Oggi vediamo com’è andata


Oggi vediamo com’è andata. Com’è andata? Sì, oggi vediamo com’è andata.

Questa è una delle mie domande preferite. Ai miei corsi quando rivedo i corsisti gli chiedo sempre “come è andata”? E la domanda ha un presupposto, che tu abbia preso delle cose, dei concetti che abbiamo visto,
li abbia presi e li abbia messi in pratica.

Perché su questo dobbiamo essere molto chiari. Dobbiamo sapere molto bene cosa sono a fare io qui e tu lì. L’idea di questo progetto è quella di darci degli spunti. Benissimo, ma per fare cosa? Se noi questi spunti non li prendiamo, mica tutti, uno, due, tre, quelli che ci ispirano, non li prendiamo e non li mettiamo in pratica, non serve assolutamente a un tubo.

Dobbiamo capire se siamo lì a guardarci in faccia, cercando qualche spunto carino da ascoltare, oppure abbiamo voglia veramente di fare la differenza. Per me il punto è questo.

Io sono qui per fare squadra, per essere insieme a un gruppo di persone che vuole fare la differenza, piccola o grande, tanto o poco, però prendi un concetto, mettilo in pratica, mettigli le gambine e guarda dove ti porta.

Guarda cosa succede veramente nella vita, perché questo fa la differenza.

Devi avere il coraggio di dirti “prova a fare questa cosa qua” poi metterla in pratica, vedere cosa succede, avere l’onestà di dirti “son contento o non sono contento di quello che è successo” e poi fare ancora i passi che ti servono.

Questo significa crescere, evolvere, questo significa usare gli strumenti che abbiamo perché gli strumenti da soli non faranno mai niente per noi, gli strumenti più belli del mondo comunque passano attraverso la nostra capacità di usarli.

Quindi ti invito molto calorosamente, pensa, quali sono i concetti che ti sono piaciuti di più? Valli a cercare anche nei video precedenti e poi prendine uno, uno, e mettilo in pratica. Allenati, sperimenta, esercitati e prendi nota di com’è andata.

E se è andata bene, e se è andata diversamente da come ti aspettavi scrivi qui sotto, perché questo vuol dire darci risorse e strumenti a lavorare insieme verso un risultato. Dalla prossima volta ci sarà sempre un “com’è andata?”.

Buon lavoro e buon divertimento, a sperimentare nella tua evoluzione.

Tre schemi che ci impediscono di fare sport


Ciao!
Oggi parliamo di tre schemi che ti impediscono di fare sport e tre modi per superarli.

Tutti sanno che fare sport fa bene, eppure non tutti lo fanno.

Quali sono tre schemi che ci sono più spesso e che ci impediscono di fare sport?

Il primo: “non ho tempo“.

Diciamo che non abbiamo tempo. È vero, però da qualche parte questo tempo l’abbiamo messo probabilmente avremo tempo per guardare la televisione o avremo tempo per dormire.
Ora, se io portassi via mezz’ora al sonno per fare una cosa che mi piace tantissimo… pensa alla cosa che ti piace di più fare. Pensa che dormi mezz’ora in meno ma fai quella. Come la vedete?
Quindi il punto non è il tempo ma semplicemente quanto è importante e piacevole per noi.

Questo ci porta allo schema limitante numero due che è “non mi piace“.
Non mi piace, “mi annoio”, “mi rompo”, a fare sport. Ok.

Sport è un concetto molto ampio. Se prendo la bicicletta per andare a far la spesa invece della macchina sto facendo sport. Probabilmente non è una disciplina olimpica ma di sicuro avrà gli stessi identici effetti di chi va in bicicletta con la tutina e il cappellino. Quindi cominciamo a cercare quali sono le cose che ci piace fare o le cose che comunque facciamo in un modo e potremmo fare in un altro, con il vantaggio di fare sport.
Facciamo andare le rotelline e pensiamo a quali sono i giochi che ci piacciono spostiamo l’idea di fare sport uguale fare fatica a fare sport uguale giocare con qualcosa che ci piace.

Terzo schema che impedisce spesso a tutti quanti di fare sport: “non ho i soldi“.

Ok, anche qui tanta creatività aiuta. Chi l’ha detto che deve essere costoso per forza uno sport? Abbiamo due aspetti. Il primo è notare quanto ci costa il non fare sport e immaginare di investire dei soldi per non spenderli dopo per acciacchi vari che potrebbero arrivare se non faccio sport.

Passo numero due: capire che c’è modo di fare sport anche senza andare in palestra, anche senza comprare attrezzature costose, anche senza fare niente di impegnativo dal punto di vista economico. Può essere uno sport andare a passeggiare la sera dopo cena. Può essere uno sport prendere la bicicletta e portare fuori i nostri figli. Può essere uno sport fare tante cose che non hanno un costo. La questione è sempre la creatività e la creatività che andiamo a stimolare nel momento nel quale sappiamo che fare sport…

  1. ci fa tanto bene
  2. possiamo farlo divertendoci.

Ad esempio, la gente spesso mi chiede io che sport faccio e io gli dico che pratico due sport in maniera piuttosto saltuaria e non credo siano quelli a tenermi in forma. Ma tutti i giorni faccio dei piccoli esercizi di ginnastica in casa, senza attrezzi, che funzionano egregiamente. Sono 5 minuti al giorno di ginnastica tutti i giorni. È il mio modo, è un modo. Continuiamo a pensare a quale è il modo che funziona meglio per noi.

Grazie di essere stati insieme fino a qui. Vi invito a proseguire il percorso iniziato in questo video nei commenti arricchendoli con le vostre esperienze e le vostre domande. Che sport fate? Che sport vi piacerebbe fare? E che cosa vi impedisce di farlo?

Seguitemi sui social, su Instagram, su Facebook per continuare ad alimentare questo viaggio verso il meglio di voi.

Ci vediamo nel prossimo video!

Costruisci il tuo mondo un post alla volta!


Tutti i giorni siamo abituati a postare qualcosa su Facebook.
E su Facebook troviamo tante cose: troviamo le foto delle vacanze, troviamo i nostri successi, troviamo anche tante situazioni di lamentela, di protesta.
Ok, è il mondo, è la realtà. La realtà ha dentro cose belle e cose meno belle. Questo è chiaro a tutti.

Ora, c’è un passaggio fondamentale che fa la programmazione neuro linguistica quando dice che la mappa non è il territorio. Dice semplicemente che non esiste una realtà, ma che la realtà è ciò che ti porti dentro di ciò che c’è fuori. La realtà è troppo complessa per portarla dentro tutta. Porteremo dentro qualcosa di molto più semplificato che noi chiameremo poi realtà.

Quindi cosa succede quando noi continuiamo a rappresentare un certo tipo di realtà?
Se continuo a vedere gli aspetti negativi, gli aspetti fastidiosi della realtà, il primo effetto sarà che proverò fastidio, perché mi sentirò in un mondo brutto.

Io dico sempre che ognuno vive nel mondo che crede che esista.

Quindi ciò che io continuo a osservare tutti i giorni è ciò che io vivo tutti i giorni.
E quindi perché è così importante questo per noi?
Perché tutte le volte che postiamo qualcosa ci stiamo dicendo che il mondo è fatto così.

Ora, se continuiamo a osservare la parte che non ci piace del mondo e continuiamo a dirci che è fatto così… non credo che faccia sentire bene chi legge i nostri post, ma soprattutto non farà sentire bene nessuno di noi.

Quindi, hai voglia di vivere in un mondo più bello?

Be’, c’è un piccolo esercizio da fare che non costa niente.
Comincia a notare cosa rappresenti anche solo sui social, anche solo su Facebook, della realtà.
E comincia a notare quanti di questi post vorresti vedere sulla tua bacheca. E poi scegli. Non sei obbligato a postare tutto.

Puoi scegliere, puoi scegliere di costruire il mondo nel quale vuoi vivere.

Puoi vivere in un mondo di opportunità e di bellezza o in un mondo di privazione e di cose brutte.
Mi direte: “ci sono tutte e due”. Vero.
Sapete qual è il punto però?
Che se penso di vivere in un mondo senza risorse io mi sentirò senza risorse.
Mentre se penso di vivere in un mondo pieno di risorse io avrò voglia di fare cose belle.
E questo cambierà il risultato finale.
Buon divertimento!

Quanto ti aiutano le tue convinzioni?


Ciao!

Ieri mi è capitato di parlare con una persona che mi ha detto: “sono sicuro che quel cliente mi vuol fregare”.

Al che mi è venuto istantaneo il collegamento per capire che quando diciamo che siam sicuri di qualcosa, in realtà stiamo esprimendo una nostra convinzione.

In programmazione neuro linguistica le convinzioni vengono studiate perché rappresentano il modo nel quale noi creiamo la nostra realtà. Cos’è una convinzione?

Qualcosa di cui noi siamo assolutamente certi, infatti non diciamo “sono convinto che”, ma diciamo “è così” e quando diciamo “è così”, creiamo una nostra realtà.

Abbiamo convinzioni su tutto, abbiamo convinzioni su di noi, ad esempio, diciamo “sono una brava persona” o anche “sono una persona timida” o una persona capace.

Abbiamo convinzioni sugli altri… il cliente che mi vuol fregare, o anche la persona che farebbe tutto per me. Abbiamo convinzioni sul nostro ambiente: “questo è un posto nel quale ti ispiri e crei cose meravigliose” o anche “lavoro in un brutto posto, come entro lì sento questa energia negativa” e dico “ok!”. Dico ok per un motivo semplice, ho imparato che sulle convinzioni delle persone la prima cosa è il grande rispetto, è la loro realtà. Non è una buona idea andare a dire che non è così o metterla in dubbio, è la loro realtà e su quella realtà loro costruiscono le loro possibilità.

Quindi il sole spunta tutti i giorni?

Per qualcuno sì, il sole sorge tutti i giorni, ma ti garantisco che è una convinzione, perché qualcun altro ha la convinzione che invece il sole spunta solo quando non è nuvoloso.

Non c’è una convinzione giusta e una sbagliata, ci sono solo convinzioni che hanno alcune persone piuttosto che altre.

Ora, l’aspetto veramente interessante e potente delle convinzioni è che ci va a cambiare in maniera straordinaria ciò che è possibile per noi. Infatti, se sono convinto che il mio socio o il mio cliente o qualcuno intorno a me mi stia fregando, chissà cosa noterò, tutte le manovre che fa che non mi sono chiare e dirò “vedi che mi sta fregando?” andando ad aumentare quest’effetto di realtà.

Se invece sono convinto che le persone intorno a me, dal mio socio al mio cliente, facciano il loro meglio per loro e abbiano sempre una intenzione positiva in quello che fanno, andrò a notare altro e creerò altre possibilità.

Questo è un tema molto interessante e molto ampio, perché ci sono convinzioni che ci aiutano, dette anche convinzioni funzionali o potenzianti e convinzioni che non ci aiutano dette anche convinzioni limitanti o disfunzionali.

Nei prossimi video andremo ad approfondire questo tema perché qualunque cosa stiamo pensando, di sicuro è una convinzione e altrettanto di sicuro ci può aiutare oppure ci può ostacolare.

Diventare bravi o lavorare con le convinzioni significa saper trasformare una convinzione da limitante a funzionale, vivendo nel mondo nel quale ci piace vivere.

Ripercorrere i momenti della vita per una maggiore consapevolezza

Ricordi e consapevolezza

Ricordi e consapevolezza

Lo scorso week end sono stato invitato ad una festa ad Udine, dove la ventitreenne festeggiata non era una persona in carne ed ossa, ma… un’associazione studentesca!

Quest’associazione è stata una di quelle che mi pregio di avere contribuito a fondare, e in particolare è una sede nell’università di Udine di un’associazione europea (un network studentesco europeo come diremmo adesso).

Noi abbiamo fondato quest’associazione nel 1992, e per me è sempre un piacere farmi i miei 650 km ogni volta che posso partecipare a questi momenti di celebrazione. Questa volta ne ho approfittato per andare a vedere i locali della casa dello studente dove ho abitato e sono stato con diversi titoli durante i miei anni universitari…

Credo che prenderci il tempo, ogni tanto, per andare a vedere le persone e i luoghi che abbiamo frequentato, amato, odiato, rispettato o violato, faccia parte di un percorso di consapevolezza che ci rende più ricchi e più liberi.

Infatti decidere di ripercorrere certi momenti della nostra vita, di rivivere, con il senno e l’esperienza di ora, quello che abbiamo fatto nel nostro passato ci consente sia di celebrare ulteriormente i nostri successi, che di vedere e accettare con maggior compassione i nostri insuccessi.

Guardare ora i momenti di fatica e anche di dolore del nostro passato ci fa sentire molto più forti rispetto a quello che potrà essere il nostro futuro.

Diventare più consapevoli di quanto abbiamo già vissuto e di quanto siamo stati in grado di attraversare tra gioia e lacrime, ci da la possibilità di essere più capaci di guardare avanti. Ma come possiamo farlo al meglio?

Come si dice in programmazione neuro linguistica la mappa non è il territorio, e ogni persona avrà solo le possibilità che gli dà la sua mappa.

Infatti se è ovvio che mappe diverse danno alle persone possibilità diverse, forse ci sfugge come ognuno di noi, può costruire la sua mappa non in base alle esperienze fatte, ma in base ai significati che dà ad ogni esperienza.

Oggi posso trovare molto utile tutta la fatica affrontata a studiare ingegneria lontano da casa, avendo anche avuto il trauma di essere stato lasciato dalla ragazza durante questo percorso, e posso guardare con occhi pieni di compassione, ma anche di maggior comprensione della vita, quei momenti, capendo come, solo grazie a quei passaggi poi avrei potuto fare le cose belle che ho fatto.

E voi che mi dite?