte dagli altri

Estratto della trasmissione su radio RCB “Pensa positivo e mettilo in pratica”.
Puntata n.147 del 26 Gennaio 2015


Quando i ricercatori di programmazione neuro linguistica stavano studiando le modalità linguistiche vincenti delle persone, lavorarono con molti venditori di successo, poi con psicoterapeuti di successo e altre persone di grande capacità persuasiva.

Quello che rilevarono fu che gli schemi linguistici utilizzati erano gli stessi, allora si misero a fare una mappa di queste modalità e si resero conto che funzionavano in molti settori diversi.

Se lo dicono tutti…

Ad esempio, a volte capita che ci venga detto qualcosa come se fosse una verità assoluta, tipo: “E’ fondamentale dormire almeno 8 ore per notte”, oppure “I bambini devono bere il latte di mucca”.

La prima cosa da fare per evitare di trovarci intrappolati in una realtà che non ci convince, e senza nemmeno sapere il perché è chiedere: “Fondamentale secondo chi?”. O semplicemente “Chi lo dice?”.

Non voglio per forza dire che non è così, ma vorrei almeno capire da chi arriva questa regola, che dovrebbe diventare una legge assoluta della mia vita.

Se mettiamo in discussione le cose le possiamo capire meglio, e sia che poi le facciamo o che se non le facciamo, saremo più convinti del valore delle nostre azioni, e come abbiamo già visto, se siamo convinti le possiamo capire meglio.

Ma a volte le persone sono le prime a tenersi in gabbia da sole, quando dicono cose tipo: “Dicono che non sono bravo a cucinare”.

Un bel: “Chi lo dice?” credo sia sano, credo che ci possa fare almeno riflettere sul valore dell’opinione che ci sta condizionando.

Conosco persone che prendono per buone opinioni di altri e poi ottengono risultati molto più scarsi dei loro nello stesso ambito…

Liberiamoci dalle convinzioni imposte dagli altri

Che storie ci raccontiamo?

Altre volte ci rappresentiamo la realtà in modo distorto per poter raggiungere un nostro obiettivo, ma poi ne rimaniamo imprigionati, tipo quando diciamo: “Ho fame!”… Poverino, se hai fame bisogna che mangi, e anche tanto!

E questo generalmente, almeno nel mondo occidentale, è un atteggiamento che non porta a niente di buono.

Spesso però potremmo almeno fare la fatica di chiederci: “Di che cosa hai/ho fame?”.

Magari scopriremmo che in caso di insalata mista e patate bollite la fame è più ridimensionata rispetto all’appetito che ci mette un enorme vassoio di tortellini…

Allora possiamo correggere subito la rappresentazione della realtà dicendo: “Ho molta voglia di mangiare!”. Che sembra uguale, ma il nostro cervello sa benissimo che, mentre in caso di fame è bene mangiare, in caso di voglia di cibo, ha meno senso accordare un via libera incondizionato, e quindi sarà più facile nutrirsi solo per quanto ci serve. Che ne pensi?

Pensa positivo… e mettilo in pratica!
Godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!
Ciao! Al prossimo martedì!


Ascolta la traccia audio della puntata qui sotto: