Cosa succederebbe se…?

Cosa succederebbe se?
Stavo sfrecciando nel traffico, superando automobili e spingendo sull’acceleratore, avevo pochi minuti per riuscire ad arrivare puntuale alla riunione, e sapevo anche che trovare parcheggio non sarebbe stato facile… “Devo farcela!” ho sentito risuonare nella mia testa. Poi, magicamente è arrivata una domanda funzionale dal mio cervello che ha risuonato dicendo:

Cosa succederebbe se tu non arrivassi in orario?

Così, all’improvviso mi sono reso conto che stavo mettendo un sacco di pressione su una puntualità che non era poi così determinante. “Cosa succederebbe se non arrivassi in orario?”. Probabilmente niente, anzi, probabilmente non se ne accorgerebbe nessuno, visto che spesso in quell’azienda le riunioni cominciano con qualche decina di minuti di ritardo.

Insomma, in un secondo mi sono reso conto che stavo correndo rischi inutilmente.

Devi, vuoi o non vedi altre possibilità?

Ed è come quando qualcuno ti dice:

Devo andare via

Se DEVI andare via non c’è molto da fare è una situazione assoluta, inevitabile. Ma se ti chiedo:

Cosa succederebbe se tu rimanessi?

Non credo mi potresti rispondere: “Il pianeta terra potrebbe esplodere entro pochi secondi”. Al massimo mi potresti dire: “Perdo il treno”. Bene, abbiamo intanto verificato che non è che DEVI andare via, devi andare via solo se vuoi prendere il treno, e questo ci dà delle nuove possibilità.

Infatti ora possiamo parlare di soluzioni per rimanere, invece di affrettarci ad andare affinché non esploda il pianeta. Adesso ti posso chiedere dove vai in treno e magari aiutarti a trovare un passaggio per arrivare meglio e più comodamente dove devi andare… oltre al fatto che ti puoi fermare ancora un po’.

Intendiamoci, se la persona se ne voleva andare mi poteva dire semplicemente che voleva andarsene e basta, o inventare una scusa, ma spesso le persone vanno via da posti nei quali si fermerebbero ancora un po’ perché veramente non vedono altre possibilità.

Cosa succederebbe se?

Ricordiamoci di chiedere e di chiederci “cosa succederebbe se…”, per evitare di fare cose che ci sembrano assolutamente irrimandabili, ma anche non gradite.

Mi viene in mente una mia amica che in un raro giorno di sole aveva deciso di fare le pulizie in casa, stava cominciando e si è accorta che qualcosa non andava, la bella giornata l’attirava fuori, e ha notato che stava pensando: “Peccato che sia una così bella giornata, e io devo fare le pulizie!”.
Conoscendo questo modello linguistico si è semplicemente chiesta: “cosa succederebbe se le facessi più tardi?”. La risposta è stata: “Nulla, anzi mi sarei goduta questa bella giornata!”… e si è auto-liberata dalla gabbia che si era costruita!

Cosa succederebbe se? Condividi il Tweet
Scopri il mio corso base di PNL!