Rispetto o pretese?

Quando parliamo facciamo molta confusione, a volte i nostri messaggi sono poco chiari per chi li riceve, e poco importa se sono chiari per noi.

Comunica i tuoi bisogni

Ad esempio, mi è capitato qualche giorno fa di parlare con qualcuno che mi ha detto: “Non hanno avuto rispetto!”.

Detta così sembra che il poverino sia stato vittima di un torto, di qualcuno che lo ha trattato male. Ma, sapendo come funziona il discorso delle mappe che non sono la realtà, ho ritenuto di approfondire e ho chiesto:
Cosa intendi di preciso per rispetto? Cosa non è successo che invece ti avrebbe fatto sentire rispettato?”.

La risposta mi ha gelato: “Beh, ho detto che avevo un problema sul lavoro e nessuno ha fatto niente”. “Niente? Proprio niente?”, mi sarebbe venuto da rispondergli, ben sapendo che erano state allertate diverse persone, ed erano diversi giorni che si stava cercando una soluzione al problema che aveva sollevato.

Ti mancano di rispetto o hai troppe pretese?

“Quindi essere rispettato per te significa che se hai un problema sul lavoro i tuoi colleghi, e anche i tuoi fornitori, devono lasciare perdere ogni attività che stanno svolgendo e correre da te da diversi paesi d’Italia entro poche ore?”.

Credo che anche il più egocentrico dei personaggi, messo di fronte a tale dato di realtà (o almeno di realtà condivisa dalle altre persone in causa) possa riuscire a cogliere che il problema non è la mancanza di rispetto da parte degli altri, ma il livello un po’ assurdo della sua pretesa.

Lamentarsi non serve a nessuno

E che dire quando qualcuno ti dice: “Ho bisogno di aiuto”.

A volte capita che le persone dicano questo, magari pronte a lamentarsi se subito dopo non ricevono un aiuto che però non hanno chiarito cosa sia. In questo caso, per evitare a loro di entrare nello schema della vittima lamentosa, e a noi di subire tale lamento, la cosa migliore è, di nuovo, fare chiarezza dicendo: “Cosa posso fare per aiutarti?”.

In questo modo ci si concentra su quanto di concreto è possibile fare, lasciando perdere ogni deriva lamentoso-vittimistica-rivendicativa, che crea solo dolore, malumore e fastidio.

Mi capita spesso di rapportarmi con persone che si lamentano, e per prima cosa, con il massimo rispetto per il loro fastidio gli chiedo: “Cosa vorresti che succedesse di diverso?” e anche “Cosa stai facendo perché succeda qualcosa di diverso?”.

Aiuta le persone intorno a te a guardare dalla parte delle soluzioni e a lasciare perdere la via della lagnanza fine a sè stessa.


Pensa positivo… e mettilo in pratica!
Godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!
Ciao! Al prossimo martedì!


Estratto della trasmissione su radio RCB “Pensa positivo e mettilo in pratica”.
Puntata n.150 del 29 Gennaio 2015


Ascolta la traccia audio della puntata qui sotto: