Come piacere alle persone?

Come facciamo a piacere alle persone?

Be’, parlando la loro lingua.

E come facciamo a parlare la loro lingua?
Prima di tutto ascoltandole.

Qualche video fa abbiamo visto cosa sono i clienti e che tutti abbiamo clienti, perché tutti siamo venditori. Se non l’hai visto vallo a vedere. E, qualche video fa, abbiamo visto che noi siamo clienti e noi siamo venditori di tutti e abbiamo anche visto che la cosa più importante per i clienti è che noi gli piacciamo.

Vuol dire che noi è una buona idea, sia che vendiamo sia che compriamo, che riusciamo a piacere alle persone.

E la domanda è:

“come facciamo a piacere alle persone?”

La risposta è facile: “chi ti piace a te?”. Ti piacciono quelli tanto diversi? Quelli così diversi che dici:

“lo dice anche il proverbio che gli opposti si attraggono?”

Sì gli opposti si attraggono e poi si riempiono di mazzate e si respingono, perché dopo un po’ che stai con gli opposti diventa tutto scomodo.

Quelli che invece stanno bene insieme, eh… non sono gli opposti. Sono quelli che si assomigliano, sono quelli che parlano la stessa lingua.

Quindi è facile: come si fa ad andare d’accordo con le persone e a piacergli? Basta parlare la stessa lingua e come si fa a sapere che lingua parlano? Be’, glielo chiediamo, punto uno, ma soprattutto, punto due, le ascoltiamo.

Ascoltare ci mette in condizione di vedere come è fatto il loro mondo e quando vediamo come è fatto il loro mondo possiamo relazionarci con loro parlando la stessa lingua.

Non mi dire che non ti piace quando le persone ti fanno domande sulle tue passioni o su quello che ti interessa o su quello che ti accende di più.
È normale. Comincia a fare le domande alle persone su ciò che vedi che le accende di più e divertiti a sperimentare.

Così ci racconterai com’è andata, cioè cos’hai fatto di diverso, cos’hai applicato e che cosa hai fatto succedere che prima non succedeva.

Buon divertimento e al prossimo video!

Scopri cosa vogliono i tuoi potenziali clienti

Ciao! Oggi parliamo di cosa vogliono i clienti.

Ai clienti interessano tre cose.

  1. Che gli piacciamo.
  2. Che siamo credibili.
  3. Che siamo affidabili.

Secondo te qual è la più importante? Be’, la più importante è che gli piacciamo. Perché se siamo credibili e affidabili, ma non gli piacciamo tanto, al prossimo che passerà di lì che gli piace gli verranno aperte le porte, gli verrà data la possibilità di vedere se è altrettanto credibile e affidabile. E siamo già in rampa di lancio.

Viceversa, se noi gli piacciamo, ma ancora non si fidano di noi del tutto o non ci credono fino in fondo be’, se gli piacciamo la buona notizia è che ci daranno l’opportunità di conoscerci, ci daranno l’opportunità di mostrare che vale anche la pena quello che gli stiamo portando. E che quindi c’è del valore che possono avere da noi.

Quindi ricordiamocelo sempre, quando andiamo dal cliente, qualunque cosa intendiamo per cliente, cerchiamo sempre di ricordarci che cosa è importante per questa persona. Dov’è che mette il valore, dov’è che mette il piacere.
Che cosa posso fare per piacergli? In che modo posso rendere più bella la sua giornata? E lavoriamo su quello.

Ah, dimenticavo! Com’è andata? Perché se c’è qualcosa nel mondo che può essere una teoria interessante bisogna che la mettiamo in pratica per vedere se diventa risultato. Quindi sperimentiamo e da parte mia ogni tanto la gente mi rigira la domanda.

“A te com’è andata?”.

E io rispondo:

“Bene, mi sto allenando molto con il mio cane. Il mio cane è l’allenatore numero uno. Sto diventando il modello di proprietario ideale per un cane. Un passo alla volta eh, un passo alla volta.”

Quindi continua ad allenarti e continua a chiederti ogni volta che vai da un cliente che cos’è che gli può piacere di quello che gli posso portare?

Buon divertimento e ricordati di scrivere nei commenti com’è andata e qual è quella più vera delle tre cose secondo te e perché? Perché penso che ci sarà un po’ di discussione qua sopra.

Al prossimo video!

Impara a vendere il meglio di te

Ciao! Mi han detto che tu ti occupi di vendita. No? Come no? Sicuro?

Tutti ci occupiamo di vendita. Tutti vendiamo, anche mia figlia, che a diciotto mesi già sa cosa fare e cosa dire per riuscire ad avere quello che vuole.

A meno che tu non faccia niente per ottenere quello che vuoi allora vendi esattamente come tutti.

Solo che qui dobbiamo capire cosa è la vendita. Perché per qualcuno la vendita è un modo di essere, dove ci sono quelli fighi che sanno un sacco di cose e ti devono convincere a comprare cose di cui non hai bisogno.

Oppure la vendita è riuscire a fare capire alle altre persone il valore di quello che porti. E questo vale quando vuoi andare con gli amici in un ristorante, vale quando vuoi andare in vacanza con il tuo compagno o la tua compagna, vale per qualunque cosa tu debba fare nella vita.

Quindi da questo punto di vista sei venditore e gli altri sono clienti e ricordiamoci che i clienti acquistano Valore. La “V” di Vendita è la “V” di Valore. È anche la “V” di Vittoria, di quello stare bene che riusciamo a generare quando riusciamo a far capire quanto valore possiamo portare alle altre persone.

Questa è la Vendita. Ed è per questo che siamo tutti venditori. Ed è per questo che è molto interessante capire come riuscire a comunicare con le persone. Quindi vedremo un po’ di spunti nei prossimi video.

Ah, non dimenticavo, com’è andata? Cos’hai sperimentato di bello? “Di bello” vuol dire che l’hai sperimentato, non che è andato bene. Anzi, se anche è andato male, ovvero, diversamente da quello che pensavi, parliamone, perché può essere molto divertente. Scrivi qui sotto, io scrivo sotto quel che hai scritto tu e alimentiamo un po’ di ragionamenti che fanno bene a tutti quanti.

Al prossimo video!

Guidare al meglio nel 2017: come scegliere i passeggeri


Ciao, ooh! Oggi non ho il volante. E come mai? Perché ti devo parlare della terza cosetta interessante da sapere se vuoi guidare nel 2017. Questo è il posto del passeggero.
Il passeggero è molto importante perché ci sono dei passeggeri che ti continuano a dire:

“non devi fare così, non devi fare cosà”

e ti mettono un sacco di ansia, ti danno un sacco di fastidio e non ti aiutano ad andare dove vuoi andare.
Invece ci sono quelli che ti dicono

“no, questo non si può fare, no! Questo no. Maaa figurati, ma va là, non si è mai fatto così, ma non va bene, dovevi andare di qua, ma no perché fai quella strada, ma perché non fai quell’altra, supera!”

Ecco, anche questi danno fastidio. Ora, se vogliamo guidare e guidare un bel pezzo e vogliamo anche divertirci a guidare è una buona idea che i passeggeri li sappiamo scegliere e li sappiamo anche aiutare a crescere. Perché ‘sti passeggeri qui non sono tutti uguali, non sono tutti rompiscatole e basta.

Ci sono anche passeggeri che ti aiutano, ti sostengono, ti dicono

“ah, guarda, lì c’è un ostacolo, l’hai visto?”

Ti sanno dire

“ah, fai quella strada? Sai che io avrei fatto quell’altra?”

Sanno dare suggerimenti, non ti stanno addosso continuamente, ma al contrario ti supportano nel tuo viaggio.

E allora, visto che di passeggeri ne abbiamo tanti, alcuni che ci siamo scelti e altri che non ci siamo scelti, la regola fondamentale è proprio questa: saper voler bene ai passeggeri che comunque saranno con noi, tradotto: i nostri famigliari.

E poi saperci scegliere tutti gli altri passeggeri, tutte le altre persone che avremo intorno nel nostro viaggio. Fai un piccolo ragionamento su questo e vedrai che fare il viaggio diventerà molto più piacevole.

Buon percorso e se ancora non hai pianificato il 2017 per vivere i tuoi sogni noi ci siamo. Ciao!


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Jugaad innovation

Oggi parliamo di come ci sia un modo di innovare che viene dall’India e si chiama Jugaad innovation, che sia molto interessante proprio come approccio mentale al fare le cose.

Ciao, com’è andata? Scrivilo sotto.

Jugaad innovation, è un termine che ormai è diventato molto figo, ne parlano, ci scrivono libri professori universitari, in realtà la parola jugaad in indiano vuol dire “accrocchio”, tradotto più o meno liberamente, ma insomma, quello è il concetto perché il jugaad per eccellenza è un vecchio motorino con dietro un vecchio carretto.
Nessuno dei due funziona separatamente, ma se li metti insieme vanno. E risolvono il piccolo problema di portare in giro della frutta. Un piccolo furgoncino indiano.

Allora cosa c’entra questo con il nostro modo di pensare?

Facendo un po’ rima con il concetto del perfezionista che non ottiene risultati, ci possiamo accorgere come quando hai un approccio jugaad, cioè che costruisci l’accrocchio che ti serve subito con i pochi strumenti che hai e che ti fa avere un risultato non perfetto, ma simile a quello che ti serviva, allora stai funzionando jugaad.

Dall’altra parte, all’opposto, troviamo invece il funzionamento “del grande piano”, perché se devo risolvere un problema ci devo pensare, devo parlare con lo specialista, consultare diverse cose e poi
solo dopo un bel po’ di tempo riuscirò a produrre il risultato che di solito è sempre migliorabile e a volte addirittura non funziona.

Quindi qual è l’idea del jugaad? È prendi, fai, flessibile, semplice e veloce. Poi sai che è da migliorare. Sai che è un esperimento e pensa quanto siamo potenti tutte le volte che sperimentiamo.

Tutte le volte che sappiamo che quello che facciamo può essere visto come un esperimento, dove quindi il risultato è ottenuto per il semplice fatto che ho qualcosa da sperimentare.

Può funzionare bene, benino o anche male e l’esperimento è riuscito comunque.

“La vita è una serie infinita di esperimenti”

Questa è di Gandhi, non di Steve Jobs. Quindi possiamo pensare operativamente a come rendere un sacco di cose che stiamo facendo più flessibili, più snelle, più veloci, grazie al fatto di dire:

“ok, è un esperimento, vediamo come va”

Sperimentiamo con cose che non sono la nitroglicerina e non succederà niente di irreparabile. Dopo potremo sempre migliorare. Quindi divertitevi a sperimentare concedetevi di sperimentare e godetevi tutti i risultati.

Ah, mi raccomando, condividete, scrivete, interagite, creiamo una rete molto jugaad ma molto bella di crescita.


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L’imperfezione efficace e la perfezione sterile

Oggi vediamo come si possa essere molto efficaci anche senza essere perfetti. Ciao, come è andata?

Cos’hai messo in pratica delle cose che ci siamo detti? Hai bisogno di andare a vedere qualche video vecchio, o te lo ricordi? E se te lo ricordi l’hai scritto, non l’hai scritto?
Aspetta, ferma il video.

Scrivilo e poi torna qua, sennò quello che vedi non servirà a un tubo.

Mi ha scritto un ragazzo dicendo che su You Tube (lui pubblica video su You Tube) non riesce più a mettere niente.
Fa i video, si guarda il materiale, se lo guarda, se lo riguarda, se lo riguarda, ci lavora… e poi lo butta via.
Lo conosco questo schema. Lo chiamano “blocco dello scrittore” (una volta si scriveva solo).

Il problema è quando cominciamo a pensare che quello che facciamo debba essere perfetto per uscire e cominciamo ad alzare i nostri standard al punto da darci fastidio.

Eh sì, perché finché tu alzi gli standard e questo ti stimola a fare qualcosa di meglio… bingo. Ma quando alzi gli standard e li metti talmente alti da non riuscirli a raggiungere e il risultato è che non fai niente, eh, allora non abbiamo fatto un grande affare.

L’esercizio che vi potete allenare a fare per uscire da questo blocco e che può riguardare qualunque delle cose che facciamo… Perché non facciamo solo video su You Tube fortunatamente, ma prepariamo relazioni organizziamo viaggi, andiamo a cena con le persone, ah no ancora no perché non sono pronto. A me capita della gente che mi dice

“non sono ancora pronto per lavorare con te”.

Ok, se tu fossi pronto non ne avresti bisogno forse, quindi?

Quindi l’idea è: mettiamoci nella condizione di accettare il fatto che quello che faremo non sarà perfetto.

Però capiamo che se l’abbiamo fatto con una buona intenzione e tutto il nostro impegno forse merita di essere condiviso con gli altri.
Più usciamo dal nostro delirio di onnipotenza e di perfezione, più riusciremo a portare valore al resto del mondo.

Quindi buon divertimento nello scoprire le cose che puoi lasciare arrivare, senza che siano perfette.

E raccontatemi come sono andate le vicende.


Ah, non vi dimenticate di seguirmi sui social network, ci sono un sacco di video imperfetti, meritevoli di essere visti, pieni di spunti, di cose da fare. E sarà quel fare lì che farà la differenza.


Guarda tutti i video sul mio canale You Tube!


Hai imparato a imparare?


Oggi vediamo come sia possibile imparare in qualsiasi situazione o come sia impossibile imparare in qualsiasi situazione.
Ciao, com’è andata?

Sì, che cosa hai messo in pratica delle cose che abbiamo visto? E che cos’è successo? Scrivilo qui sotto per favore così ci alimentiamo a vicenda e tutto cresce e migliora.

Avete presente quelli che sanno tutto? Quelli che qualunque cosa gli dici, gli racconti, loro ci son già stati, l’hanno già fatta, l’han già vista, ne hanno già trovata una migliore, quelli che… insomma quelli che sanno tutto loro. Bene, per loro oggi io ho una cattiva notizia.

Tutti quelli che sanno già tutto hanno un problema: non possono imparare più niente.

E questo ci aiuta a fare un passaggio interessante che è quello di capire quand’è che impariamo.

Quand’è che siamo in condizioni di aggiungere conoscenza a quella che già abbiamo?

Be’, siamo in condizione di aggiungere conoscenza tutte le volte che siamo aperti, che siamo curiosi, che abbiamo voglia di confrontarci con quello che ci viene detto.
Perché effettivamente è proprio questa la fregatura che prendono quelli che sanno già tutto. Perché non ascoltano più e quindi non hanno nessun arricchimento.

E chiunque può avere un arricchimento, qualunque maestro può imparare da qualunque allievo, perché molte delle cose che fa l’allievo gliele ha insegnate il maestro e le sa già fare, ma c’è sempre quel qualcosa in più che qualcuno può aggiungere.

Ecco, oggi la sfida diventa questa: cominciamo a osservare intorno a noi quante situazioni ci sono dove noi diciamo “lo so già”, e smettiamo di ascoltare. E, in quante di queste situazioni invece ci possiamo mettere lì un po’ più curiosi e aperti e dire:

“Hm, fammi capire meglio, spiegami un po’ meglio, aiutami ad approfondire”.

Ascoltiamo, notiamo e vediamo cosa ci possiamo portare a casa di più rispetto a quello che sappiamo già. Questo è un atteggiamento che porta ogni giorno, in ogni situazione a imparare cose. E ci aiuta a crescere sempre. Giorno dopo giorno.

Quindi, continuate a sperimentare, continuate a condividere e… buon divertimento!

Oggi vediamo com’è andata


Oggi vediamo com’è andata. Com’è andata? Sì, oggi vediamo com’è andata.

Questa è una delle mie domande preferite. Ai miei corsi quando rivedo i corsisti gli chiedo sempre “come è andata”? E la domanda ha un presupposto, che tu abbia preso delle cose, dei concetti che abbiamo visto,
li abbia presi e li abbia messi in pratica.

Perché su questo dobbiamo essere molto chiari. Dobbiamo sapere molto bene cosa sono a fare io qui e tu lì. L’idea di questo progetto è quella di darci degli spunti. Benissimo, ma per fare cosa? Se noi questi spunti non li prendiamo, mica tutti, uno, due, tre, quelli che ci ispirano, non li prendiamo e non li mettiamo in pratica, non serve assolutamente a un tubo.

Dobbiamo capire se siamo lì a guardarci in faccia, cercando qualche spunto carino da ascoltare, oppure abbiamo voglia veramente di fare la differenza. Per me il punto è questo.

Io sono qui per fare squadra, per essere insieme a un gruppo di persone che vuole fare la differenza, piccola o grande, tanto o poco, però prendi un concetto, mettilo in pratica, mettigli le gambine e guarda dove ti porta.

Guarda cosa succede veramente nella vita, perché questo fa la differenza.

Devi avere il coraggio di dirti “prova a fare questa cosa qua” poi metterla in pratica, vedere cosa succede, avere l’onestà di dirti “son contento o non sono contento di quello che è successo” e poi fare ancora i passi che ti servono.

Questo significa crescere, evolvere, questo significa usare gli strumenti che abbiamo perché gli strumenti da soli non faranno mai niente per noi, gli strumenti più belli del mondo comunque passano attraverso la nostra capacità di usarli.

Quindi ti invito molto calorosamente, pensa, quali sono i concetti che ti sono piaciuti di più? Valli a cercare anche nei video precedenti e poi prendine uno, uno, e mettilo in pratica. Allenati, sperimenta, esercitati e prendi nota di com’è andata.

E se è andata bene, e se è andata diversamente da come ti aspettavi scrivi qui sotto, perché questo vuol dire darci risorse e strumenti a lavorare insieme verso un risultato. Dalla prossima volta ci sarà sempre un “com’è andata?”.

Buon lavoro e buon divertimento, a sperimentare nella tua evoluzione.

Tre schemi che ci impediscono di fare sport


Ciao!
Oggi parliamo di tre schemi che ti impediscono di fare sport e tre modi per superarli.

Tutti sanno che fare sport fa bene, eppure non tutti lo fanno.

Quali sono tre schemi che ci sono più spesso e che ci impediscono di fare sport?

Il primo: “non ho tempo“.

Diciamo che non abbiamo tempo. È vero, però da qualche parte questo tempo l’abbiamo messo probabilmente avremo tempo per guardare la televisione o avremo tempo per dormire.
Ora, se io portassi via mezz’ora al sonno per fare una cosa che mi piace tantissimo… pensa alla cosa che ti piace di più fare. Pensa che dormi mezz’ora in meno ma fai quella. Come la vedete?
Quindi il punto non è il tempo ma semplicemente quanto è importante e piacevole per noi.

Questo ci porta allo schema limitante numero due che è “non mi piace“.
Non mi piace, “mi annoio”, “mi rompo”, a fare sport. Ok.

Sport è un concetto molto ampio. Se prendo la bicicletta per andare a far la spesa invece della macchina sto facendo sport. Probabilmente non è una disciplina olimpica ma di sicuro avrà gli stessi identici effetti di chi va in bicicletta con la tutina e il cappellino. Quindi cominciamo a cercare quali sono le cose che ci piace fare o le cose che comunque facciamo in un modo e potremmo fare in un altro, con il vantaggio di fare sport.
Facciamo andare le rotelline e pensiamo a quali sono i giochi che ci piacciono spostiamo l’idea di fare sport uguale fare fatica a fare sport uguale giocare con qualcosa che ci piace.

Terzo schema che impedisce spesso a tutti quanti di fare sport: “non ho i soldi“.

Ok, anche qui tanta creatività aiuta. Chi l’ha detto che deve essere costoso per forza uno sport? Abbiamo due aspetti. Il primo è notare quanto ci costa il non fare sport e immaginare di investire dei soldi per non spenderli dopo per acciacchi vari che potrebbero arrivare se non faccio sport.

Passo numero due: capire che c’è modo di fare sport anche senza andare in palestra, anche senza comprare attrezzature costose, anche senza fare niente di impegnativo dal punto di vista economico. Può essere uno sport andare a passeggiare la sera dopo cena. Può essere uno sport prendere la bicicletta e portare fuori i nostri figli. Può essere uno sport fare tante cose che non hanno un costo. La questione è sempre la creatività e la creatività che andiamo a stimolare nel momento nel quale sappiamo che fare sport…

  1. ci fa tanto bene
  2. possiamo farlo divertendoci.

Ad esempio, la gente spesso mi chiede io che sport faccio e io gli dico che pratico due sport in maniera piuttosto saltuaria e non credo siano quelli a tenermi in forma. Ma tutti i giorni faccio dei piccoli esercizi di ginnastica in casa, senza attrezzi, che funzionano egregiamente. Sono 5 minuti al giorno di ginnastica tutti i giorni. È il mio modo, è un modo. Continuiamo a pensare a quale è il modo che funziona meglio per noi.

Grazie di essere stati insieme fino a qui. Vi invito a proseguire il percorso iniziato in questo video nei commenti arricchendoli con le vostre esperienze e le vostre domande. Che sport fate? Che sport vi piacerebbe fare? E che cosa vi impedisce di farlo?

Seguitemi sui social, su Instagram, su Facebook per continuare ad alimentare questo viaggio verso il meglio di voi.

Ci vediamo nel prossimo video!

Costruisci il tuo mondo un post alla volta!


Tutti i giorni siamo abituati a postare qualcosa su Facebook.
E su Facebook troviamo tante cose: troviamo le foto delle vacanze, troviamo i nostri successi, troviamo anche tante situazioni di lamentela, di protesta.
Ok, è il mondo, è la realtà. La realtà ha dentro cose belle e cose meno belle. Questo è chiaro a tutti.

Ora, c’è un passaggio fondamentale che fa la programmazione neuro linguistica quando dice che la mappa non è il territorio. Dice semplicemente che non esiste una realtà, ma che la realtà è ciò che ti porti dentro di ciò che c’è fuori. La realtà è troppo complessa per portarla dentro tutta. Porteremo dentro qualcosa di molto più semplificato che noi chiameremo poi realtà.

Quindi cosa succede quando noi continuiamo a rappresentare un certo tipo di realtà?
Se continuo a vedere gli aspetti negativi, gli aspetti fastidiosi della realtà, il primo effetto sarà che proverò fastidio, perché mi sentirò in un mondo brutto.

Io dico sempre che ognuno vive nel mondo che crede che esista.

Quindi ciò che io continuo a osservare tutti i giorni è ciò che io vivo tutti i giorni.
E quindi perché è così importante questo per noi?
Perché tutte le volte che postiamo qualcosa ci stiamo dicendo che il mondo è fatto così.

Ora, se continuiamo a osservare la parte che non ci piace del mondo e continuiamo a dirci che è fatto così… non credo che faccia sentire bene chi legge i nostri post, ma soprattutto non farà sentire bene nessuno di noi.

Quindi, hai voglia di vivere in un mondo più bello?

Be’, c’è un piccolo esercizio da fare che non costa niente.
Comincia a notare cosa rappresenti anche solo sui social, anche solo su Facebook, della realtà.
E comincia a notare quanti di questi post vorresti vedere sulla tua bacheca. E poi scegli. Non sei obbligato a postare tutto.

Puoi scegliere, puoi scegliere di costruire il mondo nel quale vuoi vivere.

Puoi vivere in un mondo di opportunità e di bellezza o in un mondo di privazione e di cose brutte.
Mi direte: “ci sono tutte e due”. Vero.
Sapete qual è il punto però?
Che se penso di vivere in un mondo senza risorse io mi sentirò senza risorse.
Mentre se penso di vivere in un mondo pieno di risorse io avrò voglia di fare cose belle.
E questo cambierà il risultato finale.
Buon divertimento!