Felicità Sostenibile

È già da qualche mese che ne abbiamo cominciato a parlare… “Facciamo un progetto che si occupi di promuovere la cultura della felicità sostenibile”.

Già la parola “Felicità” da sola spaventa, ma se ci aggiungiamo addirittura “sostenibile” cosa vogliamo fare gli “aristocratici”? Gli “intellettuali”?

In realtà niente di tutto questo, semplicemente ho deciso di prendere la responsabilità di ciò che bussava alla mia porta, senza pensare che “qualcun altro” dovesse farlo.

Erano diversi mesi che un famigliare dell’associazione Porte Aperte mi diceva che c’era un parco chiuso davanti ad una struttura di riabilitazione psichiatrica, e lì vicino anche una piccola casetta, anch’essa chiusa e usata come magazzino. E quei ragazzi non sanno mai dove andare, fumano e basta. “Va bene, facciamo qualcosa noi…”

Così abbiamo deciso di fare qualcosa, abbiamo deciso che quella cosa riguardava noi, e che se bussava alla nostra coscienza, era perché noi potevamo rispondere (le cose hanno sempre e solo il significato che gli diamo).

Abbiamo cominciato a parlarne con la nostra associazione, l’idea di chiedere in comodato all’USL i due immobili per gestirli in un progetto che partisse dalla salute mentale era affascinante, ma spesso vista da qualcuno come “irrealizzabile”.

“Non abbiamo le risorse”, “non siamo capaci”, “non ce la faremo”. Devo ammetterlo, qualche volta anche a me è capitato di pensare “ma in che razza di casino mi vado a ficcare?”. Però la direzione era ormai tracciata, e per di più, via via che ne parlavo con le persone a me più vicine il progetto piaceva.

Partire dall’uso di risorse “abbandonate” per creare valore per tutti, per condividere felicità. In un parco possiamo fare tante cose: l’orto, le passeggiate, i giochi, i concerti, le grigliate, le feste… La casetta la possiamo usare in tanti modi: ritrovo per chi vuole passarsi il tempo, sede per corsi di ginnastica, yoga, musica, e di nuovo farci feste e incontri di mille tipi.

Tutti fin da subito volevano contribuire in qualche modo: “io ti posso dare un po’ di soldi” “io di tempo” “io so fare la sfoglia” “io so cuocere la carne in graticola” “io sono idraulico” “io non so cosa so fare, ma posso parlarne con tutti con entusiasmo…”

Si è subito messo in chiaro che l’obiettivo NON sarebbe stato creare un piccolo “ghetto” per fare svolgere attività a persone con problemi di salute mentale. L’obiettivo è creare delle opportunità di attività per tutti, con un’attenzione speciale per le persone con problemi di salute mentale, per poter vivere e promuovere una cultura di felicità sostenibile.

E quindi torniamo a questa “sostenibilità”.

Sostenibile vuol dire che la nostra felicità non vuole essere creata a discapito di niente e di nessuno. Vuole essere sostenibile dal punto di vista sociale, economico, ecologico, energetico, etico… non vogliamo consumare più risorse di quante siamo in grado di rigenerarne, vogliamo fare attività che generino nuova energia.

Dimenticavo un aspetto fondamentale: la BELLEZZA! Se è vero che non sappiamo ancora esattamente cosa faremo (ma abbiamo già notato che è uno schema ricorrente in chi ha fatto grandi cose nel mondo 😉 sappiamo che vogliamo che siano cose belle. Perché le cose belle ci portano ad evolvere verso il nostro meglio.

Quindi un manipolo di esteti idealisti? Assolutamente no, le attività che già sono in cantiere sono estremamente concrete, vanno dalla produzione di mobili con materiale di recupero, ai corsi per bambini, alle feste e concerti a teatro… ma questo lo trovi in un capitolo apposito… http://felicitasostenibile.org/strada-facendo.html

Nel sito che sta prendendo forma si descrive cosa ci proponiamo, in questa sede ritengo fondamentale sottolineare, proprio perché parliamo di coaching per essere il meglio di noi stessi, come a volte sia fondamentale partire anche senza un business plan definito (certo va fatta una valutazione del rischio e anche delle risorse che siamo disposti ad investire).

Poi serve rendersi conto che sono gli standard che ci poniamo che ci portano a realizzare le cose che facciamo, e che non mettersi mai in discussione sulle nostre abitudini, i nostri “è così”, significa non prendersi mai la RESPONSABILITA’ (=RESPONS-ABILITA’ = la nostra abilità di rispondere) per ciò che accade intono a noi.

Significa non sentirsi mai in grado di fare la differenza, ma a furia di fare questo non c’è da meravigliarsi se non si sentiamo MAI in grado di fare la differenza e ci sentiamo un po’ inadeguati rispetto al mondo intorno a noi.

Insomma se vi è venuta voglia di VIVERE da protagonisti questo progetto di felicità sostenibile mandatemi una mail dal sito, o andate a farlo dal sito www.felicitasostenibile.org (sarà possibile a breve, ma non so se sarete più veloci voi o Christian che cura il sito…;-)

Come diciamo anche nel nostro manifesto: potremo scoprire insieme che vivere richiede uno sforzo decisamente superiore del semplice respirare, ma poi ci dà anche una soddisfazione decisamente maggiore!

Un abbraccio felice (e sostenibile;-)

Maggioranza o “Miglioranza”* (*la mamma dell’eccellenza)

In questi giorni di inizio anno assistiamo a un’esplosione di statistiche e dati sui “comportamenti umani”.

Il 95% delle persone rifà sempre gli stessi propositi, il 94% non riguarda più i buoni propositi fino all’anno successivo, il 93%…

Tutto questo è interessante e indicativo di come siamo OGGI, purtroppo, però, spesso diventa anche la condanna a come saremo DOMANI!

Infatti, quando gli psicologi ci sottopongono a test e studiano “la natura umana”, di fatto stanno facendo un’operazione che influisce sull’evoluzione stessa. È la stessa cosa che succede quando “il dottore” dice al “malato” che ha 6 mesi di vita: il più delle volte questo è quello che accade, perché il “malato” ha interiorizzato e accettato l’informazione come vera, e quindi si è programmato per realizzarla.

Di fatto è proprio come programmarsi, decidere che una cosa è vera significa cominciare a valutare tutto ciò che succede alla luce di questa “verità”, fino a farla realizzare.

Se sono convinto di essere simpatico e la gente non ride alle mie battute penserò che è un problema loro e continuerò a dirle fino a quando miglioreranno e/o troverò qualcuno che ride, e questo mi confermerà e rinforzerà il fatto che sono simpatico. Se invece alle prime battute dove nessuno ride penso che “ha ragione mio padre che dice che non sono capace di raccontare le barzellette” allora smetterò di farlo e non diventerò MAI capace.

A questo fenomeno viene dato il nome di “profezia auto avverante”, ma credo che non serva un veggente o uno scienziato per capire che è semplicemente un meccanismo che attuiamo automaticamente dentro di noi e che condiziona pesantemente i nostri risultati…

Il punto è: questo è l’unico modo di vedere le cose? È l’unico approccio?

Quando alcune aziende mi chiedono di fare dei test psicologici per sapere quali sono le caratteristiche del team, di solito rispondo: “Siete più interessati a sapere come siete o a diventare come volete essere?” Noi andiamo nella direzione dove è rivolto lo sguardo, per questo ritengo più utile concentrarsi a capire cosa è possibile in quel 5% di casi di eccellenza piuttosto che vedere cosa fa la maggioranza.

La “miglioranza” è quella piccola quota di eccellenza, sempre presente in ogni situazione, che credo meriti tutte le nostre attenzioni per fare sì che capiamo come viene resa possibile, e poi ci adoperiamo  per replicarla nel modo più facile per noi.

Non tutti potranno diventare dei campioni, ma seguire la ricetta per eccellere ti porta ad usare le tue risorse per essere il meglio di ciò che puoi essere invece di “adeguarti” alla “maggioranza”.

Buon divertimento per il tuo viaggio verso il meglio di te!

Allineare i livelli logici della nostra vita per evitare gli autosabotaggi

Hai mai fatto caso che a volte sono i nostri stessi schemi ad impedirci di raggiungere ciò che vogliamo veramente? Io vedo queste storie continuamente… Ad esempio Giacomo, ottimo dipendente che sa di meritare una promozione perché sa fare bene il suo lavoro, ma ha contemporaneamente un’identità di “brava persona” ed una convinzione che le “brave persone” non si lodano, non parlano dei loro meriti, mantengono un profilo basso… hai già capito come va a finire…

Giovanni invece è un imprenditore di successo, sta riuscendo a portare la sua azienda a crescere come vuole lui, ad un certo momento però un dipendente non fa bene il suo dovere, lui se ne accorge e lo riprende, il caso dopo un po’ si ripresenta e lui sa che questa volta lo deve punire, però…

…però lui ha di se l’immagine di “persona buona”, mentre pensa che chi decide azioni disciplinari nei confronti dei dipendenti sia un “bastardo”, e lui non vuole essere un bastardo!

Giovanni SA che deve agire, deve essere severo questa volta, ma saperlo non gli basterà, questo “conflitto irrisolto” a livello d’identità e di convinzioni, rispetto ai comportamenti da tenere, inevitabilmente gli farà da freno e non lo renderà efficace nel suo agire.

Riusciamo ad avere un comportamento efficace quando siamo completamente allineati, quando sappiamo molto bene che tipo di visione stiamo realizzando e che tipo di persona (identità) dobbiamo essere per riuscire a realizzarla al meglio.

Ad esempio se la nostra visione da realizzare è un futuro di speranza e di guarigione per un nostro famigliare sapremo che il nostro ruolo più adatto non è quello passivo di “famigliari in balìa dei pareri medici”, bensì quello attivo di “agenti di guarigione”, strumenti efficaci per dare il proprio contributo per stimolare al meglio la guarigione.

Questo cambia il nostro modo di percepirci, va a cambiare le nostre convinzioni, i nostri atteggiamenti, le nostre azioni, fino a cambiare l’ambiente intorno a noi.

Non vuole dire che saremo in grado di cambiare qualsiasi cosa intorno a noi, ma che riusciremo a portare il miglior contributo possibile in linea con la vision che vogliamo realizzare.

Se la vision da realizzare è “un posto di lavoro dove si produce valore in armonia con i colleghi” e mi accorgo che a livello di convinzioni penso cose tipo “non sarò mai in grado di andare d’accordo con questa qui” allora è meglio che prima di sforzarmi ad agire in modo accondiscendente (livello comportamento) mi attivi per cambiare questa mia convinzione limitante, altrimenti è come cercare di correre con una corda che ci tiene legati ad un palo.

Quando siamo consapevoli delle nostre posizioni in ogni livello siamo in grado di capire se potremo agire con efficacia ed efficienza oppure se fare qualcosa ci comporterà un sacco di fatica, buona parte della quale spesa a combattere contro noi stessi!

Allineare i nostri livelli logici è la garanzia di riuscire a dare il meglio di noi rispetto al nostro obiettivo.

Se vuoi approfondire queste tematiche sull’allineamento dei livelli logici guarda nello spazio “Eventi” del sito o ricerca “livelli logici” per vedere quando è la prima serata in cui trattiamo questo tema.

Emozioni Mente Azioni

EMOZIONI MENTE AZIONI: Le convinzioni che fanno la differenza

Ravenna 1 MARZO 2011 ore 20.44.

Ciò ci cui siamo CONVINTI determinerà come AGIREMO e anche i RISULTATI che otterremo.

Capire quanto le convinzioni sono determinanti nei risultati della nostra vita sarà la prima parte della serata.

Ci eserciteremo poi a riconoscere le nostre convinzioni, e anche a modificarle rendendole più efficaci rispetto ai nostri obiettivi.

Ti aspettiamo alla casa delle associazioni, in via Oriani, 44 a Ravenna (parcheggio zona ex-macello)

La serata avrà una durata di circa due ore ed è gratuita per i soci dell’associazione Porte Aperte per la Salute Mentale (www.porteaperteravenna.it), mentre a chi non è socio viene richiesto un libero contributo per l’associazione.

EMOZIONI MENTE AZIONI: le àncore dei nostri stati d’animo quotidiani

Faenza 15 FEBBRAIO 2011 ore 20.33.

Quando sentiamo quella canzone, o quando vediamo quella situazione o quando andiamo in quel luogo entriamo immediatamente in un certo stato d’animo.

Un àncora è uno stimolo esterno preciso che ha una precisa neuro-associazione.

L’obiettivo della serata è capire come funzionano le nostre àncore, riconoscerle, e soprattutto modificare quelle che non ci piacciono sostituendole con altre più efficaci per noi.

Ci troviamo alle 20.33 alla Sala delle associazioni, in via Laderchi 3/a a Faenza (parcheggio dietro al duomo o alle poste).

La serata avrà una durata di circa due ore ed è gratuita per i soci dell’associazione Porte Aperte per la Salute Mentale (www.porteaperteravenna.it), mentre a chi non è socio viene richiesto un libero contributo per l’associazione.

EMOZIONI MENTE AZIONI: la gestione dello stato d’animo con l’uso del FOCUS

Ravenna 25 GENNAIO 2011 ore 20.44.

FOCUS e’ ciò su cui ci focalizziamo, ci concentriamo, ciò che, più di altro, diventa la nostra realtà. Mai successo che in una bellissima giornata di sole ci sentissimo tristi? O che, al contrario, in una giornata terribile ci sentissimo bene? Questo succede perché ciò che viviamo e’ la nostra realtà “interna”, ciò su cui siamo “focalizzati”.

I campioni sono coloro che riescono a mantenere la propria concentrazione su ciò che hanno deciso essere la loro realtà.

Se ti interessa conoscere l’effetto del FOCUS sul tuo stato d’animo, imparare a guidare la tua attenzione dove vuoi che stia, ti aspettiamo alla casa delle associazioni, in via Oriani, 44 a Ravenna (parcheggio zona ex-macello) Offerta libera per l’associazione Porte aperte alla salute mentale (www.porteaperteravenna.it)

COMUNICAZIONE EFFICACE: IL MILTON MODEL

Conoscere gli schemi comunicativi dei grandi comunicatori per gestire meglio la nostra realtà

La realtà NON esiste. Almeno non ne esiste UNA sola come ogni tanto ci viene fatto credere. Abbiamo visto che le realtà sono tante quante sono le nostre diverse coscienze soggettive. Ciò che per me è scarso per qualcun altro può essere ottimo, dove qualcuno vede una disgrazia, altri vedono un’opportunità…

Per questo è importante capire in base a cosa costruiamo il nostro mondo utilizzando il linguaggio per descriverlo. Per questo cominceremo  il 2011, mercoledì 12 gennaio, conoscendo più da vicino la figura affascinante di Milton Erickson, e soprattutto ci metteremo in condizione di capire come funziona il linguaggio “ipnotico”, o suggestivo o efficace che dir si voglia…

Come al solito non ci basta capire, capire e basta serve a poco, faremo anche qualche passo nell’applicare nella nostra vita quotidiana queste conoscenze che sono in grado di migliorarci la vita, non perchè la cambiano, ma perchè danno a noi più risorse per affrontarla…

Ci troviamo alle 20.33 alla Sala delle associazioni, in via Laderchi 3/a a Faenza (parcheggio dietro al duomo o alle poste).

La serata avrà una durata di circa due ore ed è gratuita per i soci dell’associazione Porte Aperte per la Salute Mentale (www.porteaperteravenna.it), mentre a chi non è socio viene richiesto un libero contributo per l’associazione.

AFFRONTARE LE PROPRIE EMOZIONI PER VIVERLE MEGLIO

Come possiamo essere più efficaci nella gestione delle nostre emozioni?

Mai andato nel pallone? E come ci si sente quando viviamo emozioni positive? Mai dimenticato cose importanti che sapevi? Mai provato la sensazione di non poter fare nulla, schiacciata dalle emozioni? Le emozioni giocano un ruolo fondamentale nella vita di ogni persona: non conta quante cose sappiamo fare, conta solo quali cose facciamo nel momento in cui ne abbiamo bisogno.

Come famigliari di persone che hanno problemi di salute mentale conosciamo bene il termine “montagne russe emotive” per dire che un giorno siamo euforici, fiduciosi che le cose andranno per il meglio, mentre poco dopo ci troviamo in condizioni di sfiducia, di dolore, convinti che non si possa fare nulla.

Ma chi non ha mai vissuto queste sensazioni nella propria vita?

Se vuoi conoscere meglio questa tematica e soprattutto vedere come poter agire per non sentirci “in preda” alle emozioni, ma al contrario, navigare a vele spiegate nelle “tempeste emozionali” allora vieni Martedì 14 dicembre, ci dedicheremo espressamente a queste tematiche.

EMOZIONI MENTE AZIONI: la gestione dello stato d’animo con l’uso del LINGUAGGIO

Ravenna 22 DICEMBRE ore 20.44.

Nella gestione del nostro stato d’animo un ruolo importante lo hanno i nomi, le “etichette” che mettiamo sugli eventi: è una situazione disperata? O è solo un’evento impegnativo da gestire?

Eppure a volte pensiamo e parliamo senza CONSAPEVOLEZZA della forza che hanno le parole che diciamo.

In questa serata vogliamo capire bene questi meccanismi rendendocene CONSAPEVOLI ed acquisire risorse e automatismi per usare a nostro favore il potere delle parole.

Quindi se ti interessa riconoscere l’effetto delle tue parole sul tuo stato d’animo, imparare a sostituire parole depotenzianti con altre potenzianti, creando stati di possibilità al posto di stati di perdita,  ti aspettiamo in via Gnani, 16 a Ravenna (vicino al cinema city). Offerta libera per l’associazione Porte aperte alla salute mentale (www.porteaperteravenna.it)

EMOZIONI MENTE AZIONI: la gestione dello stato d’animo con l’uso della fisiologia

A Ravenna la sera del 23 novembre riprendiamo i discorsi sulla nostra capacità di determinare il nostro destino.

Siamo destinati a ripetere gli schemi mentali che ci hanno accompagnato fino a qui?

Beh, se ci piace lo possiamo fare, ma se alcuni non ci piacciono allora possiamo cambiarli.

Ce lo siamo detti fino stancarci: possiamo cambiare, le abitudini sono solo schemi ripetuti, il carattere è una somma di abitudini acquisite e rinforzate nel tempo.

Benissimo, ora cominciamo a vedere COME uscire dagli schemi che non ci piacciono più.

Il primo degli strumenti che approfondiamo è proprio l’uso del nostro corpo per entrare negli stati d’animo più funzionali.

Infatti non esistono stati d’animo buoni o cattivi, giusti o sbagliati, sono tutti giusti, sono i nostri! Ne esistono semplicemente qualcuno più adatto ad affrontate alcune situazioni anziché altre.

Ad esempio se un mio famigliare è nervoso e io voglio mantenere la calma posso beneficiare di uno stato d’animo comprensivo, rilassato, imperturbabile. Lo stesso stato d’animo però non è funzionale se devo scuotermi dal torpore mattutino e correre a prendere il treno.

Ogni situazione ha il suo stato psico-fisico adatto, martedì 23 vedremo come riuscire ad entrare sempre più facilmente nello stato che desideriamo utilizzando il nostro corpo.

In questi giorni, tenendo un corso di public speaking (detto anche parlare in pubblico;-) risulta evidente un aspetto fondamentale al gruppo dei partecipanti: se sei nel giusto stato puoi fare qualsiasi cosa, se non sei nel giusto stato non puoi dare il meglio di te.

Quindi se ti interessa conoscere meglio i funzionamenti del nostro corpo sulla nostra mente, vedere i legami tra postura, movimenti, respirazione, ecc… ti aspettiamo in via Gnani, 16 a Ravenna (vicino al cinema city) 23 novembre dalle 20.44, offerta libera per l’associazione Porte aperte alla salute mentale (www.porteaperteravenna.it)

RISTRUTTURARE LE CONVINZIONI

Perché non tutto ciò che credi è sempre buono per te e non tutto ciò che credi non può essere cambiato a tuo favore…
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“Non posso più imparare alla mia età”

“Con le donne ormai ho chiuso”

“Sono fatto così, e il carattere non si cambia…”

Queste sono solo alcune delle frasi che rispecchiano quelle che per qualcuno sono verità assolute, per altri semplicemente delle convinzioni che abbiamo.

E le convinzioni si possono cambiare se ci accorgiamo che non ci stanno aiutando a vivere meglio.

In effetti si tratta di imparare a “ristrutturare” (come si dice in gergo) le convinzioni, siano esse le nostre o anche quelle di qualcuno intorno a noi.

Capita infatti di voler aiutare qualcuno che “si sta buttando giù”, si dice cose negative che rinforzano uno stato d’animo già non positivo.

Un modo veloce ed efficace è quello che ha messo a punto Robert Dilts, uno dei padri della programmazione neuro linguistica: la ristrutturazione delle convinzioni mediante il linguaggio.

Ad esempio a chi dice: “Non ce la posso fare, non sono capace”; ristrutturando questa convinzione limitante possiamo dire: “Non esistono persone non capaci, ma solo persone in stati emotivi senza risorse”.

In questo modo sposto l’attenzione della frase su qualcosa di diverso e di molto più facilmente modificabile a nostro vantaggio (lo stato emotivo).

Ho visto molte persone riprendere in mano il loro destino, risollevarsi da momenti di difficoltà, semplicemente perché qualcuno (anche loro stessi) gli aveva dato una chiave di lettura diversa e più efficace per uscire dalla gabbia in cui si erano chiusi.

Per questo dedicheremo la serata del 13 di ottobre alla ristrutturazione delle convinzioni, lo faremo come al solito in modo interattivo, in modo che ci sia la possibilità per chiunque vuole di sperimentare immediatamente il funzionamento di queste metodologie.

Ci troviamo alle 20.30 alla Sala delle associazioni, in via Laderchi 3/a a Faenza (parcheggio dietro al duomo o alle poste).

La serata avrà una durata di circa due ore ed è gratuita per i soci dell’associazione Porte Aperte per la Salute Mentale (www.porteaperteravenna.it), mentre a chi non è socio viene richiesto un libero contributo per l’associazione.

Articolo del 20 agosto 2010.

Il 26 agosto parleremo di Comunicazione efficace. In particolare vedremo quanta rilevanza ha per la nostra mente il rapporto con una comunicazione sana, verso gli altri e verso noi stessi.Vedremo come a volte siamo noi stessi a creare le gabbie nelle quali siamo prigionieri.

Che cosa intendiamo per liberarci dalle “gabbie”  della nostra comunicazione?

Ogni volta che esprimiamo un concetto rinforziamo un’idea nella nostra mente.

Peccato che a volte rinforziamo idee che non ci portano niente di buono e per di più non sono vere!

Abbiamo già visto come ognuno di noi ragioni seguendo una propria mappa, quello che vedremo giovedì è che questa mappa che creiamo nella nostra mente può essere arricchita.

Infatti nel costruire la nostra mappa del mondo (che include relazioni, persone, significati…) abbiamo dovuto semplificare, e semplificando a volte abbiamo lasciato indietro cose che poi ci vincolano.

Ad esempio se la mia prima relazione amorosa è stata problematica la semplificazione che ne può derivare è “non sono capace di relazionarmi con l’altro sesso” o anche “gli uomini/le donne sono…” il che mi impedisce di fatto di avere relazioni amorose soddisfacenti in futuro.

Saper indagare nel nostro linguaggio ci consente di scoprire che l’etichetta che abbiamo affibbiato a noi stessi piuttosto che al resto del mondo non è proprio così esatta, mentre spesso ci comportiamo come se lo fosse!

Articolo del 4 luglio 2010:

Sono ormai diversi mesi che questo è un appuntamento fisso dedicato all’associazione Porte Aperte alla Salute Mentale e a chiunque vuole trarre beneficio dal comunicare meglio.

Ancora una volta si dimostra come “siamo tutti sulla stessa barca”, per tutti è interessante poter migliorare la propria capacità di comunicazione e che si tratti di farsi capire meglio da un figlio in difficoltà o da un cliente, i meccanismi mentali sono gli stessi.

In particolare, dopo avere visto i concetti di base della comunicazione, aver esplorato la magia del rapport tra gli esseri umani, esserci cimentati con il concetto di comunicazione persuasiva, vedremo come conoscere meglio gli altri.

Vedremo cioè, ancora una volta, come sia più facile farci capire dagli altri quando parliamo la loro lingua, e che ci sono degli strumenti per capire più velocemente qual’è la lingua che parlano, qual’è il modo più efficace nel quale possiamo esprimere un concetto.

Vedremo in particolare i metamodelli, cioè le caratteristiche intrinseche degli schemi delle persone… conoscete persone più spinte dal guadagno, e altre decisamente più interessate a “non perdere”?

Il concetto si lega all’efficacia di comunicazione…

Articolo del 10 gennaio 2010:

Quando la comunicazione si può definire “efficace”?

Quando raggiunge l’obiettivo; e l’obiettivo è quello di riuscire a trasmettere un concetto, un’idea, un punto di vista a qualcuno.

A tutti capita di avere situazioni e persone con le quali ci si capisce al volo e altri decisamente meno facili

Qualcuno pensa che sia il caso, ma chi ci ha studiato sopra ha scoperto cose diverse…

Come famigliari di persone con problemi di salute mentale sappiamo bene quanto è importante la comunicazione.

Sappiamo bene quanto dire o non dire una cosa, e dirla in un certo modo cambia completamente la situazione, lo svolgersi degli eventi.

Riuscire a far passare un concetto in una certa situazione può cambiare la situazione stessa: ad esempio riuscire a vedere un momento di difficoltà come un momento di crescita può essere di estremo aiuto nell’atteggiamento con il quale si vive, e poi si affronta, quel frangente specifico.

E questa è una cosa che può servire a tutti, tutti i giorni e in tutte le situazioni, sul lavoro con un collega o un capo “ostico”, con gli amici, con il vigile che ci vuole fare la multa…

Comunicare in modo efficace prevede anzitutto una presa di responsabilità: da chi dipende il fatto che la mia comunicazione raggiunga lo scopo?

Sono gli altri che non mi capiscono o sono io che non sono ancora riuscito a farmi capire?

Perché, se dipende dagli altri, io ci posso fare molto poco, mentre se decido che dipende da me devo fare qualcosa di diverso se voglio ottenere qualcosa di diverso… posso acquisire nuovi strumenti, nuovi punti di vista sulla situazione che mi diano nuove chance di raggiungere un risultato più vicino a quello che desidero.

Questo è un primo passo verso la comunicazione efficace, rendersi conto che il modo nel quale agirò cambierà la situazione, e accettare la nostra responsabilità di poter ottenere risultati diversi facendo cose diverse, in modo diverso.

Ma qual è questo modo che “funziona meglio”?

Per fare questo passaggio ci serve capire che ognuno di noi ha il suo “punto di vista”, la sua “mappa del mondo” e che non esiste un solo modo per dire le cose in modo efficace, ne esistono tanti quante sono le persone a cui ci rivolgiamo.

Infatti ognuno dei nostri interlocutori ci “interpreterà” secondo “la sua mappa del mondo”, dando un significato diverso a ciò che diciamo a seconda di “come la vede”.

Capire che se i risultati che otteniamo non sono quelli che desideriamo dobbiamo cambiare qualcosa NOI nella nostra comunicazione è già un grande passo.

Capire come farlo è  il successivo, per il quale possiamo semplicemente guardarci intorno e notare come ogni persona stia mostrando in quello che fa, e in quello che dice, come è fatta “la sua mappa”.

Se vogliamo capire gli altri e farci capire è sufficiente sapere cosa notare di quello che viene detto e fatto dal nostro interlocutore e risalire tramite ciò alla sua “mappa”.

Con un po’ di esperienza derivante da un esercizio quotidiano, possiamo riuscire a capire e a farci capire da qualsiasi mappa incontriamo, c’è un solo requisito essenziale: che ci adoperiamo direttamente, che ci mettiamo in gioco.

Essere dei bravi comunicatori non ha tanto a che fare con la nostra abilità oratoria, ma piuttosto con quello che riusciamo a cogliere della situazione e con la nostra volontà di agire in modo diverso per ottenere risultati diversi…

Più ci eserciteremo e più ci renderemo conto che molto dipende da noi, e che, con un po’ di conoscenza in più e un sano allenamento possiamo facilmente sviluppare le qualità che ci servono per raggiungere i risultati di comunicazione che desideriamo.

Durante la serata conosceremo strumenti per migliorare la nostra comunicazione e li potremo sperimentare fin da subito in modo che diventi più facile renderli automatici nella vita di tutti i giorni.

La serata è gratuita per gli associati di Porte Aperte e agli altri viene richiesto un libero contributo per l’associazione.