Non sa fare niente!

Come motivare gli altri

Ogni tanto mi trovo in aziende dove c’è qualcuno che non sa fare niente!

O meglio, che secondo il loro capo non sa fare niente…

Questo è uno schema ricorrente e interessante, che non porta a niente di buono per nessuno.
Infatti se dò per scontato che non sai fare niente ti tratterò come uno che non sa fare niente e difficilmente riuscirai a fare molto.

Quel poco che farai a me sembrerà niente e quindi io mi sentirò male perché pago una persona che non fa niente, e tu ti sentirai male perché non ti viene riconosciuto neanche quel po’ che fai, e questo ti demotiverà ulteriormente.

Come motivare gli altri

Se voglio che tu diventi bravo a fare qualcosa è molto meglio che io pensi che tu sai fare molte cose, e che forse ancora non abbiamo trovato il modo di fare emergere tutte le tue potenzialità…

Se ci chiediamo come possiamo fare emergere le tue potenzialità infatti può darsi che troviamo una risposta che ci porta poi a farti fare tante cose, ma se ci chiediamo come mai non sai fare niente, qualunque risposta sarà un problema per noi, perché comunque confermerà il fatto che tu non sai fare niente.

Come motivare gli altri

Quanto puoi investire sugli altri?

Intendiamoci, in azienda ogni azione è un investimento e quindi devo sapere quanto posso permettermi di investire su di te per fare emergere il tuo potenziale, ma anche tu devi sapere che posso permettermi di lavorare con te solo fino a un certo punto.

In sostanza il punto è non posso avere pazienza per sempre, ma non posso neanche non averne per niente.

Collaborare per crescere insieme

Possiamo stabilire insieme qual è il budget, di pazienza, di tempo, di denaro, per raggiungere dei risultati insieme, e poi possiamo lavorare insieme, e il mio compito, se sono il tuo capo, è fare il tifo per te, credere fortemente che ce la puoi fare, a volte anche dirtelo, e fartelo sentire tutti i giorni.

Visto da parte di chi si sta impegnando per riuscire senz’altro funziona, ma anche visto dalla parte di chi ti paga lo stipendio ci sta, perché alla fine un sano complimento, un vero supporto costa molto meno di tanti premi di produzione e spesso rende molto di più.

Lo vedo in molte aziende dove vado, tra le cose che vorrebbero di più i collaboratori dal proprio capo è sapere se quello che fanno è fatto bene, vorrebbero sentire che fa il tifo per loro, perché a volte dicono che hanno l’impressione che invece sia lì a cercare di beccarli in castagna, ma questo non farebbe lavorare nessuno nelle migliori condizioni…

Qual è l’obiettivo? Punire chi sbaglia o lavorare tutti dando il nostro meglio?


Pensa positivoe mettilo in pratica!
Godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!
Ciao! Al prossimo martedì!


Estratto della trasmissione su radio RCB “Pensa positivo e mettilo in pratica”.
Puntata n.171 del 27 Febbraio 2015


Ascolta la traccia audio della puntata qui sotto:

Dare per scontate le cose: che rischio!

Dare per scontato: il rischio

Una delle cose che mi lascia più perplesso è come le persone si dimentichino che gli altri sono diversi da loro, e diano per scontato cose

Lo sentiamo dire continuamente: “Ho dato per scontato che tu ci fossi” o “ho dato per scontato che tu facessi quella cosa” o “ho dato per scontato che lui/lei la pensasse così”…

Il rischio del dare per scontato

In realtà, e me ne accorgo tutti i giorni, anche nelle aziende dove lavoro, ogni volta che diamo per scontato qualcosa stiamo prendendoci un rischio.

A volte il rischio vale la pena correrlo, ad esempio se do per scontato che tu arrivi 5 minuti in anticipo e mi presento un po’ prima al nostro appuntamento, la peggior cosa che mi può accadere è che mi toccherà aspettare un po’…

Ma non è sempre così semplice e indolore la questione. Ti racconto un’esperienza che mi è capitata parecchi anni fa, ma che ancora mi ricorda quanto è pericoloso dare per scontato.

Dovevo andare a trovare un’amica in Francia e lei mi ha scritto via mail (i telefonini non erano così diffusi ancora): “Vieni il prossimo week end che ci sono”.
Io allora sono partito e quando sono arrivato in Francia ho scoperto due cose:

  • la prima che era andata dai suoi a Torino,
  • la seconda che per lei prossimo non voleva dire il w-end più vicino, ma quello dopo…!!!

Peccato che per me fosse scontato e non l’avessi verificato. Attenzione, non sto dicendo di verificare ogni cosa, ma semplicemente di verificare le cose che per noi hanno un rischio che non abbiamo voglia di correre.

Dare per scontato: il rischio

Sicuro di voler correre il rischio?

Se do per scontato che tu porterai da bere alla festa, il rischio è che non ci sia nulla da bere.

Se do per scontato che tu farai una parte di lavoro, il rischio è che quella parte di lavoro non la faccia nessuno!

Se do per scontato che avvisi tu le altre persone per la riunione il rischio è che alla riunione ci troviamo solo noi due!

Se do per scontato che tu ce l’abbia con me e che non mi perdonerai mai il rischio è che ci giochiamo il nostro rapporto…

E non vale la giustificazione “abbiamo sempre fatto così”, “è logico”, ecc. Quella è la tua mappa della realtà, non la realtà, se il rischio che corri è piuttosto significativo allora vale sempre la pena investire il tempo necessario a verificare le cose.

Ogni volta che pensi: “Questa cosa è così” verifica cosa te lo garantisce e se ti accorgi di dare per scontato qualcosa, pensa a quanto stai rischiando e a cosa puoi fare per essere più dalla parte del sicuro!


Pensa positivoe mettilo in pratica!
Godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!
Ciao! Al prossimo martedì!


Estratto della trasmissione su radio RCB “Pensa positivo e mettilo in pratica”.
Puntata n.169 del 25 Febbraio 2015


Ascolta la traccia audio della puntata qui sotto:

Cambiare serve a migliorarti sempre!

Cambiare per migliorarsi

Quando decidiamo di passare all’azione abbiamo sempre un avversario molto impegnativo da considerare, noi stessi!

Supponiamo che tu abbia deciso di fare qualcosa di nuovo nella tua vita, abbia capito che la qualità della tua vita dipende da te, dal tuo stato d’animo e dalle scelte che fai, quindi alla fine decidi di agire.

Questo è un momento delicato, mi capitano spesso, nelle aziende dove lavoro, persone che mi dicono: “Ho cominciato a fare le cose in modo diverso, a notare i miei schemi e a muovermi per tempo per migliorarli, ma a volte me ne accorgo troppo tardi, quando ci sono già cascato!”.

Cambiare implica impegno

Fino a qui tutto regolare; si chiama percorso d’apprendimento, ma la cosa buffa, e pericolosa è quello che succede dopo. Infatti spesso la frase finisce con: “Quindi è inutile!”.

Inutile?? Stai dicendo che sai che c’è un modo nuovo di fare delle cose che non ti piace come sono, c’è qualcosa che vuoi cambiare e che stai cominciando a cambiare e alla prima difficoltà dici “è inutile??”.

Se avessimo avuto la stessa determinazione quando è stata ora di imparare a camminare ora andremmo tutti a carponi!

Cambiare per migliorarsi

Non auto limitarti

In realtà è la nostra difesa personale, quella che stava comoda nello schema vecchio che ci sta “tirando indietro”, ci sta dicendo di lasciare stare, ci sta dicendo che siamo illusi e che il cambiamento non è possibile, “sei fatto così… è il tuo carattere”.

Ovviamente se vogliamo essere fatti così possiamo esserlo tranquillamente, ma se vogliamo riuscire ad essere meglio di come siamo sempre stati, se vogliamo veramente crescere e migliorare, allora quando ci succede di non ottenere tutto quello che vogliamo dai primi tentativi ci possiamo ricordare quanto è importante essere pazienti con noi, quanto tempo è servito per imparare le tante abilità che abbiamo: usare il computer, guidare, camminare.

Guarda il buono che hai fatto

E ci possiamo ricordare che le cose non succedono esattamente all’improvviso, succedono quando continuiamo ad allenarci, anche se i primi risultati non sono subito come pensavamo.

Una buona regola per me è che quando la fatica lungo il cammino si fa sentire non bisogna chiedersi quanto manca alla meta, ma bisogna guardare quanta strada abbiamo già fatto…


Pensa positivoe mettilo in pratica!
Godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!
Ciao! Al prossimo martedì!


Estratto della trasmissione su radio RCB “Pensa positivo e mettilo in pratica”.
Puntata n.167 del 23 Febbraio 2015


Ascolta la traccia audio della puntata qui sotto:

Quando la fatica supera il gusto

Quando la fatica supera il gusto

Abbiamo detto che possiamo farci sempre la domanda: “Ho fatto tutto quello che valeva la pena fare per cambiare questa cosa?”.

Abbiamo detto che se la risposta fosse stata “no” allora potevo fare qualcos’altro, ma se la risposta invece fosse “sì”, se sentissi di aver fatto tutto quello che era in mio potere per cambiare le cose, ma non fossi riuscito a raggiungere il mio obiettivo?

Tommaso Moro diceva: “Signore dammi la forza per cambiare ciò che posso cambiare, la pazienza per accettare quello che non posso cambiare e la saggezza per distinguere tra le due”.

Quando la fatica supera il gusto

Sicuro che valga la pena insistere?

Ecco, credo che questo sia il caso nel quale mettere in pratica questo insegnamento: se hai fatto tutto quello che ritenevi valesse la pena fare, vuol dire che a questo punto raggiungere l’obiettivo vale meno della fatica di raggiungerlo. Lo sanno tutti, quando la fatica supera il gusto… è il momento di lasciare stare!

Se hai un amico che non ti restituisce il libro che gli hai prestato nemmeno sotto tortura, è chiaro che lo potresti minacciare con una pistola per fartelo restituire, ma il costo di quest’atto è evidentemente maggiore del valore del libro stesso.

Quindi una volta che capisci che hai fatto tutto quello che aveva senso fare, la cosa migliore è farsene una ragione, e come si fa a fare questa cosa?

Come capire quando è abbastanza?

La programmazione neuro linguistica ci aiuta con molti strumenti specifici per cambiare le convinzioni, in generale però possiamo dire che c’è una convinzione particolarmente funzionale per riuscire ad accettare qualcosa che non ci piace proprio ed è pensare che se le cose non vanno come desideriamo allora non è detto che non vadano al meglio per noi.

Lo so che non è facile, specie quando è un’idea a cui tenevamo molto, ma non ti è mai successo di cambiare idea e accorgerti che per tanti anni hai avuto l’idea opposta e ora non riesci nemmeno a capire come mai non vedessi le cose come fai in questo momento…

Quando cambiamo punto di vista le cose che sembravano impossibili diventano possibili anzi, naturali, allora perché aspettare, se il nostro punto di vista ci impedisce di cogliere un risultato che desideriamo o di accettare qualcosa che decidiamo di non poter più cambiare?

Forse se le cose andassero diversamente da come desideri potrebbero andare anche meglio per te…


Pensa positivoe mettilo in pratica!
Godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!
Ciao! Al prossimo martedì!


Estratto della trasmissione su radio RCB “Pensa positivo e mettilo in pratica”.
Puntata n.165 del 19 Febbraio 2015


La flessibilità per una vita felice

Flessibilità delle canne al vento

Il quarto parametro (i primi tre erano responsabilità, proattività, consapevolezza) che risulta essere fondamentale in molte ricerche sulla longevità felice, ovvero che si dimostra essere tipico di chi vive felicemente e a lungo è la flessibilità, ovvero la capacità di adattarsi alle situazioni.

Non significa farsi andare bene tutto, ma piuttosto aver un’autentica e profonda propensione a cambiare il nostro comportamento adottando risposte creative e nuove alle situazioni intorno a noi.

Questo può significare sapere cambiare quello che si fa se non ci dà i risultati che desideriamo in una situazione stabile, o anche saper cambiare quello che facciamo che ci ha sempre dato risultati, ma che ora non funziona più visto che la situazione è cambiata.
Flessibilità delle canne al vento

La flessibilità si può imparare!

La flessibilità è una dote straordinaria che ci consente di vivere bene ogni situazione, ci consente di vivere le situazioni più impegnative o incredibili semplicemente come un esperimento, come un momento di crescita e di prova, invece che come un fastidio, un problema a cui non riusciamo a sottrarci.

Essere flessibili è una vera e propria arte, e come sempre abbiamo una buona e una cattiva notizia, quella cattiva è che se non abbiamo flessibilità saremo condannati a soffrire molto, specie in questo periodo storico, dove le cose cambiano velocemente e continuamente, e quello che hai imparato e che ha funzionato fino ad ora da oggi (o forse addirittura da ieri) non sta già più funzionando.

Non essere flessibili ci fa essere lamentosi e noiosi perché è il resto del mondo che ci crea problemi.

La buona notizia, come sempre, è che la flessibilità è un’arte che si impara.

Come imparare ad essere flessibili

Il modo più facile per impararla è andare noi stessi a cercare cose diverse dal solito, cercando poi come gestirle, come viverle al meglio. È abituarci a farci la domanda: “Cosa posso cambiare di quello che faccio, in modo che questa situazione migliori?”.

Se ci faremo questa domanda tante volte nella nostra giornata cominceremo a vedere possibilità per allenare la nostra flessibilità e cominceremo a vedere come il nostro comportamento contribuisce a determinare cosa succede intorno a noi, e ci sentiremo sempre più protagonisti e sempre meno vittime di ciò che ci accade.

Quindi chiediti:

“Cosa posso cambiare di quello che faccio in modo che questa situazione migliori?”


Pensa positivo… e mettilo in pratica!
Godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!
Ciao! Al prossimo martedì!


Estratto della trasmissione su radio RCB “Pensa positivo e mettilo in pratica”.
Puntata n.163 del 17 Febbraio 2015


Ascolta la traccia audio della puntata qui sotto: