Come capire se un consiglio è buono?

Tutti sono bravi a dare consigli, ma come capisci se i consigli che ti vengono dati sono buoni o no?
Dai ascolto a tutti, o scegli fra i vari consigli quelli che ti sembrano i migliori?

Sai quello che va in giro a dar consigli a tutti? Eh, dà consigli a tutti perché gli piace dar consigli, perché fa figo dar consigli!

Io do consigli quindi mi metto in una certa posizione” pensano…
Peccato che se non ne so non ne so!

Ok, quindi come si capisce se un consiglio è buono? Eh, bella domanda, non è mica semplice!
Qualche indicatore però c’è, perché qualche indicatore ce l’abbiamo sempre.
Il primo è sentire se l’altra persona ha una buona intenzione in quello che mi dice. Quindi cercare di capire cos’ha quella persona di buono per me, quanto di quello che mi dice nasce da una BUONA INTENZIONE.

E li è una cosa che “senti”, poi è una cosa che puoi anche valutare dal punto di vista logico e razionale certo, però prima di tutto la “senti dentro”.

Ascolti e ti dici ok, al di là di quel che mi ha detto, perché mi vuol dire questa cosa? Perché è importante per questa persona avermi detto questa cosa? E quindi già li capisci se c’è una buona intenzione o se non c’è, se la vedi o se non la vedi. E qual’è.

Ed è un pezzo, però non basta! Perché, come dicono i proverbi, le vie dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni…

Quindi, la buona intenzione ok, è una condizione necessaria, ma non è una condizione sufficiente. Beh, a volte non è nemmeno necessaria, ma di sicuro non è sufficiente!

Quindi la buona intenzione è bene che abbia di fianco uno strumento molto potente, che è la consapevolezza, ovvero la COMPETENZA.

Ma poi, ti do un consiglio su che? A volte ci sentiamo dire cose tipo: “Ti voglio tanto bene e ti voglio dare un consiglio perché tu stia bene, e allora ti consiglio di prendere due aspirine al giorno”. E perché due aspirine al giorno?” ci chiediamo! E la classica risposta: “Ah non lo so, però lo fa mio nonno e funziona un sacco!

E qui dobbiamo farci la domanda giusta, che è: “Ho capito che funziona con tuo nonno, ma tu che esperienza, che competenza, che consapevolezza di salute hai per darmi questo consiglio?”

Eh, se non ne hai perché non hai studiato medicina, perché non hai la minima idea di come funzioni l’aspirina e perché non stai nemmeno tanto bene tu, ok le buone intenzioni, però il consiglio non è certo dei migliori.

Se cerco di aiutarti ma non ne so nulla di quello di cui sto parlando, allora non solo non ti aiuto, ma faccio anche dei danni!

Quindi non bastano le buone intenzioni.

Questi due parametri messi insieme ci aiutano un pochino a capire se il consiglio che ci arriva è buono o no. Cioè bisogna valutare chi me lo sta dando e perché lo sta facendo. E nel chi me lo consiglia vado a vedere competenze, capacità, esperienza… Dobbiamo chiederci: “ma questo è uno bravo?”

Cioè, se devo mettermi a dieta, potrò mai seguire i consigli per dimagrire di uno che magari è obeso? Uhmm, qualche domandina me la faccio.

Oppure mi conviene seguire i consigli per dimagrire provenienti da uno che vende prodotti dimagranti? Ecco, questa è un’altra domanda che mi devo fare.

Perché magari il consiglio viene davvero dal cuore, ma magari invece viene dal portafoglio, quindi un passaggino bisogna farselo…

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