Cos’hai pensato negli ultimi due minuti?

Molta gente non sa a cosa ha pensato negli ultimi due minuti, perchè la nostra mente elabora pensieri continuamente e normalmente siamo consapevoli di ben pochi di loro.

Peccato però che  questi ci condizionano la giornata. schemimentali2

Arrabbiature, gioie, preoccupazioni: creiamo tutto questo inconsapevolmente, prima di viverlo consapevolmente.

Proprio così… spesso non siamo consapevoli di ciò che determina il nostro umore, le nostre sensazioni, addirittura le nostre azioni.

Abbiamo una specie di “pilota automatico”, piuttosto complesso, che ci fa reagire in uno schema stimolo-risposta.

Se succede una certa cosa, noi reagiamo secondo un certo schema.

Ma ti sei mai chiesto chi ha determinato le caratteristiche di quello schema?

Come mai agiamo proprio così, ma SOPRATTUTTO: come possiamo diventare NOI i padroni del nostro schema, in modo da agire come vogliamo e non come “ci viene spontaneo”.

Siamo pieni di modi di dire e di espressioni che manifestano proprio questa nostra non-responsabilità di azione: “mi fanno arrabbiare”, “non volevo ma mi è scappato detto”, “non posso trattenermi”…

Riconquistare il proprio potere personale, dipende da due cose: decisione e disciplina.

La decisione è il primo passaggio, se voglio andare da qualche parte devo prima decidere di farlo, allo stesso modo se voglio ottenere un risultato devo volerlo, e devo decidere che è possibile, senza ascoltare chi dice il contrario. Se non funziona avrai perso un pò di tempo ad allenare la tua mente (tempo sempre ben speso a mio avviso).

Se funziona avrai scoperto un tesoro fantastico!

La disciplina è il nostro piccolo allenamento quotidiano.

Se hai veramente DECISO di riprenderti il tuo potere personale allora fai la tua prima azione, manda una email a info@paolosvegli.it con nell’oggetto scritto: potere personale SI.

Riceverai via email le indicazioni per poter cominciare ad allenarti, esercitando la tua disciplina.

I risultati di domani sono figli delle decisioni di oggi (e delle conseguenti azioni!).

Mai camminato sui carboni ardenti? Forse dovresti provare!

In questi ultimi giorni al telegiornale è passata una notizia a cui è stato dato molto rilievo: 9 persone sono finite al pronto soccorso per le ustioni dovute alla prova di pirobazia (o fire walking come dicono quelli che parlano forbito).

Il taglio della notizia era piuttosto canzonatorio nei confronti di questa pratica e di chi ha deciso di affrontare la prova.

firewalking

Ma a cosa serve un’esperienza del genere?

Come dico sempre quando facciamo prove speciali con i clienti “non potrete mettere questa cosa nel vostro curriculum”.

Inoltre per tutti gli scettici garantisco che il rischio è reale, non ci sono trucchi… ed è per questo che funziona!

Infatti cosa succede nella nostra mente quando affrontiamo questo tipo di prove?

Di fatto stiamo affrontando una paura atavica; sappiamo tutti che non è una buona idea avvicinarsi troppo a qualcosa che è a 800 gradi!

E sappiamo anche che una tavola di legno di 24 mm che può sostenere il nostro peso NON si può rompere con le mani.

E sappiamo che a cadere dall’alto ci si fa male…

“Sappiamo” un sacco di cose, ma molte di queste fanno parte del reticolo delle nostre “convinzioni limitanti” dove ci sono anche dati come: “quanto posso guadagnare al massimo”, “a cosa posso aspirare nella vita”, “quali sono le mie reali capacità”.

Spesso far ottenere migliori risultati alle persone significa prima di tutto liberarli dall’idea limitante che si trovano in testa (e a volte senza nemmeno sapere il perché) di cosa è possibile e di cosa è impossibile.

E qui torna utile una “prova speciale”.

Una prova che è la metafora del confronto con le nostre paure, i nostri limiti, l’accettare supinamente che possiamo essere solo questo e non di più.

Chiaro che superare la prova in sé richiede coraggio (mai stato in piedi sopra un palo alto 10 metri?) ma il punto è che:

  1. mi dimostro con dei FATTI che quello che credevo essere una cosa impossibile per me è POSSIBILE.
  2. facendo una accurata preparazione all’evento curo la forza della metafora, associo alla “prova speciale” la mia reale sfida quotidiana, creando così un condizionamento mentale che mi rende decisamente più facile affrontarla al meglio nella “vita reale”.

copertina libro

Nel capitolo che ho scritto nel libro “Cambiare con creatività”  dico proprio questo: la forza della metafora può generare risultati straordinari nella nostra mente.

E quando nella nostra mente si superano certe convinzioni limitanti siamo in grado di ottenere risultati straordinari che prima non credevamo possibili.

E qui sta l’inghippo.

Pensare di ottenere risultati straordinari è il primo passaggio, il secondo è AGIRE per ottenerli: spesso le persone non fanno nemmeno il primo passaggio, e sai perché?

Per PAURA, paura di non farcela, di essere delusi, di “sprecare energie” ( su questo tema ci ho scritto un intero libro, che uscirà a breve) la fregatura è che chi “non ci crede”, chi rinuncia a giocarsela poi spesso farà da freno anche agli altri…

Da Anthony Robbins tra le altre cose abbiamo anche camminato sui carboni ardenti e le persone che hanno fatto questa esperienza avendola preparata bene e vissuta bene ti dicono che gli ha fatto ottenere risultati migliori nella vita di tutti i giorni.

Una mia amica mi ha anche detto che il giorno dopo il servizio al telegiornale i suoi colleghi l’hanno presa in giro su questo fatto di fare le “americanate”.

Un momento…

A chi non piacerebbe migliorare i propri standard?

Eppure non tutti si cimentano con i propri limiti…

La gente mediamente si diverte a ridere di chi fa “cose diverse dal solito” per migliorarsi e crescere sostanzialmente perché ha PAURA  di non riuscire a farlo… preferisce esorcizzare questo disagio che affrontarlo.

E se invece di sfottere chi fa queste cose andassimo a parlare con chi ha cambiato la propria vita grazie alla propria crescita personale, anche attraverso qualche “prova speciale”? In fondo se ne sono “bruciati” 9 ma ce ne sono migliaia tutti gli anni che fanno firewalking ed hanno dei benefici!

Credo che le “prove speciali” possano supportare al meglio la nostra crescita come persone, e per questo ho promosso e sostenuto la nascita di questa associazione sportiva dilettantistica dal nome suggestivo: MuoviMentelogo MM

L’obiettivo è quello di dare ancora più strumenti a chi preferisce affrontare la PAURA di non farcela piuttosto che accettare la certezza di non averci nemmeno provato.

Possiamo scegliere ogni giorno se prendere in giro chi si sta mettendo in gioco (anche con strumenti che ci possono facilmente fare sorridere) oppure metterci in gioco anche noi…

Per dirla con Edoardo Bennato nella sua straordinaria canzone “L’isola che non c’è”:

…e ti prendono in giro se continui a cercarla,

ma non darti per vinto perché

Chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle

Forse è ancora più pazzo di te!

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Il vero valore del network

IL VERO VALORE DEL NETWORK

Ieri sono stato a Firenze, ma non a celebrare il 25 aprile, e nemmeno a vedere la partita.

Sono stato ad un meeting di trainer e coach, un meeting speciale per tanti motivi: un meeting che poteva finire bene, ma poteva anche finire a male parole.

Ma cosa c’è di speciale in questo network?

il primo aspetto è che si tratta di un network molto aperto e molto attivo tanto è vero che la metà dei 16 presenti non sono ancora inseriti nel network, almeno non ufficialmente. Mancavano diversi componenti del network e diversi altri che desiderano aggiungersi (alcuni in gita, altri con impegni improrogabili).

Era un meeting che abbiamo fatto dopo molti (per qualcuno anche troppi) mesi, mesi nei quali abbiamo lavorato insieme, scambiato esperienze, creato valore per i nostri clienti e per noi stessi.fiorentina2-calcio

Mesi nei quali ci sono stati anche scontri, malintesi, permali, atteggiamenti ritenuti offensivi e di non rispetto degli altri.

Anche per questo è stato importante che ci siamo visti, ascoltati, confrontati sui temi che ci uniscono (la passione per la crescita, la formazione, l’apprendimento) e anche su quelli che ci creano più difficoltà.

Anzi, riguardo a questo, mi sono svegliato stamattina con un pensiero: dico sempre che le persone portano tanto più valore aggiunto nel loro lavoro quanto più lontani sono i punti che riescono ad unire nella loro formazione, (ad esempio l’ingegneria gestionale, lo zen e la pnl), e le reti?

Qual è il valore aggiunto delle differenze in un network?

Non è lo stesso? Se tutti la pensassimo uguale su tutto sarebbe molto facile andare d’accordo tra noi, ma non ci saremmo di grande stimolo l’un l’altro.

Credo che la forza del network, di un network propulsivo, generatore di valore, come vuole essere PLS coaching, non sia solo nel “numero di punti che unisce”, credo che ci sia una variabile molto importante che è la distanza tra questi punti, cioè la diversità che riesce ad integrare.

È vero che dico sempre ai corsi di comunicazione che il proverbio giusto è: “chi si somiglia si piglia” mentre “gli opposti si attraggono” funziona all’inizio, poi ci si dà un sacco di botte e poi si respingono di nuovo.

È vero che è più difficile andare d’accordo con chi ha modalità comunicative molto diverse da noi, con chi ha reazioni allo stress diverse dalle nostre, gestione dello stato diverso dal nostro, visione di relazioni economiche diverse dalla nostra, MA se riusciamo a superare la fatica iniziale aggiungiamo alla nostra “mappa del mondo” qualcosa di molto prezioso, un punto di vista in più, una possibilità in più.

Quante volte ci troviamo con colleghi, collaboratori, capi, soci, che “non capiamo”, che ci infastidiscono con il loro modo di fare?

Quante volte mi trovo a gestire queste situazioni per lavoro, seguendo più di un network di aziende…

Ora per me, e credo anche per tutto il network PLS coaching è più chiaro che possiamo integrare queste differenze, arricchirci di queste diversità, sapendole leggere per quello che sono, diversi punti di vista.

Questo ci richiederà di accordarci prima, di chiarirci bene su cosa faremo e come lo faremo, sul significato che hanno le cose che diremo, ma questo ci darà una spinta straordinaria per generare un futuro ancora più fantastico, che comprende i sogni di tutti!

logo PLS coaching

Voglio ringraziare tutti i presenti di ieri, in particolare:

Lapo, Valentina, Stefania per aver organizzato e gestito alla grande l’incontro,

Valentina in particolare per la legge di Reed (che alla luce di quanto PLS meeting Firenzesopra proporrei di modificare in: (2N-N-1)*ΣD dove ΣD è la sommatoria delle distanze tra i nodi 😉

Lapo per il grande impulso che sta dando al network nella direzione dei corsi di pnl e la sua straordinaria capacità di attrarre le persone

Stefania per il suo apporto prezioso e la sa competenza sulla comunicazione di PLS coaching nel web

Isania per il suo entusiasmo naturale, e l’intervento veramente efficace sulla motivazione (let’s celebrate! And have a good time!)

Nina per l’idea della PLS Academy, strumento che si pone sul mercato con l’idea di essere differente e di fare la differenza

Simone, per la sua visione del business con le aziende e la sua energia

Fabio, per l’idea del “pocket coaching”, le slides che ti aiutano nella gestione dello stato d’animo

Diego per le informazioni organizzative per Metaforum, che darà l’opportunità ad alcuni di noi di essere nella stessa manifestazione insieme a guru del calibro di Robert Dilts e di Stephen Gilligan

Walter fantastico l’esercizio di chi-gong, ti chiamo per il team building a vela del 20 maggio in toscana

Marco (che procede con il “progettone” con la rete Audi da bravo “coachulente”)

Cinzia, Valentina, Andrea, Raul, Niccolò, Claudia per i contributi che durante la riunione e tra un gelato e un panino hanno saputo dare alla crescita di tutto il team.

Ora non ci resta che rimboccarci le maniche e goderci tutte le opportunità che ci offriamo quanto decidiamo di essere più di quello che saremmo da soli!