A chi hai dato il telecomando delle tue emozioni?

Ieri ero a un corso di vendita avanzato e uno dei corsisti mi ha detto: “Eh, perché il mio problema, ciò che mi impedisce di raggiungere gli obiettivi, di non essere nel mio meglio è che ho delle distrazioni, delle interferenze: quello che mi chiama, il cliente arrabbiato, la mamma che mi chiama tutti i minuti per dirmi qualcosa”.

E io ho detto: “Ah, ok quindi sono loro che ti impediscono di raggiungere i tuoi obiettivi…”.
“Eh sì!” Mi risponde.
E io dico: “Ok e che cosa potresti fare?”

“Ah ma dipende da loro”.

E io ho detto: “Ah, sai qual è la buona notizia se dipende da loro? È che non devi fare niente. Sai qual è invece quella cattiva? Che NON CI PUOI fare niente”.

Quindi se vuoi che la tua felicità e i tuoi risultati dipendano da te, bisogna che cambi un po’ la posizione. Il che vuol dire capire, prima di tutto capire, rendersi conto, osservare che nessuno da fuori può farci provare un’emozione, può portarci da qualche parte senza il nostro permesso, senza il nostro contributo.

Pensaci: come ti accorgi, come puoi sapere se quello che vivi dipende da te o dipende dagli altri? Se i tuoi risultati, se la tua felicità, il tuo stato d’animo di ogni momento, lo hai lasciato a qualcun altro se o lo guidi tu? Perché sarebbe interessante saperlo no?

Allora, cosa possiamo fare?
Intanto faccio una domanda semplice:

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Facciamoci questa domanda e cominciamo a notare che ci sono delle persone che hanno su di noi un potere e cominciamo a chiederci: ma questo potere chi glielo ha dato? Ma soprattutto chi te lo può togliere?

Perché la cosa interessante è che, visto che glielo abbiamo dato noi, noi possiamo decidere di riprendercelo.
E un modo interessante e immediato per cominciare a vedere la differenza è proprio il modo nel quale parliamo, perché come parliamo rappresenta come pensiamo.

Cominciamo a notare quando diciamo “Tu mi fai arrabbiare” o “Loro mi impediscono questo” o “Il capo mi ha fatto questo o mi ha fatto quello” e cominciamo a riprenderci in nostro potere da lì e diciamo: “Quella cosa che ha fatto Tizio, Caio o Sempronio io l’ho vissuta così”, perché cominciamo a dirci che siamo noi che filtriamo quello che succede da fuori e che poi determiniamo come ci sentiamo dentro.

Quindi!

  1. Nota qualche situazione nella quale non ti senti come vorresti.
  2. Nota se pensi che dipende da qualcosa di fuori, che ti è successa, dove non sei protagonista.
  3. Riprenditi il tuo potere e comincia a cambiare la linguistica notando che tu e solo tu puoi aver cambiato questa cosa.

Non star qui solo ad ascoltare: pensa e poi agisci.
Scrivi… potresti scrivere qualcosa qui sotto e portare avanti un po’ di interazione in modo da riuscire a rendere ancora più potenti i tuoi risultati.

Continua a nutrire il meglio di te e al prossimo giovedì!