Prendi appunti e riassumi!

Prendere appunti e riassumere prima di parlare

Prendere appunti e riassumere prima di parlare

Ti stai allenando per riuscire a essere un comunicatore efficace?

Stai facendo fatica a interagire con gli altri in un ascolto attivo, a farli finire, a non interromperli?

Bene! Vuol dire che ne avevi proprio bisogno e che questa cosa per te fa e farà sempre più la differenza!

Prendi appunti quando ti parlano

Un altro modo per migliorare il nostro ascolto è quello di prendere appunti mentre le persone ci parlano… certo non lo puoi fare sempre, se un amico ti racconta cos’ha fatto nel week end prendere appunti non è carino, ma pensa se invece il tuo amico ti stesse dicendo che devi fare una telefonata importante per lui.

Vederti prendere l’agenda per segnarlo sarebbe una cosa che lo fa sentire più ascoltato o meno? E per te sarebbe poi più facile ricordare di fare una cosa importante per lui o no?

A volte ha senso chiedere il permesso per prendere appunti, a volte è assolutamente normale farlo, comunque è sempre un modo di dare importanza a quello che mi viene detto, che ci consente, specie se sono molte le informazioni anche di fare un altro passo fondamentale, quello di ricapitolare quello che ci è stato detto.

Quanto tempo investi nella comunicazione?

Anche in questo caso in azienda c’è sempre chi dice che si perde tempo a verificare cosa è stato detto e cosa è stato capito. È vero che ci si mette del tempo, è anche vero che è tempo che investiamo nel valore della nostra comunicazione.

Infatti se riassumo quello che ho capito posso metterci qualche decina di secondi, forse un minuto, ma se non lo riassumo e mi perdo un pezzo, e qualcosa non viene fatto, o viene fatto sbagliato, quanti minuti, ore, giorni mi comporta rimediare a questo tipo di errore?

L’abitudine fa la differenza

Prendere l’abitudine di dire quello che si è capito di quel che ci è stato detto, e quello che faremo di quello che ci è stato chiesto di fare, è un modo molto efficace di consentire al nostro interlocutore di verificare se è passato tutto quello che voleva dire oppure no.

E tu, come lo sai se ti hanno detto tutto quello che ti volevano dire, se non lo verifichi?


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Come allenarsi alla comunicazione efficace

Come allenarsi alla comunicazione efficace

Come allenarsi alla comunicazione efficace

Ascolta prima di parlare

Mi stai ascoltando? Mi stai ascoltando bene?

Abbiamo visto che ascoltare è la cosa più importante per riuscire a comunicare bene!

Un buon modo per essere sicuri di star ascoltando bene è quello di fare terminare il nostro interlocutore.

Mi capita a volte nelle aziende quando affermo questa regola aurea dell’ascolto che qualcuno mi dica:

Ma devo farlo terminare sempre? Anche se so già cosa mi dice? E anche se è la terza volta che me lo dice?

La prima domanda che faccio è:

Come fai a sapere che sta dicendo di nuovo quello che ha detto prima?

Non ti capita mai di aver bisogno di dire prima una cosa e poi di ridirla per trovare il pezzo giusto per concluderla?

Al massimo potrò dire che so che la prima parte di quello che mi dice è uguale a quello di prima, ma se non lo faccio finire come posso dire che sta dicendo esattamente la stessa cosa?

Fai in modo che il tuo interlocutore si senta capito

Poi c’è un’altra considerazione piuttosto rilevante: se una persona ti dice la stessa cosa per tre volte cosa vuole dirti?

Pensaci.

A te capita di dire le cose più di una volta? Perché?

Non sarà semplicemente perché non ti sei sentito ascoltato nelle prime due volte?

E allora cosa puoi fare per rendere la comunicazione più fluida ed efficace? Interrompere?

Forse no, forse quello che dà i risultati migliori è proprio ascoltare con attenzione, dedicando la massima cura a quello che ci viene detto fin da subito, in modo da agevolare il nostro interlocutore a ricordarsi tutto quello che ci vuole dire e a sentirsi poi ascoltato e capito, evitando di doversi ripetere.

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Allenati ad ascoltare senza interrompere e, se saprai superare una naturale difficoltà iniziale, scoprirai il potere della comunicazione efficace!


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L’ascolto attivo

Ascolto attivo

Ascolto attivo
Bene! Nel precedente articolo abbiamo concluso che la realtà non esiste!
Mica male come conclusione 😉

La realtà non esiste, ma in compenso esistono LE mappe della realtà, e possiamo tranquillamente affermare che ne esistono tante quante sono le persone del pianeta.

Quindi l’unico modo per riuscire a comunicare efficacemente con il mondo è proprio quello di farsene una ragione, e invece di cercare di imporre agli altri la nostra mappa della realtà, forse conviene diventare bravi a capire com’è fatta la loro mappa della realtà.

Quindi cominciamo a vedere come si fa questa favolosa cosa di capire come sono fatte le mappe degli altri. Se ti ricordi abbiamo detto che la programmazione neuro linguistica studia il rapporto che c’è tra ciò che pensiamo, ciò che facciamo e ciò che diciamo.

L’assunto è proprio che tramite il linguaggio possiamo capire cosa pensano le persone, e anche come agiranno.

Quindi basta ascoltare attentamente cosa dicono le persone, e ovviamente anche come lo dicono, e cosa fanno mentre lo dicono… in sostanza basta ascoltare come comunicano per riuscire a capire com’è fatta la loro mappa e quindi poter andare d’accordo con loro.

L’ascolto attivo

Si parla infatti di ascolto attivo, un ascolto che è attento anche alle azioni, non solo ai suoni, un ascolto che non coinvolge solo le orecchie, ma ogni nostro senso. Perché ogni nostro senso può cogliere segnali importanti che a volte stravolgono completamente il messaggio uditivo.

La prima regola dell’ascolto attivo è infatti essere concentrato sul mio interlocutore con tutti i sensi, dedicandogli tutta la mia attenzione.

Cosa non fare quando ti parlano

Ti capita mai di parlare con qualcuno che nel frattempo guarda il monitor di un computer? O il telefonino?
Come ti fa sentire? Ti sembra che ti ascoltino o no? Ti aiuta a esprimerti meglio o no?

Pensaci quando parli con qualcuno, e ricordati di dargli tutta la tua attenzione. Fare questo ci mette in condizione di capire meglio, di comunicare meglio e di farlo con più velocità e più precisione!


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Osserva dal punto di vista dell’altro

Due uccellini: guardare dal punto di vista dell'altro

Due uccellini: guardare dal punto di vista dell'altro
Abbiamo visto che ogni persona crea una propria mappa della realtà che poi chiama realtà, ed è ovvio che poi difenda la SUA realtà, a qualunque costo.

La storia degli uccellini

Mi viene in mente questa storiella: due uccellini si trovano a poca distanza sullo stesso albero.

Quello che si trova qualche ramo superiore dice: “Che bella giornata di sole!”.

E l’altro dal basso gli risponde: “Veramente una giornata fantastica!”.

“Questo bel cielo azzurro, il sole giallo, e queste foglie verdi…”

“Tutto vero amico mio, solo che le foglie non sono verdi…” ribatte l’uccellino dal ramo più in basso.

“Cosa dici? Certo che sono verdi! Non le vedi?”

“Io le vedo, ma forse sei tu che hai problemi di vista e non le vedi, sono bianche!”

“Bianche? Questa non si è mai sentita!” risponde innervosito l’uccellino dal ramo più in alto “mi vuoi prendere in giro?”.

“Forse sei tu che mi vuoi prendere in giro, quell’albero là ha le foglie verdi, questo le ha bianche!”

“Adesso basta con questa storia delle foglie bianche! Quasi quasi vengo a darti una lezione per insegnarti a non prendere in giro gli altri!” dice sempre più minaccioso l’uccellino dal ramo più in alto.

“Non serve” rispose l’altro veramente arrabbiato, “vengo io a insegnarti l’educazione brutto saccente che non sei altro”… e spicca il volo per andare sui rami superiori dove si trovava l’altro uccellino.

E così facendo osservò che le foglie che lui vedeva bianche dal ramo sotto erano verdi se guardate da sopra!

Ognuno dei due aveva una mappa che era giusta dal proprio punto di osservazione.

La morale

Non ti succede mai di discutere con qualcuno per punti di vista diversi sulle cose?

O di pensare che ti stanno prendendo in giro, negando una cosa proprio evidente per te?

Ricorda che la Mappa non è il Territorio e ripensa alla storia dei due uccellini la prossima volta che ti capita.

Impegnati a vedere la cosa dal punto di vista del tuo interlocutore. Magari aiuta a capirsi meglio, che dici?

Mappe di realtà

Mappe della realtà

Mappe della realtà
Che mappa hai di me? E di te? Ti senti affascinante, piacevole, o banale, spiacevole? E i tuoi vicini di casa? Come li hai mappati? Scontrosi, simpatici, disponibili, gentili?

Noi mappiamo ogni cosa, ovvero creiamo una semplificazione che ci rappresenti la realtà, infatti poi la chiamiamo realtà.

Cos’è una mappa della realtà?

In effetti, cos’è una mappa? Una mappa è una rappresentazione del territorio che NON è il territorio, e nemmeno lo dovrebbe essere!

Infatti sai che comoda sarebbe una mappa di Milano che è grande come Milano! Ma se facciamo mappe più piccole necessariamente dobbiamo scegliere quali informazioni metterci: mettiamo le vie principali o anche quelle secondarie? Mettiamo i monumenti principali o tutti? E le case? Vogliamo mettere i nomi di tutti i condomini?

Via via che semplifichiamo perdiamo informazioni sul territorio e la nostra mappa diventa meno precisa, ma del resto per poter essere usata deve essere più semplice della realtà che rappresenta.

Le nostre mappe delle realtà circostanti

Questo è quello che facciamo per ogni concetto che abbiamo dentro di noi… abbiamo fatto una mappa per ogni situazione che abbiamo vissuto (bella, brutta, scomoda, comoda…) per ogni relazione (bella, brutta, piacevole, spiacevole…).

Abbiamo fatto una mappa anche delle persone che conosciamo da quando siamo nati, ad esempio i nostri genitori. Certo sarà una mappa molto accurata, ma è pur sempre una mappa, con il suo limite di non poter essere in nessuno modo il territorio…

Infatti quando qualcuno fa qualcosa che non è previsto nella nostra mappa diciamo:

Ah, questa poi non me l’aspettavo! Non è da lui!

E andiamo ad aggiornare la nostra mappa con questa nuova caratteristica che abbiamo scoperto.

Perché è importante ricordarsi che quella che chiamiamo realtà è solo la nostra mappa della realtà?

Perché quando ci relazioneremo con il resto del mondo saremo molto più agili… Perché anche gli altri hanno fatto la loro mappa, e anche se è diversa dalla nostra per loro è senz’altro giusta!

E tu? Cerchi di imporre la tua visione della realtà o ti piace aggiornare sempre le tue mappe mentali?
Scrivimelo sotto nei commenti! Grazie e a presto 😀


Pensa positivo… e mettilo in pratica!
Godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!