Perché non raggiungi i tuoi obiettivi?

COSA FAI PER RAGGIUNGERE I TUOI OBIETTIVI?
Ti sembrano sempre lontanissimi o irraggiungibili?

Disegna, scalino dopo scalino, il percorso che ti farà raggiungere il tuo obiettivo, ACCENDI IL TUO POTERE PERSONALE!

Spesso le persone non ottengono i loro obiettivi per un motivo molto semplice: non hanno obiettivi.
Pensa a che cosa vuoi veramente, pensa ai tuoi sogni e trasformali in obiettivi.

Wow! Figo! E poi? E poi bisogna che li ritrasformi in altri sotto-obiettivi.

https://youtu.be/Hd6R_MANpPM

Ok, fatto. E poi?

E poi bisogna che cominci a disegnare la strada per arrivarci!

Questo significa vivere il sogno, questo significa camminare con piacevolezza godendosi il viaggio verso ciò che desideri.

Quindi passaggio fondamentale è riportare la nostra attenzione ai nostri obiettivi, ciò che veramente vogliamo per noi. E per fare questo è molto semplice, ti fermi, ti prendi un po’ di tempo per te, INVESTI un po’ di tempo PER TE e guardi, guardi cosa c’è che ti piace nella tua vita, con molta serenità, e guardi anche cosa c’è che non ti piace nella tua vita, con molta serenità.

E con molta determinazione ti dici:

“Ok vorrei una cosa diversa. Non ce l’ho, ma vorrei una cosa diversa. E da li cominci a disegnare il tuo obiettivo.”

Lo disegni e cominci a pensare a come raggiungerlo.

Fai il tuo percorso e poi prendi una sana abitudine, ogni volta che stai per far qualcosa ti chiedi: qual’è l’obiettivo di questa cosa? E quanto mi avvicinerà questa cosa al mio sogno, al mio obiettivo grande?

Fallo tutti i giorni, più volte al giorno, ogni volta che stai facendo qualcosa di specifico. E vedrai come cambia.

Goditi il viaggio!

Paolo.

Le domande quotidiane per…

Estratto della trasmissione su radio RCB “Pensa positivo e mettilo in pratica”

Puntata n.56 del 25 agosto 2014.

the-thinker-rodinMi è stato chiesto se ci sono delle domande che più di altre sarebbe bene ricordare di farsi, tutti i giorni per abituarci a tenere il nostro pensiero dove vogliamo che stia e dove funziona meglio, bene, ho trovato questa lista che molti anni fa ho elaborato a partire da un lavoro di Anthony Robbins.

Se mi trovo ad affrontare un problema può essere una buona idea partire chiedendosi:
“Cosa c’è di buono in questa cosa che mi è successa?”

ma anche
“Cosa posso fare per migliorare questa situazione?”

e
“Cosa posso imparare da questa vicenda?”

inoltre
“Cosa sono disposto a fare perché questa situazione diventi come la desidero?”

e
“Cosa sono disposto a non fare più perché questa situazione diventi come la desidero?”

Infine non dimentichiamo mai di metterci un po’ di piacere, quindi:
“Come posso rendere il più piacevole possibile il percorso per arrivare dove desidero?”

Queste le domande per affrontare un problema, mentre vi sono domande che è bene farsi la mattina e altre che è bene farsi la sera, la selezione è questa:

Domande del mattino:

“Che cosa nella mia vita, oggi mi rende più felice?”
“Di che cosa nella mia vita, oggi posso essere più grato?”

Domande della sera:

“Che cosa ho imparato oggi?”
“Che cosa ho dato agli altri oggi?”
“In che misura oggi ho contribuito ad aumentare la qualità della mia vita?”.

Ricordati che le domande ci portano dove vogliamo stare, e prima di addormentarci o appena svegli forse è più importante, ma anche funzionale, rilassarci con un sorriso piuttosto che innervosirci con un problema.

Pensa positivo… e mettilo in pratica!
…godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!

Ciao! Alla prossima!

Ascolta la traccia audio

Mindfulness

Ma cos’è questa mindfulness?

In wikipedia ne parlano così:

la mindfulness deriva dalle pratiche buddiste, dallo zen e dalla meditazione yoga. E’ una modalità di prestare attenzione, momento per momento, al qui ed ora, in modo intenzionale e non giudicante.

Perchè è interessante a mio avviso? Semplicemente perchè consente di prendere consapevolezza di sé, e di diventare persone migliori.

Inoltre è uno strumento estremamente facile da apprendere e da utilizzare.

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Come mai mi sono avvicinato a questa pratica? Già una decina di anni fa, dopo aver letto un articolo sul cervello, e avere visto come alcuni psichiatri d’avanguardia la utilizzassero già con successo, in alternativa/aggiunta alle cure farmacologiche, andai a cercare qualche libro sull’argomento e da allora, mi sono esercitato quotidianamente in queste pratiche (che ho miscelato con le meditazioni che avevo preso e adattato dal chi-gong.

Era rimasta lì, un po’ sospesa, dopo un corso che non mi aveva entusiasmato (forse per il trainer…)

Quest’anno sono stato ad un convegno sulla mindfulness, ho visto l’opportunità di partecipare come trainer ad un progetto su scala nazionale… ma di questo ne parliamo meglio la prossima volta.

La mindfulness al di là delle pratiche è un vero e proprio modo di ESSERE, vivere nel presente, vivere il presente, essere presenti, vivere intensamente ogni singolo attimo, ogni singola esperienza.

Quando parliamo di ben-ESSERE, essere in uno stato di così alta consapevolezza personale ci consente di vivere questo benessere, e questo consente al nostro team di essere al suo meglio (ma anche di questo parliamo meglio la prossima volta… 😉

Pnl di terza generazione, ma che è?

Sono tornato da pochi giorni dalla California dove ho avuto l’onore e il piacere di fare da assistente (assistant & resource person come vengono chiamati all’NLP University) al corso Practitioner che si è tenuto all’Università di Santa Cruz. In effetti ho visto il programma di diversi corsi practitioner di pnl in Italia e devo dire che le differenze sono importanti.

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Ma vediamo anzitutto cosa caratterizza la PNL di terza generazione. La pnl ha iniziato a svilupparsi proprio all’università di Santa Cruz a metà degli anni settanta, una prima generazione di pnl è stato il modello creato da Richard Bandler e John Grinder a partire dallo studio dei migliori terapisti dell’epoca. Era caratterizzato dall’idea che la pnl fosse qualcosa che “si faceva” agli altri, e che il “terapista” sapesse cosa serviva al “paziente”. Per questo si focalizzava principalmente su problem solving a livello di comportamenti e di competenze.

La pnl di seconda generazione fa la sua comparsa dalla metà degli anni 80, quando la pnl si cominciava ad espandere in tematiche oltre quella terapeutica. Pur rimanendo focalizzata nel rapporto uno a uno con i singoli individui, la pnl di seconda generazione esplora la relazione con più persone, andando ad applicarsi in settori come le vendite, la negoziazione, la formazione, la salute. I livelli sono più alti del semplice comportamento o capacità, e arrivano a coinvolgere le convinzioni, i valori e i meta-programmi (che possiamo immaginare come caratteristiche di schemi di comportamenti). Compaiono in questo periodo anche tecniche che utilizzano nuovi strumenti come la linea del tempo (time-line), le sub-modalità e le posizioni percettive.

La pnl di terza generazione ha iniziato ad essere sviluppata negli anni 90. Le applicazioni della pnl di terza generazione sono generative, sistemiche e centrate su livelli ancora più alti della precedente, quali identità, visione e missione. La pnl di terza generazione riguarda il cambiamento di sistema, e può essere applicata allo sviluppo organizzativo e culturale, come pure agli individui o alle squadre.

Una delle differenze chiave tra i tipi di pnl è che mentre la prima e la seconda generazione faceva perno solo sulla mente cognitiva la terza generazione di pnl vuole integrare le tre menti, quella cognitiva (centrata nel cervello), quella somatica (centrata nel corpo) e quella del campo (che deriva dalla nostra connessione e realzione delle nostre menti somatica e cognitiva con gli altri sistemi attorno a noi).

Di fatto la pnl di terza generazione aspira a sviluppare e sostenere una relazione organica di equilibrio tra queste tre menti, usando tecniche che, centrate nel corpo, favoriscano lo sviluppo cognitivo della persona nella sua interezza, collegandola, tramite relazioni, alla saggezza e alla guida di sistemi più grandi attorno a noi.
(tratto liberamente dal testo di riferimento dei practitioner dell’Università di pnl – NLPU)

Prossimamente parleremo ancora di pnl di terza generazione e delle sue applicazioni nella quotidianità.
Per ora goditi l’estate, magari ricordandoti di nutrire anche la mente, oltre che il corpo 🙂

Non è spontaneo!

Estratto della trasmissione su radio RCB  “Pensa positivo e mettilo in pratica”

Puntata n.31 del 21 luglio 2014.

Ciao!

Come è andata nel nuovo uso del tuo corpo?
Sorridere quando siamo nei guai, o assumere posture sicure quando ci sentiamo insicuri, o respirare profondamente e lentamente quando siamo agitati…

Qualcuno lo ha fatto e ha già tratto il vantaggio immediato di queste pratiche, qualcuno non lo ha fatto, e ha giustificato la propria scelta di non agire dicendo: “non è spontaneo!”.
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Ebbene sì, non è spontaneo, non è quello che facciamo già, anche perché se già lo fosse non ci servirebbe a niente impararlo, lo sapremmo già fare!

Ma cosa vuole dire spontaneo? Perché ogni tanto ci poniamo questo limite della spontaneità e ogni tanto invece ce ne freghiamo bellamente?

È spontaneo mangiare con la forchetta? O abbiamo imparato? È spontaneo chiedere per favore le cose? O ci è stato insegnato a farlo (e qualcuno ancora sta imparando). È spontaneo attraversare sulle strisce, masticare con la bocca chiusa, tenere la destra quando guidiamo…

Molte delle cose che oggi ci vengono più o meno spontanee una volta non lo erano, ed in altre culture non lo sono proprio (ad esempio se guidi tenendo la destra in Inghilterra o in Giappone rischi di farti molto male…)

Quindi ciò che diciamo essere “naturale” e “spontaneo” in realtà dipende da forti condizionamenti e faremmo meglio a chiamarlo semplicemente “abitudine acquisita”.

Il punto non è se qualcosa lo sentiamo come spontaneo o no, il punto è se quel comportamento ci aiuta a vivere meglio o no.

Quando ci togliamo l’alibi di fare cose “non buone” in quanto “non spontanee” allora possiamo allenarci con più dedizione a qualcosa che all’inizio è difficile, facendolo diventare sempre più facile, sempre più spontaneo e automatico, migliorando la qualità della nostra vita.

Pensa positivo… e mettilo in pratica!
…godendoti ogni passo del tuo viaggio di miglioramento personale!

Ciao! Alla prossima!

Ascolta la traccia audio