La consapevolezza

Consapevolezza e ascolto

Dopo responsabilità e proattività il terzo parametro che è stato individuato essere tipico delle persone felici è l’acutezza sensoriale, a me piace di più chiamarla consapevolezza, fatto sta che riguarda la capacità di notare cosa succede dentro e fuori di noi.

Un giorno un mio amico che non sopportava suo padre mi ha detto che era completamente diverso da lui… non si assomigliavano minimamente, proprio perchpé lui non poteva sopportarlo nel suo modo di fare, di pensare, di essere…

Fatto sta che il mio amico è abituato a fare un gesto piuttosto particolare portandosi il coltello alla bocca quando mangia, gesto per il quale io l’ho sempre preso in giro.
In uno dei rarissimi giorni in cui lui ha pranzato con suo padre io sono stato invitato, e sono rimasto di stucco quando ho visto il padre fare esattamente lo stesso gesto con il coltello.

Quando gliel’ho detto quasi non mi credeva, ma la cosa interessante è che semplicemente lui non ne era consapevole, non riusciva a vedere quel comportamento, anche se, vi garantisco è piuttosto evidente e particolare.

Ti prendi del tempo per ascoltarti?

Cosa voglio dire? Semplicemente che siamo spesso distratti da tante cose, e stiamo veramente attenti a poche. Non siamo abituati a osservare cosa succede intorno a noi, men che meno dentro di noi. Siamo magari in grado di descrivere tutto sulle ultime crisi di governo o sugli ultimi scandali calcistici, ma non spesso non sappiamo quasi niente su ciò che succede dentro di noi, o sull’umore delle persone con cui passiamo più tempo.

La cattiva notizia è che vivendo con così poca attenzione a come stiamo noi e a come stanno le persone intorno a noi rischiamo di non goderci al massimo la vita, la buona notizia è che questa attenzione, questa consapevolezza si può imparare.

Consapevolezza e ascolto

Ascolta e sviluppa l’intuito!

L’altro giorno nella tisana che ho bevuto c’era scritto: “Ascolta e sviluppa l’intuito”. Ecco, credo che un fantastico dono sia quello di ascoltare, e per imparare ad ascoltare l’esercizio migliore è quello… di ascoltare!

Puoi cominciare subito, se sei hai persone intorno a te, nota cosa stanno facendo, osserva le loro espressioni, i loro gesti, ascolta le loro parole, e semplicemente cogli, senza giudizio, quello che ti trasmettono.

Se invece non hai nessuno intorno, allora è ancora più interessante: ascolta cosa c’è dentro di te, nota le tue sensazioni, i tuoi pensieri, senza giudizio, semplicemente osserva e ascolta.

Sapere cosa succede dentro e intorno a noi è un buon punto di partenza per interagire al meglio ed essere più felici


Pensa positivo… e mettilo in pratica!
Godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!
Ciao! Al prossimo martedì!


Estratto della trasmissione su radio RCB “Pensa positivo e mettilo in pratica”.
Puntata n.162 del 16 Febbraio 2015


Ascolta la traccia audio della puntata qui sotto:

La proattività

Proattività come parametro della felicità

Il secondo parametro fondamentale che fa la differenza tra le persone felici e quelle meno felici, insieme alla responsabilità, è la pro-attività.

Quello che si riscontra è che le persone più felici tendono ad agire più delle persone meno felici.

Del resto, se pensi che essere felice dipende da te, da quello che fai, allora farai molte cose, tenderai invariabilmente ad agire, a darti da fare.

Se invece pensi che “tanto non cambia niente, non c’è niente da fare” cosa agisci a fare? Perché mai ti dovrebbe venire in mente di fare qualcosa, quando sai che tanto non serve a niente?

Il pessimista e l’ottimista

Chi è pessimista lo sa bene, se qualcosa potrà andare male sicuramente lo farà, quindi perché agitarsi a fare?
Per contro l’ottimista pensa sempre che quello che farà lo aiuterà a stare meglio, e farà la differenza per sé e le persone attorno a sé.

Il punto non è se questo succede tutte le volte che agiamo, sono d’accordo che ci siano situazioni dove non fare nulla è meglio che fare qualunque cosa, ma, a parte che queste sono poche, ciò che conta non è se indoviniamo cosa fare e otteniamo sempre quello che desideriamo.

Il punto è che se agiamo pensiamo: “Se faccio qualcosa riuscirò a migliorare la situazione, il mio contributo aiuterà a fare la differenza!”, e solo per il semplice fatto di pensarlo ci farà sentire meglio.

Se invece non agiamo, il messaggio che ci mandiamo è: “Non vali niente, non ti agitare, tanto se anche farai qualcosa non se ne accorgerà nessuno, e se se ne accorgerà sarà perché è sbagliato e ti beccherai un bel rimprovero…”.

Proattività come parametro della felicità

Concediti di sbagliare

Quindi diventa interessante imparare ad agire, sapendo che chi agisce può fare errori, mentre chi non agisce non può farne, e sapendo che chi agisce continua a migliorare l’idea che ha di sé, mentre chi non agisce continua ad aumentare il suo senso di impotenza.

Pensaci, pensa a una situazione nella quale ti trovi e che non ti soddisfa e chiediti: “Cosa posso fare per migliorare questa situazione?”. Se la prima risposta che arriva è: “Niente”, allora significa solo che hai un po’ di abitudine a non agire. Quindi rifatti la domanda: “Cosa posso fare per migliorare questa situazione?”.

Certo, agendo potrai commettere errori, ma è proprio quando siamo in grado di metterci di fronte al rischio di vivere che facciamo qualcosa di più che semplicemente sopravvivere evitando i rischi

Ora tocca a te

Quindi, cos’hai deciso di fare?
Come hai deciso di agire in tutte le situazioni nelle quali ti trovi?


Pensa positivo… e mettilo in pratica!
Godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!
Ciao! Al prossimo martedì!


Estratto della trasmissione su radio RCB “Pensa positivo e mettilo in pratica”.
Puntata n.161 del 13 Febbraio 2015


Ascolta la traccia audio della puntata qui sotto:

Come essere felici usando la PNL

Come essere felici con la PNL

In un libro che tratta il tema di come essere felici usando la programmazione neuro linguistica ho trovato degli spunti che ritengo veramente importanti, e quindi te li racconto.

Secondo diverse ricerche internazionali, tra le cose più importanti per vivere felicemente troviamo la responsabilità.

Qualcuno dice che ognuno si trova esattamente dove ha deciso di essere. So che può suonare strano, in alcuni casi anche oltraggioso: “Come ti permetti di dire questo, io non volevo essere qui, le vicende della vita mi ci hanno portato”.

Ecco, appunto, la vita ci ha portato o siamo noi che abbiamo vissuto la vita facendoci portare esattamente dove siamo?

Non preoccuparti di rispondere, come sempre sono vere tutte e due, puoi trovare mille motivazioni per dimostrare che la prima o la seconda di queste affermazioni è più vera dell’altra. Il punto è che solo che a seconda di quale deciderai essere vera, ti troverai a vivere realtà completamente diverse.

Se sei passivo non è colpa tua

Infatti se decidi che ti trovi dove ti ha portato la vita, allora scegli per te un ruolo passivo. Il vantaggio è che “non è colpa tua” niente di quello che ti accade, lo svantaggio è che non potrai fare molto, se ti rappresenti come un oggetto inerte portato dagli eventi.

Come essere felici con la PNL

Se sei responsabile decidi tu

Se invece decidi che ti trovi dove hai scelto di andare, certo, facendo i conti con tutto quello che ti accadeva intorno, allora la cattiva notizia è che hai la responsabilità della qualità della tua vita, e se non ti piace non puoi dare la colpa e lamentarti con nessun altro, ma la buona notizia è che tu ti senti alla guida di ciò che vivi, senti che, a prescindere da cosa succederà fuori di te, sarà quello che farai dentro di te a fare sempre la differenza.

Per essere felice devi pensare di fare la differenza

Ecco, le ricerche dimostrano che le persone felici sono quelle che sentono di determinare il loro destino, sono quelle che anche se oggi si trovano dove non gli piace essere dicono: “mmmh, devo aver fatto qualche errore di valutazione, qualcosa è andato storto, non sono dove volevo essere, ora bisogna che mi dia da fare per andare altrove…”.

Questo le fa sentire felici, perché questo le fa sentire responsabili, respons-abili, ovvero con l’abilità di rispondere a ciò che la vita gli chiede.

E tu, quanto decidi che la tua vita dipende da te? Cosa puoi fare per dimostrarti che sono le tue scelte che fanno la differenza e non ciò che capita fuori di noi…


Pensa positivo… e mettilo in pratica!
Godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!
Ciao! Al prossimo martedì!


Estratto della trasmissione su radio RCB “Pensa positivo e mettilo in pratica”.
Puntata n.160 del 12 Febbraio 2015


Ascolta la traccia audio della puntata qui sotto:

Ikigai: il benessere soggettivo

Ikigai: longevità felice

Cos’è l’Ikigai

Sai qual è uno degli articoli più letti del mio sito? Ikigai: scegli la longevità felice che vuoi è un articolo del 2012, e ha al suo centro proprio questa ricerca internazionale sull’ikigai.

Sì, l’i-ki-gai, scritto con la k e tutte i normali. È una parola giapponese che può essere tradotta come: “benessere soggettivo”, e quindi non ha una valutazione assoluta, in quanto è relativo a ogni persona.

Ikigai come fattore primario per una vita lunga e felice

Fatto sta che un gruppo di ricercatori si è messo in testa di scoprire qual è il segreto delle persone che vivono a lungo, hanno intervistato migliaia di soggetti e hanno fatto una ricerca durata molti anni, e quello che ne è emerso è che il fattore determinante per una vita lunga e felice non sono parametri come il sesso, il fumo, le abitudini alimentari, l’uso di medicinali, lo stress.

Il parametro fondamentale per vivere a lungo e felicemente è l’ikigai, ovvero il benessere soggettivo. Questo benessere soggettivo è legato a fattori come sentire di avere uno scopo nella vita, avere una buona opinione di sé, avere un atteggiamento aperto nei confronti della vita…

In sostanza quello che si è scoperto è che se mangi macrobiotico ma hai poca autostima avrai meno probabilità di vivere bene e a lungo di chi fuma ma sente di avere uno scopo nella sua vita e di essere una bella persona.

Ikigai: longevità felice

Ora dipende da te

Quindi abbiamo una notizia interessante: ma ciò che farà la differenza non è la notizia in sé, ma come tu reagirai a questa notizia. Infatti se dirai: “non è vero, è solo questione di fortuna o destino”, la buona notizia per te è che non devi fare niente, quella meno buona è che NON CI PUOI fare niente, e la tua salute e la tua felicità dipenderanno da altro e da altri, ma non da te.

Se invece stai dicendo: “mmmh, interessante, lo sapevo che eravamo noi a determinare la nostra salute, la nostra felicità e la nostra vita” allora hai una notizia meno buona che è che ti tocca rimboccarti le maniche e fare qualcosa, ma hai anche quella buona che dice che se ti rimbocchi le maniche quello che farai farà la differenza per te e la tua salute!

Il meglio deve ancora venire però. Per chi crede di poterci fare qualcosa, per chi ha deciso che questo Ikigai fa la differenza, la notizia buona, anzi buonissima è che si può imparare ad aumentare il nostro ikigai a piacimento, perché è una delle caratteristiche che le neuroscienze ci dicono che dipendono da noi, dalle nostre pratiche quotidiane, dal nostro allenamento, e quindi dalle nostre abitudini. E tu quali abitudini vuoi prendere?


Pensa positivo… e mettilo in pratica!
Godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!
Ciao! Al prossimo martedì!


Estratto della trasmissione su radio RCB “Pensa positivo e mettilo in pratica”.
Puntata n.158 del 10 Febbraio 2015


Ascolta la traccia audio della puntata qui sotto: