Come liberarsi dalle gabbie mentali autoimposte

Gabbie mentali autoimposte

Esistono molte domande che ti liberano da gabbie mentali, praticamente ti impediscono di credere a una realtà che, oltre a essere opinabile, è assolutamente svantaggiosa e non funzionale per te.

La mia domanda preferita comunque rimane quella che uso per non farmi intrappolare dalle gabbie nelle quali sono finite le persone intorno a me, specie se sono persone che vengono da me per farsi aiutare a liberarsi da queste gabbie.

Ad esempio, se ti parla una persona e ti dice che non riesce a godersi la vita, perché ha una malattia, o perché gli è successa una disgrazia o perché ha più di settant’anni…

Puoi rispondere “capisco…” e lasciare questa persona prigioniera della sua gabbia, oppure chiedere semplicemente, in modo curioso e sereno:

“Quindi?”

Un bel “quindi” messo lì, con curiosità e rispetto, può aprire molte gabbie. Condividi il Tweet

Infatti la persona ora non può nascondersi dietro il suo presupposto che “ormai con questa diagnosi, dopo questi fatti, o a questa età non c’è più niente da fare”. Deve scoprirsi, deve guardare bene com’è fatta la gabbia in cui si sente chiusa.

La risposta può portare ad altri presupposti limitanti, altre convinzioni che non sono funzionali al risultato desiderato, e se ad esempio mi dicesse:

“Quindi non sono in grado di reagire”.

Gli metterei semplicemente davanti i due pezzi di realtà che mi ha portato, tipo:

“Se ho ben capito dici che tutti quelli che si trovano nella tua condizione non possono reagire”.

Di solito, a quel punto le persone capiscono che la gabbia l’hanno costruita loro e si ricordano che hanno anche le chiavi per liberarsi dalla prigione che si sono autocostruiti.
Ma se ancora non lo facessero è molto più facile dirgli: “Be’, conosco molte persone che in una situazione anche più difficile della tua hanno saputo tirarsi fuori alla grande!”. E da lì partiamo per vedere come fare ad andare dove vogliamo, invece di lamentarci perché non possiamo andarci.

C’è un solo modo di liberarsi dai presupposti, ed è smettere di dare per scontati i presupposti stessi.

Ad esempio, mai successo che qualcuno ti riporti una notizia e poi si affretti ad aggiungere: “l’hanno detto alla televisione!”? In questo caso un bel “e quindi?” è assolutamente necessario dal mio punto di vista, e per me è anche veramente liberatorio!

Ricordati che il mondo in cui vivi è il mondo che credi che esista, e se prendi per buone tutte le cose che ti dicono, anche se non ti piacciono, allora finirai a vivere in un mondo che non ti piace!

La soluzione non è ignorare quello che ci viene detto e che non ci piace, la soluzione, secondo me, è quella di mettere in discussione le cose, non prendere per buono nulla, non dare per scontato nulla, specie le notizie che non ci piacciono o che ci tolgono potere.

Ci provi ogni tanto? Scrivimi nei commenti o lascia un bel like… grazie! 😉


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