Non è mai troppo tardi per avere un’infanzia felice

Una delle cose su cui sono più d’accordo con Richard Bandler, uno dei due co-fondatori della programmazione neuro linguistica è che “non è mai troppo tardi per avere un’infanzia felice”.

Te la ripeto: “non è mai troppo tardi per avere un’infanzia felice”.

Ma cos’è che stabilisce se hai avuto un’infanzia felice o no? Qualcuno dice che ha avuto un’infanzia felice perché i suoi genitori gli volevano bene, altri che non hanno avuto un’infanzia felice proprio perché i suoi genitori non gli volevano bene…

L’attribuzione del significato dipende da te

E se dipendesse da noi? No, non se dipendesse da noi cosa hanno fatto loro, questo ormai è successo e basta, ma se dipendesse da noi il significato di quelle cose?

Ad esempio qualcuno di noi ha sofferto perché alla nascita del nuovo fratellino ci si è sentiti messi in disparte, abbiamo dovuto cedere oltre il 50% delle attenzioni di cui godevamo in esclusiva ad un altro che non avevamo certo deciso noi che arrivasse nella nostra vita…

O qualcuno ha sofferto perché non aveva gli stessi giocattoli degli altri bambini, o perché non veniva mandato al mare con gli altri, o non gli veniva concesso di uscire la sera…

Ora pensaci un attimo, è questo evento che ti ha fatto soffrire o il significato che gli hai dato?

Cioè ti dispiaceva che le attenzioni fossero per il nuovo fratellino o ti dispiaceva che non ti volessero più bene come prima?

Perché mentre ci sono cose che non possiamo cambiare, tipo i comportamenti e i fatti, ce ne sono alcune che cambiamo continuamente, che cambiano con il procedere della nostra vita…

Non è mai troppo tardi per avere un'infanzia felice

Cos’è la verità?

E magari con il procedere della vita ti accorgi, per esperienza diretta o condivisa con amici, che certe scelte non significano necessariamente quello che hai sofferto, cioè che se ti lasciavano da solo dal vicino di casa o all’asilo non era perché i tuoi genitori non ti volessero bene, ma solo perché era quello che pensavano fosse il meglio per te.

Magari loro avrebbero preferito stare a giocare con te, ma sentivano che era loro dovere lavorare di più per poterti poi portare al mare…

Qual è la verità? Non lo sappiamo, e sinceramente non credo sia la domanda migliore da farsi, credo che la domanda migliore sia: “qual è la verità che voglio nella mia mappa della realtà?” ovvero “Quale verità voglio?”.

Scegli se preferisci essere un bimbo con un infanzia felice o infelice e poi scegli quale significato dare ai fatti della tua vita…


Pensa positivoe mettilo in pratica!
Godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!
Ciao! Al prossimo martedì!


Estratto della trasmissione su radio RCB “Pensa positivo e mettilo in pratica”.
Puntata n.176 del 6 Marzo 2015


Ascolta la traccia audio della puntata qui sotto: