Come migliorare il tuo mondo

Come rendere migliore il tuo mondo

Come rendere migliore il tuo mondo

Ti piace il mondo in cui vivi?

È abbastanza piacevole, confortevole, accogliente? Ma soprattutto se così non fosse, ti piacerebbe renderlo più piacevole in poco tempo e senza nessun costo?

No, non è lo spot di un fantastico prodotto da acquistare da fuori, in realtà può essere lo spot di un prodotto che puoi acquisire solo da dentro! Sì, da dentro di te, perché solo da dentro di te possono venire le risorse per rendere il tuo mondo sempre più simile a come lo vuoi tu.

La programmazione neuro linguistica ha solo messo ordine e reso facilmente replicabile un processo mentale che fanno tutte le persone che si godono la vita, che sanno stare bene esattamente nella stessa situazione in cui la persona di fianco invece sbuffa continuamente e si lamenta!

Il passaggio è immediato e, superata l’inerzia iniziale, diventa automatico.

Certo che c’è un’inerzia, siamo talmente bombardati da notizie negative, tristi, anche violente o avvilenti, che il nostro automatismo è diventato chiuderci e lamentarci di quello che non va: in effetti, se vedo solo le cose che non vanno è normale lamentarsi.

Ma adesso stacca un secondo, ti basta un secondo, e guardati attorno, e appena noti qualcosa che ti piace, che sia una persona, un paesaggio, un lavoro da fare, o anche questa stessa trasmissione radio, porta l’attenzione lì. Portare l’attenzione su quella cosa significa prima di tutto notarla, osservarla, dargli valore.

Inizia a notare il buono che ti circonda

È vero che c’è la crisi, ci sono gli attacchi terroristici, la politica corrotta, ma ci sono anche le cose belle, e se vuoi vivere in un mondo migliore puoi cominciare a notare le cose belle che già ci sono, per avere la forza di renderle sempre più belle, altrimenti ci appiattiremo a lamentarci, ma questo non porterà a niente di buono per nessuno.

Quindi nota cosa ti piace e cosa ti fa stare bene, poi amplificalo, mettilo in evidenza, pensaci spesso.

Perché mi devo ricordare venti volte al giorno degli attacchi terroristici o della crisi e non pensare mai a ciò che mi piace? Cos’è, si risolve prima la crisi se ci penso?

Se invece attribuisco potere alle cose belle che già ci sono, al mondo che già mi piace, avrò più energia ed entusiasmo per renderlo sempre più bello.

Amplifica ciò che ti piace

Abituati ad amplificare quello che ti piace e a lasciar perdere il resto se non ci puoi fare nulla.

Se ti piace questo articolo per esempio, scrivimi un commento qui sotto o metti un Like, ogni tanto è bello condividere il proprio apprezzamento sul lavoro altrui, funge da ottimo incoraggiamento😉

Comincia da ora a prendere l’abitudine di amplificare quello che ti piace e lasciare perdere il resto.

Anche questo significa pensare positivo… e metterlo in pratica!


Se ancora hai dei dubbi puoi leggere “Perché pensare positivo“?


Tu “sei fatto così” o vuoi migliorarti sempre?

Migliorarsi nel mondo che cambia velocemente

Migliorarsi nel mondo che cambia velocemente
Nell’articolo su Come godersi le difficoltà ho spiegato che la PNL individua tra le 3 caratteristiche dei geni creativi quella di essere a proprio agio nell’incertezza. Questa cosa non è che sia piaciuta proprio a tutti;-)

L’insana mania del controllo

In effetti siamo abituati a un mondo che ci vuol fare credere di poter avere tutto sotto controllo, abbiamo questi telefoni favolosi in grado di farci controllare tutto, dagli orari dei negozi al conto in banca, dai bambini fino all’allarme di casa.

Anche quando faccio coaching aziendale mi trovo spesso con aziende che vogliono avere tutto sotto controllo, dimenticando che TUTTO è il gemello di NIENTE, e che bisogna sapere arrivare fino a dove il costo di controllare è minore del costo di non aver sotto controllo una variabile.

Crescere e adattarsi al mondo che cambia

Se abbiamo detto che è dimostrato che i geni creativi sanno stare bene nell’incertezza, Anthony Robbins (trainer e coach di fama mondiale) dice che la qualità della nostra vita è direttamente proporzionale alla quantità di incertezza con cui sappiamo convivere.

Del resto lo vedo tutti i giorni, sia nelle aziende sia facendo coaching individuale: la velocità del cambiamento attorno a noi è tale per cui o sappiamo trovarci a nostro agio in un mondo che cambia, dove quello che era vero ieri, oggi non lo è più, oppure soffriremo molto.

La paura del cambiamento e i luoghi comuni: “sono fatto/a così”

Hai presente chi dice: “No, io il computer non lo voglio usare!”, oppure “Ho lavorato 30 anni senza il computer e adesso perché dovrebbe essere diventato indispensabile?”, o ancora “Faccio il fabbro, mica il programmatore software”.

E in effetti è vero, quando arrivano le novità molti si rifugiano nel “si è sempre fatto così” o nel “sono fatto così” proprio per paura di confrontarsi con l’incertezza.

Insomma, ci ho messo vent’anni a imparare un mestiere, e adesso me lo vieni a cambiare?

Guarda che non sono la programmazione neuro linguistica o il tuo capo o il tuo collega che ti vogliono fare cambiare modo di lavorare, è il mondo che è cambiato attorno a noi, e continua a cambiare, e sempre più velocemente, quindi l’unica cosa saggia da fare è accettare che cambi, e accettare quel disagio (grande o piccolo) che attraversiamo quando arriviamo in un posto nuovo, quando non siamo ancora padroni della situazione (o pensiamo di esserlo). 😉

Stimola sempre il tuo cervello

Metterci a nostro agio nell’incertezza ci consente di imparare molto più velocemente qualsiasi cosa, ci consente di metterci in quello spazio dove si può sbagliare, ma non si può non imparare.

Ti ricordi che il vero potere del cervello sono le sinapsi che abbiamo? Bene! Allora se vuoi che il tuo cervello funzioni sempre meglio puoi solo tenerlo allenato, stimolandolo con cose nuove tutti i giorni.

Se quando stai per andare a dormire ti accorgi di non aver imparato niente di nuovo nella giornata allora fermati, prendi un libro o fai un salto in internet e leggi qualcosa, apprendi un concetto in più per nutrire il meglio di te!

Come godersi le difficoltà

Come godersi le difficoltà

Come godersi le difficoltà

Qualcuno ancora mi ha detto che, dopo 188 puntate, non ha ancora chiaro cosa sia questa benedetta programmazione neuro linguistica

Be’, in un modo veloce e pratico potrei dire che è lo studio dell’esperienza soggettiva, cioè di come ogni persona percepisce la realtà e di come ci si rapporta, generando risultati più o meno interessanti.

Abbiamo già visto più volte che, nella stessa realtà vi sono persone che vedono opportunità e riescono poi a realizzarle e persone che vedono solo problemi e non realizzano nulla, ma non realizzano nulla proprio perché non vedono nulla!

Quindi la programmazione neuro linguistica ci aiuta a pensare positivo e a fare la differenza dentro e fuori di noi solo perché studia come pensano e agiscono le persone che lo sanno fare molto bene, le persone che ottengono i risultati che fanno la differenza a loro e alle persone intorno a loro.

Nel mio lavoro di coach aziendale mi trovo spesso a fare proprio questo passaggio all’interno degli ambiti più diversi: vendita, organizzazione, comunicazione efficace, direzione strategica… capire come pensa e agisce chi riesce a fare la differenza ci mette in condizione di fare lo stesso, più facilmente e più velocemente.

Le 3 caratteristiche dei geni creativi

All’università della California di Santa Cruz, dove è nata la programmazione neuro linguistica, c’era un docente di psicologia che ha dedicato tutta la sua vita allo studio dei geni creativi, e sai quali sono le caratteristiche principali dei geni creativi?

1. Essere a proprio agio nell’incertezza
2. Essere capaci di abbracciare apparenti opposizioni e paradossi
3. Essere tenaci

Se sei creativo sai che la creazione è preceduta da una situazione di caos, di non chiarezza, di confusione, che funge da propellente per l’innovazione.

Se soffri nell’incertezza non sei in grado di dare il tuo meglio e quindi di creare.

Se non sai accettare qualcosa che suoni veramente strano rispetto alle cose che sai, allora non sei pronto a scoprire qualcosa di nuovo, pensa a Galileo Galilei e alle sue osservazioni sulla Terra e il Sole.

Se infine non sai resistere nelle situazioni difficili, se non sai far vincere la parte curiosa/incosciente rispetto a quella razionale/prudente, non potrai creare niente di straordinario, perché non ti sarai consentito di allontanarti troppo o di rischiare tanto rispetto al solito, al normale, all’abitudine.

Vivi le difficoltà come opportunità di crescita

Alleniamoci a stare nell’incertezza, come stato della natura più ricca di possibilità, abituiamoci ad accettare cose che mandano in crisi i nostri modelli di realtà per andare oltre, e godiamoci le difficoltà che tutti i grandi innovatori hanno dovuto superare, come segno della portata del nostro valore.


E tu cosa ne pensi? Sei a tuo agio nell’incertezza o vuoi tenere tutto sotto controllo?


Corsi di PNL base: il mio punto di vista

Corso base di PNL di terza generazione

Corso base di PNL di terza generazione

Qualcuno mi ha chiesto se faccio nuovi corsi di programmazione neuro linguistica base, io in realtà ho deciso di farli, ma i prossimi saranno solo di PNL di terza generazione.

Cosa vuole dire di terza generazione? Be’, la programmazione neuro linguistica è nata nel 1975 (quest’anno mi hanno invitato all’università di Santa Cruz in California per il festeggiamento dei primi 40 anni ;-9) e in questi 40 anni ha fatto come tante discipline: si è evoluta in vari modi.

PNL di prima generazione

La programmazione neuro linguistica di prima generazione infatti era basata sullo studio dei terapeuti più efficaci, di conseguenza era sempre orientata al cambiamento del singolo. In sostanza possiamo dire che la programmazione neuro linguistica di prima generazione era una cosa che si faceva agli altri, lavorando sulla mente cognitiva, per farli cambiare in qualche modo.

PNL di seconda generazione

Secondo Robert Dilts, che è il riferimento della NLP University dove sono diventato trainer, la seconda generazione della PNL è nata verso la fine degli anni ottanta, andando oltre le questioni del cambiamento del singolo e abbracciando discipline come il management, le vendite, la formazione, la comunicazione efficace e la salute.

Questa seconda generazione è andata oltre il comportamento e gli atteggiamenti, arrivando a lavorare molto con le convinzioni, i valori e i meta programmi (cioè gli schemi di pensiero delle persone).

PNL di terza generazione

La PNL di terza generazione ha caratteristiche ben precise: integrando tutto quello che le due generazioni precedenti hanno portato, la PNL di ultima generazione ha applicazioni che riguardano l’identità, la vision e la mission sia delle persone che delle organizzazioni.

La PNL di terza generazione lavora a livello sistemico, per questo funziona molto bene per sistemi quali le famiglie, le squadre, le aziende. Non è un caso che funzioni molto bene nel coaching aziendale.

Un’altra caratteristica delle programmazione neuro linguistica di terza generazione è che non lavora solo con la mente cognitiva, come le due generazioni precedenti, la PNL di ultima generazione riconosce una mente cognitiva che emerge nel cervello, una mente somatica centrata nel corpo e una mente di campo, ovvero che deriva dalla nostra connessione con i sistemi più ampi di cui facciamo parte.

Perché questa cosa è interessante per chiunque?

Perché spesso ci sono state discipline che hanno favorito un aspetto delle persone a discapito di un altro, e questo ha generato molto squilibrio, hai presente quelli di successo che però muoiono d’infarto? O quelli tutta salute che però non hanno mai un becco di un quattrino?

Ecco, la programmazione neuro linguistica di terza generazione vuole prima di tutto aiutarci a centrarci nel nostro corpo, ma in equilibrio con la nostra mente e l’ambiente che ci circonda


Pensa positivoe mettilo in pratica!
Godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!
Ciao! Al prossimo martedì!