Come entrare nel mondo degli altri

Come entrare nel mondo degli altri
Se riusciamo a entrare nel mondo degli altri, se parliamo la loro lingua, allora riusciamo più facilmente a fare sì che anche loro vogliano entrare nel nostro e creare sintonia con noi.

Quello che non abbiamo ancora detto è come entrare nel mondo degli altri, perché immaginarci come sono fatti è sicuramente un buon modo, ma non è l’unico e non è nemmeno detto che sia il più preciso.
Quello che funziona meglio è sentire le loro emozioni.

Come fai a sapere cosa stanno provando le persone intorno a te?

Semplice, entra nella loro modalità, cioè fa sì che il tuo corpo ti mandi gli stessi segnali che a loro manda il loro corpo.

Abbiamo detto che vi sono una serie di segnali che mandiamo agli altri che dicono “siamo uguali e quindi ci possiamo capire”. Questi segnali li possiamo sintonizzare con il nostro interlocutore semplicemente rispecchiando quello che fa.

Entrare nel mondo degli altri con il rispecchiamento

Rispecchiare vuole dire sostanzialmente essere uno specchio del nostro interlocutore, quindi se parla ad un volume di voce alto io alzerò il mio volume per renderlo simile al suo, se parla con un tono basso, abbasserò il mio tono per sintonizzarmi con il suo, stessa cosa per la velocità di eloquio.

Infatti qual è la velocità giusta per parlare? Ci sono persone che parlano a tutta velocità e, che se incontrano qualcuno che parla adagio pensano:

Ma questo è mezzo morto? Mi sa che ha dei problemi…

Ma anche le persone che parlano più lentamente, se incontrano qualcuno che parla velocemente, di solito pensano:

Ma chi è questo tarantolato? Mi sa che ha dei problemi…

Se invece troviamo qualcuno che parla alla nostra velocità, qualunque sia la nostra velocità pensiamo:

Mmh, questo sì che si capisce quando parla, trasmette energia, entusiasmo, ecc.

In realtà potremmo semplicemente dire:

Questo sì che parla come piace a me!

Pensaci, apprezziamo le cose giuste o quelle eccessive? E visto che il metro per decidere cosa è giusto ce l’abbiamo ognuno di noi nel nostro ombelico, siamo noi a dire se la persona dall’altra parte “va bene” o “è invasato” o “è un ectoplasma”…

L’aspetto interessante è che facciamo questa cosa per ogni caratteristica delle persone, dal modo di gesticolare a quello di comportarsi… tu intanto comincia a notare che ci sono modalità diverse d’interazione tra le persone, che non sono sbagliate, sono solo diverse!

Ti aspetto il prossimo martedì!

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