Come essere più assertivi

Come essere più assertivi

Prima di dare una definizione sul come essere più assertivi vi racconto un aneddoto personale, che mi ha chiarito molto le idee sulla questione assertività…

Che tipo di persona vogliamo essere?

Ero combattuto da un forte dilemma: cos’avrei dovuto fare? Lasciare perdere e dargliela vinta? O colpire a mia volta usando gli stessi mezzi che mi erano stati usati contro?

I mezzi erano legali, ma erano stati usati per accusarmi di qualcosa che non era vero, e ora la legge mi consentiva di vendicarmi, di chiedere i danni, accusando a mia volta…

Non ero così sicuro di volerlo fare, anzi sentivo che era un po’ come continuare una catena di aggressività, di azioni violente per “farmi rispettare”, per “dare una lezione”, e sentivo che stavo rinforzando la convinzione, piuttosto comune, che nella vita se non sei aggressivo la gente si prenderà la libertà di farti quello che vuole.

Ma il punto non era questo, ero stato vittima di un torto, di un’accusa ingiusta e… stavo per ricominciare il mio loop di pensieri quando mi sono chiesto:

Cosa voglio veramente che accada?

Mi interessa avere dei soldi di risarcimento? O chiarirmi una volta per tutte con queste persone che hanno pensato di me cose non vere?

Quando finalmente ho capito che non volevo vendetta, ma solo che la persona in questione riconoscesse che aveva agito secondo le “vie legali”, ma sostenendo qualcosa di assolutamente falso, ho capito cosa fare e l’ho fatto.

Ho semplicemente telefonato alla persona in questione e gli ho detto cosa provavo e cosa era successo secondo me, ci siamo chiariti e ora, a distanza di anni, sono molto felice di aver chiuso la questione in quel modo.

50.000 euro di risarcimento non mi avrebbero dato la stessa soddisfazione di essere fino in fondo la persona che volevo essere.

Quindi essere assertivi significa innanzitutto riconoscere le proprie emozioni (io ero arrabbiato e confuso), poi significa saper capire bene cosa vogliamo che succeda (troppo spesso non lo sappiamo e questo è l’origine di tutti i problemi), poi significa riuscire a dire ciò che proviamo e cosa vogliamo che accada agli altri.

Un passo alla volta, per riuscire… ricordati il proverbio africano

Come si mangia un elefante? Un boccone alla volta!

Come comunicare agli altri quello che vogliamo?

Quando parlo di riuscire a capire cosa vogliamo veramente e di come riuscire a comunicarlo agli altri intendo proprio allenarci a fare qualcosa che vogliamo veramente fare.

Infatti ci sono diversi motivi che ci frenano quando dobbiamo uscire dallo schema passivo o dobbiamo evitare di entrare in quello aggressivo: il primo dei motivi è che abbiamo paura di non riuscire a dire quello che vogliamo… e questo succede perché spesso non abbiamo noi stessi chiaro cosa sia!


Approfondisci il comportamento aggressivo e passivo nel post sulla comunicazione assertiva.


Per fare questo prendiamoci qualche minuto (non serve di più, il nostro cervello è molto veloce) e semplicemente immaginiamoci cosa vogliamo che succeda, immaginiamolo in modo associato, vedendo quello che i nostri occhi vedrebbero e le nostre orecchie sentirebbero se fossimo lì.

Immaginiamolo con tutti i dettagli del caso: come sono vestite le persone, che espressioni facciali fanno, dove siamo, se sentiamo caldo o freddo, com’è nostra voce e quella degli altri presenti…

A volte non riusciamo nemmeno ad immaginarlo, ma se non riusciamo neanche ad immaginare qualcosa, come possiamo pretendere di farlo accadere? Infatti spesso la gente dice:

Non ci riesco

E lascia perdere, salvo mantenere tutto il disagio che la situazione gli genera…

Quindi per ottener qualcosa dobbiamo saper prima immaginarci di riuscirla a ottenere, e se questo non ci riesce, o siamo convinti che non ci riesca, mettiamoci in condizione di riuscire.

In programmazione neuro linguistica diciamo che entriamo in stato.
Possiamo farlo in tanti modi, cambiando la nostra postura, attivando il nostro corpo con movimenti, cambiando il nostro respiro, parlando con qualcuno che ci mette di buon umore, ascoltando musica che ci aiuta a cambiare umore, insomma fai qualcosa, e nel farlo pensa cosa ti manca per essere nel tuo meglio per prendere questa decisione, di che risorsa hai bisogno?

“Allegria, serenità, pazienza, gioia, sicurezza, amore…” qualunque sia questa risorsa pensa a qualcosa che ti faccia vivere una situazione della tua vita nella quale hai provato serenità (se ad esempio è la serenità la risorsa che cerchi), reale o immaginata.

Ascolta una musica che ti porta serenità, fai movimenti ed espressioni del corpo e del viso che per te rappresentano la serenità, guarda immagini di serenità, e lascia che il tuo stato emotivo si arricchisca dei risultati di questo esercizio.

Poi quando senti di essere in uno stato più ricco di queste risorse torna a chiederti:

Cosa voglio che succeda veramente?

Una volta che abbiamo imparato ad ascoltarci capendo quali emozioni proviamo veramente, e poi siamo riusciti a capire cosa vogliamo veramente che accada, tenendo conto anche dei diritti e delle esigenze degli altri, non ci resta che dirlo alle persone.

Quest’ultima operazione è senz’altro la più delicata, ma avendola preparata bene ci risulterà molto più facile. Al di là di tutte le tecniche di comunicazione che la programmazione neuro linguistica ci mette a disposizione e che vedremo, ci sono dei piccoli accorgimenti che ci possono aiutare da subito.

Consigli pratici per essere più assertivi

Innanzitutto possiamo immaginare che cosa succederà, ovvero fare un esercizio simile a quello che abbiamo fatto per decidere cosa volevamo che succedesse, ma questa volta usiamo il “magico laboratorio immaginazionale” del nostro cervello come simulatore, ovvero ci immaginiamo nella situazione che pensiamo ci troveremo a vivere e vediamo cosa succede quando diciamo le cose in un certo modo.
Ci sarà qualche obiezione? Qualcuno sarà particolarmente contento o sollevato, ma potrebbe esserci qualcun altro che al contrario diventa scuro in volto o si agita…

Possiamo continuare le nostre simulazioni pensando a cosa diremo se succederà questa o quella cosa, sempre mantenendo il nostro stato ideale durante la simulazione, e questo è fondamentale, perché in questo modo il nostro cervello associa a quella situazione immaginata delle sensazioni piacevoli e quando ci troveremo là, avremo una specie di pilota automatico che sostiene il nostro stato emotivo.

Ma possiamo anche immaginare che le cose vadano diversamente, che ci siano altre persone, che facciano cose diverse da quelle che mi aspettavo, e continuare a pensare a come me la potrei cavare, sempre tenendo presente il mio obiettivo.

Sembra un esercizio lungo, ma considerato quanto è veloce il nostro cervello, il tutto potrebbe richiedere non più di 10 minuti.

Fatto questo occorre tenere presente che essere assertivi implica il fatto di rispettare tutte le persone, incluso te stesso/a, quindi sapremo come accettare e accogliere anche un nostro eventuale fallimento… sapendo che non esistono fallimenti in senso stretto, ma solo risultati diversi da quello che ci aspettavamo.

Essere più assertivi significa dunque saper dire le cose che vogliamo dire, accettando anche che le cose non vadano esattamente come desideravamo.

Per la precisione a mio avviso essere assertivi significa decidere che posso accettare di non ottenere il risultato che volevo, ma devo mettermi in gioco al 100% per ottenerlo.

Di solito quando mi capita di dover affrontare una situazione impegnativa di questo tipo, mi preparo dicendomi:

Sono disposto a dire questo ma non a dire quello, sono disposto ad arrabbiarmi, ma non a non dire questa cosa,

oppure,

sono disposto a dire questa cosa, ma non ad arrabbiarmi

Insomma è fondamentale fare un po’ di tattica prima, studiare un po’ a tavolino, quando siamo più lucidi e sereni, la situazione, in modo da dare dei riferimenti al nostro cervello, per fare sì che ci si ritrovi facilmente quando è ora 😀

Ricordiamoci che il nostro cervello non distingue tra un’esperienza reale ricordata e una vividamente immaginata, quindi possiamo crearci dei riferimenti che funzionano come ricordi positivi, ricordi di successi che sostengono un certo modo di agire.

Usa il tuo potere

Volerci bene significa saper sperimentare quanto serve mantenendo di noi una buona opinione, significa ricordarci che non sempre possiamo pretendere che succeda quello che vogliamo, ma possiamo sempre essere sereni di averci provato fino in fondo, di aver fatto tutto quello che per noi valeva la pena.

È come quando le persone si lamentano di quello che fanno le istituzioni e si sentono prese in giro da qualche ente potente, che a volte sembra pre-potente nei loro confronti.

Non possiamo pretendere che i nostri governanti, le aziende sanitarie, i burocrati e gli amministratori di ogni ordine e grado (dal condominio al comune) facciano quello che vogliamo, ma la domanda che ci possiamo fare è importante per farci uscire dal ruolo di vittima sacrificale:

Cos’ho fatto per dire che volevo qualcosa di diverso?

Quante volte abbiamo l’impressione di subire un’ingiustizia e non facciamo nulla, nemmeno per dire che secondo noi quello che sta succedendo non è giusto?

Abbiamo più potere di quello che ci ricordiamo di avere, non serve arrabbiarsi, serve agire!

Ricordandoci che possiamo agire e non ottenere quello che vogliamo oppure subire cominciando a fare passare l’idea devastante che tanto non possiamo farci niente…

Tu cosa scegli?


Ricordati che puoi sempre cambiare i tuoi schemi mentali e imparare dalle esperienze 😀