Come guidare le altre persone

Come guidare gli altri

Riesci a guidare le persone?

Sai cosa vuole dire guidare gli altri?

Saper guidare gli altri significa prima di tutto sapere dove li vuoi guidare, poi avere gli strumenti per farlo, e infine farlo!

Un esempio di guida molto personale

Una sera suona il campanello di casa mia, ricordo che erano circa le 11 e stavo andando a letto, quindi sono rimasto molto stupito. Era mio padre, e normalmente gli avrei detto che, se non stava bruciando la casa era meglio se ci fossimo sentiti la mattina dopo.

Ma avevo cominciato a fare il mio percorso di crescita personale e sapevo che potevo essere meglio della mia vecchia abitudine, quindi gli ho aperto la porta e l’ho invitato ad accomodarsi.

Puoi essere molto meglio della tua vecchia abitudine Condividi il Tweet

Era molto agitato e preoccupato, per la sua salute, per mio fratello, per la nostra famiglia, per dei lavori da fare a casa… in sostanza era in quello stato che all’Università di programmazione neuro linguistica di Santa Cruz definiamo come stato crash!

Era confuso, contratto, reattivo, disconnesso dalle sue risorse, insomma uno stato psico-emotivo veramente disastroso!

Dove guidare gli altri?

Qual era il mio obiettivo?

Portarlo a sentirsi bene, a rilassarsi, a vedere tutti questi problemi (reali e potenziali) in modo sereno, sapendo che avremmo potuto affrontarli e gestirli efficacemente e con serenità.

Quindi ci siamo accomodati sul divano e io ho cominciato subito a prendere la sua stessa postura, che in un primo momento era contratta, seduto proprio in punta del divano, con le mani tese in tormentati stropicciamenti.

Ho ascoltato quello che mi diceva in silenzio, mandandogli solo piccoli cenni con il capo, rispecchiando nella mia espressione facciale, la sua preoccupazione.

Dopo qualche minuto, quando ho sentito che si era creata una certa sintonia, che si sentiva ascoltato e capito, ho cominciato ad allentare la tensione della postura e del viso.

La guida

Poi è venuto il mio turno di parlare, e ho cominciato parlando velocemente come aveva fatto lui, ma al di là dei contenuti tranquillizzanti ho sempre più rallentato la velocità del mio eloquio, fino a spostare il mio corpo e appoggiarmi completamente allo schienale del divano.

Poco alla volta anche lui ha fatto lo stesso, si è rilassato, ha cambiato postura appoggiandosi e distendendo tutti muscoli, per poi arrivare a fare uno sbadiglio e ad aggiungere:

Sai che qui da te è un posto molto rilassante?

Risultato raggiunto, obiettivo centrato in poco più di mezz’ora!

E tu? Hai qualche aneddoto da condividere nei commenti?


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