Il coaching che funziona anche via Skype

Mental coaching via Skype

Mental coaching via Skype

Perché rivolgerti a un mental coach?

Ad un certo punto nella mia vita, dopo 28 anni di allenamento fisico, ho sentito il bisogno di allenare un organo ancor più importante: la mente!

Sentivo di essere entrato in un circolo vizioso dove vedevo ormai tutto negativo, compromettendo il raggiungimento dei miei obbiettivi, non permettendomi di vivere a pieno la cosa più meravigliosa: la vita.

Tramite la mia coach d’élite Annalisa Ghirotti ho conosciuto il grande Paolo Svegli, con il quale ho avuto una seduta via Skype di oltre un’ora.

Inizialmente pensavo fossero necessarie numerose sessioni, come da uno psicologo, invece, dopo una sola chiacchierata ho visto già numerosi cambiamenti…

Ho eseguito tutti i “compiti a casa” che mi aveva assegnato Paolo e in ultimo ho acquistato il suo libro Pensa positivo e mettilo in pratica, davvero eccezionale.

Un libro che va subito al sodo, senza perdersi con inutili introduzioni e che ti dice cosa fare nella pratica di tutti i giorni.

Confesso che non sono un gran lettore, ma questo libricino scorre che è una bellezza!

Grazie Annalisa, grazie Paolo e a tutti voi… Pensate positivo, e mettetelo in pratica!!!


Testimonianza di Antonio BrunoPersonal trainer


Mai dare per scontato

Mai dare per scontato

Mai dare per scontato
L’altro giorno ero in un’azienda dove facciamo un lavoro di team coaching aziendale e mi hanno sottoposto una questione abbastanza interessante: un progetto era fermo perché le due parti che aspettavano i dati per poter procedere non li avevano ricevuti.

Le due parti nello specifico sono collaboratori esterni e tra i due si era già arrivati alle accuse reciproche volte ad incolpare l’altro della mancata informazione.

Se aggiungiamo che entrambe le persone erano piuttosto prese nella loro routine quotidiana capiamo perché non rispondessero a tutte le email o addirittura alle telefonate che venivano dal coordinatore del progetto.

Morale della favola: tutti arrabbiati contro tutti e progetto fermo.

Quando il responsabile tecnico dell’azienda mia cliente ha chiamato il responsabile commerciale dicendogli che il progetto era morto, quest’ultimo ha dovuto penare un bel po’ per riuscire a parlare con tutti e capire cosa stava succedendo.

In realtà i dati che servivano erano stati inviati, ma erano stati messi in un posto dove il destinatario non aveva pensato potessero essere, inoltre i tempi erano veramente stretti e non si sarebbe più riusciti a finire il progetto come originariamente deciso.

Tutti hanno fatto del proprio meglio?

Il responsabile commerciale ha dovuto fare un vero miracolo, andando a spiegare a tutte le persone coinvolte che nessuno si era comportato scorrettamente, nessuno aveva ignorato gli altri o fatto qualcosa contro il progetto o gli accordi presi, l’unica cosa che era successa era che, ognuno aveva agito per il meglio del progetto facendo ciò che riteneva essere il meglio in suo potere.

Ti ricordi quel presupposto della programmazione neuro linguistica che dice che ogni persona fa il meglio che può in ogni momento con le risorse che ritiene di avere?

Ecco, ogni attore della scena aveva dato il meglio (dal suo punto di vista), ma la somma delle loro azioni non stava funzionando… perché avevano dato per scontato che gli altri avessero pensato e agito in un certo modo. Questo aveva generato un clima di diffidenza e di rancore che impediva di trovare qualsiasi soluzione.

Agisci, esci dalle tue convinzioni limitanti

Ciò che a volte serve è qualcuno che esca da questo schema limitante, da questa convinzione limitante e, senza dare niente per scontato, verifichi dove si è perso il passaggio vincente

Prova a pensare se ti capita di vivere qualche situazione simile sul lavoro, ma anche in famiglia o altrove, tu stai aspettando che ti risolvano la cosa da fuori o sei tu che stai andando, con il giusto atteggiamento, a verificare dove abbiamo perso il filo per creare nuovo valore?


Approfondisci l’argomento con questi articoli:
Qual è il contrario di dare per scontato (nella vita privata)?
Qual è il contrario di dare per scontato (in azienda)?


Pensa positivoe mettilo in pratica!
Godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!
Ciao! Al prossimo martedì!


Estratto della trasmissione su radio RCB “Pensa positivo e mettilo in pratica”.
Puntata n.187 del 23 Marzo 2015


Ascolta la traccia audio della puntata qui sotto:

Come superare i problemi

Come superare i problemi

Come superare i problemi

Ieri mi è capitata una persona che ha detto:

Ma se hai un problema, e lo affronti, come fai a sapere che lo hai veramente superato se poi ci ricadi dentro?

Questo di come superare i problemi è un tema che mi capita spesso di trattare. Infatti le persone a volte sono vittima del loro schema, e pensano che, affrontandolo con la programmazione neuro linguistica, o in qualunque altro modo, questo problema non si ripresenterà più.

Ad esempio se mangio troppo o male, se faccio un qualcosa che mi aiuta a liberarmi da questo problema, poi non devo più avere questo tipo di tentazione o di comportamento.

Pensa che è capitato anche al grande Anthony Robbins di trovarsi di fronte un suo cliente di diversi anni prima che lo ha guardato con aria di sfida dicendogli:

Ti ricordi di me? Tre anni fa a Chicago mi hai fatto smettere di fumare con la programmazione neuro linguistica, be’…

ha continuato accendendosi una sigaretta:

mi hai programmato male!

Sei consapevole di quello che vuoi?

Ecco, questo è il punto, quando non siamo consapevoli del nostro ruolo nel nostro percorso, io lo dico sempre sia se lavoro in coaching individuale sia nel coaching aziendale, il mio obiettivo è quello di diventare superfluo per voi, che vuol dire aiutarvi ora ad essere in grado di fare benissimo senza di me.

Ma per riuscire in questo ci deve essere la consapevolezza da parte dei clienti che il loro risultato dipende da loro, non dal tecnico, dal mago esterno che viene e ti risolve la questione.

Questo aspetto diventa importante proprio per garantire il mantenimento del risultato acquisito: se sai che dipende da te, sai anche che può succedere che ti ritrovi nel tuo schema precedente, puoi tornare ad avere voglia di fumare, puoi fumare, mangiare troppo, o svegliarti triste una mattina o arrabbiarti in situazioni dove non volevi succedesse.

Riconosci il tuo problema e superalo!

Essersi presi il proprio potere personale, avere fatto un salto evolutivo significa proprio questo, saper stare fuori dal proprio schema indesiderato per la maggior parte del tempo.
Ma se per caso ci finiamo di nuovo, saperlo riconoscere subito e riuscire a sostituirlo con uno più efficace, sapendo che finché siamo esseri umani è normale che qualche volta gli schemi del passato ritornino.

Pretendere la perfezione è una fonte certa di frustrazione, almeno fino a che frequenteremo questo pianeta!


Pensa positivoe mettilo in pratica!
Godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!
Ciao! Al prossimo martedì!


Estratto della trasmissione su radio RCB “Pensa positivo e mettilo in pratica”.
Puntata n.186 del 20 Marzo 2015


Ascolta la traccia audio della puntata qui sotto:

Come cambiare lavoro felicemente

Cambiare lavoro felicemente

Qualche giorno fa mi è arrivata una email di una mia cliente che diceva più o meno così:

ma è possibile che ci siano persone che stanno facendo un lavoro che non gli piace mentre dentro sono portati per farne un altro che gli piacerebbe veramente?

In particolare mi raccontava di come per lei fosse stata una scoperta vedere che, quando ha avuto il coraggio di lasciare un lavoro dipendente per mettersi a lavorare nella vendita, tutto fosse diventato più facile, tutto fosse stato come scoprire che era nata per fare quello e che il resto era solo una parentesi noiosa prima della sua bella realtà.

Il posto “sicuro” è ciò che vuoi veramente?

In effetti qualche volta rimaniamo incastrati in qualche idea che non è la nostra, magari sono i genitori che ci spingono al “posto sicuro” (che poi nel frattempo è diventato neanche tanto più sicuro) o i riferimenti che abbiamo che ci portano a svolgere un attività anziché un’altra…

Ma se ci fermiamo ad ascoltarci un po’ fino in fondo, se sentiamo che la nostra fantasia vaga al di fuori di quelle che vediamo essere attività noiose, se, come nel caso della mia cliente, ci accorgiamo che il piacere è stare in mezzo alla gente, mentre il dovere ci impone altro, ma ci annoia, se ci accorgiamo sostanzialmente che la vita vera comincia quando smettiamo di lavorare, allora forse è il caso di farci due domande.

Personalmente credo che ci siano molte persone che sarebbero molto più felici se avessero il coraggio di mollare il “posto sicuro” per fare un’attività di vendita o imprenditoriale o comunque indipendente, ma che questo non lo facciano solo per paura.

Ma la cosa che capisco e mi ricordo (perché sono stato così anche io tempo fa) è che non si prendano proprio in considerazione certe professioni, dimenticandosi quanto possono essere piacevoli, e vedendone solo il lato oscuro…

In effetti è vero che se ti metti a lavorare in proprio non hai lo stipendio fisso e le ferie pagate, ma è anche vero che sei il padrone del tuo tempo e che l’unico limite al tuo guadagno è la tua capacità.

Cambiare lavoro felicemente

Cambiare schemi per seguire le proprie passioni

Penso che la programmazione neuro linguistica ci possa aiutare a vedere qual è il nostro schema di pensiero per cui facciamo una cosa o un’altra, e in questo caso la prima domanda da farsi è:

Se fossi sicuro di riuscire, quale lavoro mi piacerebbe veramente fare?

Se la risposta è un lavoro che non c’entra niente con quello che faccio, magari un lavoro che mi porta a parlare con le persone, a muovermi, a viaggiare, mentre sono fermo nella stessa scrivania tutti i giorni, allora forse è bene farsi anche la seconda domanda:

Come posso fare a fare quello che desidero veramente cambiando in modo sicuro?


Pensa positivoe mettilo in pratica!
Godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!
Ciao! Al prossimo martedì!


Estratto della trasmissione su radio RCB “Pensa positivo e mettilo in pratica”.
Puntata n.185 del 19 Marzo 2015


Ascolta la traccia audio della puntata qui sotto:

L’ottimista e il pessimista

L'ottimista e il pessimista

Oggi parliamo di ottimismo e pessimismo.

Prendo spunto dall’ennesima domanda che mi hanno rivolto: “Ma perché poi devo pensare positivo? Non è mica che se penso che le cose siano belle lo diventano, è inutile fare finta che il mondo sia bello se non lo è, è da illusi!”.

Io accolgo qualunque tipo di idea o pensiero e mi sento comunque di rispondere alla domanda dicendo che sono gli standard che ci diamo che determinano i risultati della nostra vita e anche le persone che diventiamo.

Cosa vuole dire? Ho due amici, chiamiamoli Beppe e Gino.

L’ottimista e il pessimista

Beppe è un ottimista assoluto, vede sempre il lato positivo delle cose pensa che nella vita siamo nati per essere felici.

Gino invece è, anche a sua detta, un pessimista, uno di quelli che dice che è meglio pensare che vada male fin da subito, così non si rischiano delusioni.

Ovvio quindi che per Gino la vita sia una fatica, una sofferenza, a volte addirittura una fregatura…

Cosa succede quindi quando capita qualcosa di bello a Beppe? Beppe è contento perché sa che la vita è bella, se la gode e dice “Visto che la vita è bella!?”.

Se invece succede qualcosa di bello a Gino lui se la gode meno perché pensa: “Chissà che cosa sta per capitare adesso, non è mica normale questa cosa qui…”.

Ma il meglio avviene quando le cose non vanno per il verso giusto, quando c’è un problema, una difficoltà…

L'ottimista e il pessimista

La reazione davanti alle difficoltà

Gino il pessimista dice: “Vedi, lo sapevo che era così, sapevo che era una fregatura, una sofferenza, ecc.”. Si lamenta ma SA che non si può fare niente, perché la vita È così, quindi è normale che ci sia da stare male.

Beppe l’ottimista invece dice: “Strano che non si stia bene! Non mica normale questa cosa qui, vediamo come la possiamo cambiare!”. E si dà da fare per cambiare le cose, sapendo che lo standard è un altro, più bello e piacevole per tutti.

Chi vive meglio?

Secondo te chi dei due ha una vita di qualità superiore? Chi dei due vive meglio, ma soprattutto riesce a incidere più positivamente nelle realtà che gli si presentano tutti i giorni?

Se pensi che avere problemi sia normale, quando avrai problemi non farai più di tanto per risolverli, perché è normale averli.

Se invece pensi che stare bene sia normale, ogni volta che avrai problemi ti darai da fare fino a che non li avrai risolti, perché non è normale avere problemi…

E tu cosa ne pensi? Sei ottimista o pessimista?


Pensa positivoe mettilo in pratica!
Godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!
Ciao! Al prossimo martedì!


Estratto della trasmissione su radio RCB “Pensa positivo e mettilo in pratica”.
Puntata n.184 del 18 Marzo 2015


Ascolta la traccia audio della puntata qui sotto: