Come fare una call to action #6

Oggi vediamo come far succedere quello che vuoi che succeda tramite il tuo intervento in pubblico.

Bene, ciao anzitutto, abbiamo visto quanto è importante tenere il nostro corpo e la nostra mente nel meglio per dare il meglio alle persone.
Abbiamo visto quanto è importante allenarci per avere la voce che arriva veramente dove vogliamo.
Abbiamo visto quanto è importante aprire bene, mettere una bella copertina al nostro libro che vogliamo far leggere alle persone.

Non ti parlo del contenuto, perché il contenuto è roba tua.

Quello che ti dirò è come finalizzare questo contenuto perché succeda quello che vuoi. E a questo punto c’è una domanda piuttosto fondamentale:

“Cosa vuoi che succeda grazie a questo tuo intervento in pubblico, grazie a questo tuo video che stai registrando?”.

Pensaci, non mi rispondere: “Ah, no, voglio solo dire queste cose”, perché “solo dire queste cose” è tempo buttato via.

Nessuno di noi vuol “solo dire queste cose”, tutti noi vogliamo che grazie al fatto che abbiamo detto queste cose chi è dall’altra parte faccia qualcosa di diverso.

Qualcosa che senza il nostro contributo non avrebbe mai fatto. Rendiamocene conto, primo, perché mi capita nei corsi persone che continuano a dire: “io volevo solo dire delle cose”.

E io dico, allora non ti serve a niente ‘sta cosa qui. Dille e andrà bene comunque.
Capisci che cosa vuoi che succeda, come vuoi fare la differenza e definisci qual è il primo passo che possono fare le persone.

Definisci che cosa gli puoi dire di fare adesso. Perché se sei a una conferenza e ci sono i tuoi libri in fondo alla sala vuoi che prima di andare via si fermino e ne prendano uno.

O magari vuoi che prendano un volantino, o magari vuoi che vengano e ti lascino l’indirizzo email o vuoi che si iscrivano a una qualunque attività o che, qualunque sia l’attività, che prendano il loro telefonino e che clicchino mi piace da qualche parte.

Qualunque sia l’attività, pensaci, ragionaci su una tua azione che vuoi che loro facciano e poi creeremo insieme quella che si chiama “Call to action”. Ovvero l’azione che vuoi che loro facciano.

Bene, siamo quindi alla conclusione del nostro intervento e vogliamo ringraziare le persone prima di tutto.

Un modo bello per stare con le persone e per sentirci proprio bene con loro è quello di essere pieni di gratitudine, quindi:

“grazie per essere stato con me, grazie per i vostri contributi, grazie per l’entusiasmo, la passione, il coinvolgimento che mi avete trasmesso, grazie”.

Ringraziamo anche altre persone che possono aver contribuito a quello che stiamo facendo. Ringraziamo Alessandro che è lì dietro alla regia e che gestisce tutto quanto, ringraziamo le persone dello staff che ci hanno assistito, ringraziamo tutto quello che è necessario ringraziare e tutti quelli che è necessario ringraziare per essere felici ed efficaci.

Bene, dopodiché facciamo il riassunto di quello che abbiamo detto.
Ti devo svelare un segreto. Il corso di public speaking da tre secondi esiste e dice esattamente così:

“Parlare in pubblico significa dire che cosa dirai, dirlo e riassumere quello che hai detto”.

OK? Siamo in questa fase qua, vogliamo riassumere quello che abbiamo detto. E quindi, come ho fatto prima potremmo dire: “ok, abbiamo visto quanto è importante tenere il nostro corpo e la nostra mente al meglio, abbiamo visto come è importante utilizzare bene la voce, abbiamo visto quanto è importante fare un’apertura straordinaria per coinvolgere le persone e infine, vedremo come le call to action facciano la differenza nei risultati”.

Questo riassunto fallo per punti, aiutati con le dita, il che vuol anche dire capisci che più di cinque punti non è il caso di metterci. Fare un riassunto su tutte le dita delle mani e anche quelle dei piedi non è una buona idea, stiamo succinti.

A quel punto andiamo a questa fase delicata della call to action, ed è semplicemente creare un’immagine nelle persone che hai di fronte per far sì che facciano quel che gli dici.

“Se ti è piaciuto questo video vai su paolosvegli.it e cercane degli altri, prendi informazioni, lasciami i tuoi dati in modo che possiamo continuare questo percorso di crescita insieme”.

Questa può essere una call to action: c’è un’immagine precisa, ci sei te che digiti, c’è un sito, ci sono delle cose.

Altrimenti potrei dire: “prendete il modulo là dove ci sono le ragazze della reception e vi lasciano questo foglio. Lasciate i vostri dati” e fategli proprio quello devono vedere, le loro mani che scrivono. “E riconsegnate”.

“Andate là in fondo, dove potete avere tutte le informazioni che volete, venite qui davanti e ci fermiamo un attimo e facciamo il punto della situazione”.
Create le immagini nella testa delle persone che vi ascoltano perché facciano quello che voi volete che facciano.
“Grazie di nuovo e alla prossima”. Fine della conclusione.
Quindi, siamo arrivati alla fine di questo mini corso gratuito pieno di spunti operativi, cose da fare. Se ti è piaciuto ne puoi trovare degli altri.

Vai su paolosvegli.it e cerca.

Troverai un sacco di spunti, di idee, di risorse che ti consentiranno di migliorare dal punto di vista personale e professionale. Da parte mia ti ringrazio, è stato un piacere lavorare con te e avere di fronte persone interessate e attente.

Alla prossima!


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