Perché non raggiungi i tuoi obiettivi?

COSA FAI PER RAGGIUNGERE I TUOI OBIETTIVI?
Ti sembrano sempre lontanissimi o irraggiungibili?

Disegna, scalino dopo scalino, il percorso che ti farà raggiungere il tuo obiettivo, ACCENDI IL TUO POTERE PERSONALE!

Spesso le persone non ottengono i loro obiettivi per un motivo molto semplice: non hanno obiettivi.
Pensa a che cosa vuoi veramente, pensa ai tuoi sogni e trasformali in obiettivi.

Wow! Figo! E poi? E poi bisogna che li ritrasformi in altri sotto-obiettivi.

https://youtu.be/Hd6R_MANpPM

Ok, fatto. E poi?

E poi bisogna che cominci a disegnare la strada per arrivarci!

Questo significa vivere il sogno, questo significa camminare con piacevolezza godendosi il viaggio verso ciò che desideri.

Quindi passaggio fondamentale è riportare la nostra attenzione ai nostri obiettivi, ciò che veramente vogliamo per noi. E per fare questo è molto semplice, ti fermi, ti prendi un po’ di tempo per te, INVESTI un po’ di tempo PER TE e guardi, guardi cosa c’è che ti piace nella tua vita, con molta serenità, e guardi anche cosa c’è che non ti piace nella tua vita, con molta serenità.

E con molta determinazione ti dici:

“Ok vorrei una cosa diversa. Non ce l’ho, ma vorrei una cosa diversa. E da li cominci a disegnare il tuo obiettivo.”

Lo disegni e cominci a pensare a come raggiungerlo.

Fai il tuo percorso e poi prendi una sana abitudine, ogni volta che stai per far qualcosa ti chiedi: qual’è l’obiettivo di questa cosa? E quanto mi avvicinerà questa cosa al mio sogno, al mio obiettivo grande?

Fallo tutti i giorni, più volte al giorno, ogni volta che stai facendo qualcosa di specifico. E vedrai come cambia.

Goditi il viaggio!

Paolo.

Quanto ti costa buttare via le cose?

Uomo sommerso dalle cose da buttare via

Uomo sommerso dalle cose da buttare via

La fatica di buttare via le cose

L’altro giorno un mio cliente in un’azienda mi ha detto:

“Non riesco a fare ordine tra tutti i documenti che ho!”.

Facendogli qualche domanda abbiamo capito che il problema principale non era mettere ordine, era pretendere di conservare appunti, schede clienti, depliant e informazioni di ogni tipo raccolti in 25 anni di lavoro!

Ovviamente la mole di materiale è tale che se non butti via niente non riuscirai mai a tenere ordine (a meno che tu non disponga di uno spazio paragonabile a quello di una biblioteca e del tempo di una bibliotecaria per gestire tutti i dati).

Quindi il problema è riuscire a buttare via.

E cosa ci impedisce di buttare via le cose? Beh, di solito il fatto che pensiamo che ci possano tornare utili, che possiamo di nuovo in un modo o nell’altro averne bisogno, e trarre un vantaggio dall’averle conservate.

Il meccanismo con cui abbiamo visto funzionano tutti gli esseri umani è sempre quello, corriamo via dal dolore e andiamo verso il piacere. Quindi fino a quando l’idea di buttare via qualcosa automaticamente mi fa fare un pensiero tipo: “E se mi servirà?”. È come se mi chiedessi: “Quanto mi può costare buttare via?”.

Ovviamente se penso a quanti problemi posso avere nel fare una certa azione mi vengono in mente solo i problemi che possono sorgere, il segreto è quello di farsi anche la domanda opposta cioè:
[bctt tweet=”“Quanto mi costa non buttare via?”” username=”@PaoloSvegli”]

Quanto sono essenziali le cose che non vuoi buttare via?

Quando mi comincio a chiedere quanto mi costa non buttare via allora mi vengono in mente tutti gli sforzi che devo fare ogni giorno per districarmi in mezzo a mucchi di carte che si frappongono tra ciò che mi serve veramente e ciò che non mi serve e non mi servirà mai (tranne particolari eccezioni).

Quindi ogni volta che stai per conservare qualcosa non ti chiedere solo: “Mi potrà servire ancora?”.

Chiediti anche:

“È essenziale?”.

E se la risposta è no, buttalo via e ripensa a quante volte hai rimpianto di aver buttato via qualcosa rispetto alle tante volte nelle quali ti accorgi che non trovi quello che ti serve veramente solo perché è in mezzo ad un mucchio di roba che “forse un giorno potrebbe servire”…


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Messaggi subliminali d’accordo

Obama: messaggi d'accordo subliminali

Obama: messaggi d'accordo subliminali

Come andare d’accordo con gli altri

Agli albori della programmazione neuro linguistica si è voluto capire come alcune persone riuscissero a creare buoni rapporti con tutti.

Infatti, chiunque si trovassero davanti, dopo un po’ riusciva ad avere una relazione piacevole con queste persone. Una relazione di fiducia e accordo. Persone diversissime tra loro riuscivano a sentirsi a loro agio, in questa situazione.

Quindi si è ritenuto molto interessante studiare cosa succedeva. La risposta è stata semplice e straordinaria al tempo stesso:

Questi abili comunicatori riuscivano a mandare segnali di accordo ai loro interlocutori

Non stiamo qui a capire se lo facessero intenzionalmente o se gli venisse spontaneo (per questo tema puoi leggerti l’articolo dedicato a questo tema che ho chiamato: Berlusconi, la manipolazione e il potere della PNL).

La cosa interessante è che questi messaggi che venivano mandati trasmettevano un senso di agio, di accordo, sintonia.

Allora hanno voluto studiare con telecamere nascoste anche le “cosiddette persone normali”, e quello che hanno rilevato è stato altrettanto straordinario: anche queste persone comuni, tutte queste persone comuni, quando si trovano a funzionare bene come comunicatori fanno la stessa cosa!

Le conclusioni della PNL

La conclusione quindi è che quando riusciamo a comunicare efficacemente con gli altri mandiamo loro continuamente il messaggio:

siamo uguali, ci possiamo capire

Intendiamoci, non è che possiamo essere esattamente uguale a nessun altro essere vivente sulla terra, ma il messaggio che passa è che, su questo tema, in questo momento, in questa situazione, stiamo vivendo le stesse cose, stiamo funzionando allo stesso modo

Quindi gli studiosi di Programmazione neuro linguistica hanno concluso:

Se quando ci capiamo con gli altri mandiamo questi messaggi qui, proviamo a mandare questi messaggi e vediamo se ci capiamo con gli altri!

Lo hanno fatto e hanno visto che funziona.

Nel prossimo post vedremo quali sono le tecniche precise per riuscire a creare quella sintonia che normalmente si crea in natura.

Ti aspetto il prossimo martedì!

Se il post ti è piaciuto fammelo sapere con un bel like, qui o sulla mia pagina Facebook! Grazie 😀


Ti interessa un corso base di PNL?


La mappa non è il territorio

La mappa non è il territorio

La mappa non è il territorio
In programmazione neuro linguistica uno dei capisaldi della comunicazione è preso in prestito da Alfred Korzybski, il creatore della Semantica Generale, ed è il concetto che la mappa non è il territorio.

Ma che vuole dire di preciso e perché è tanto importante per comunicare bene?

Buoni i biscotti?

Si racconta di Korzybski che una volta, mentre insegnava a un gruppo di studenti, si interruppe e prese dalla sua borsa dei biscotti avvolti in un fazzoletto bianco. Disse che doveva mangiare qualcosa, ne mise in bocca uno e ne offrì ai ragazzi.

In più di uno accettarono e mentre tutti masticavano allegramente, Korzybski disse:

Buoni, non vi pare?

I ragazzi annuirono e solo allora tolse il fazzoletto bianco mostrando il pacchetto da cui provenivano i biscotti sul quale era scritto: biscotti per cani.

I ragazzi smisero all’istante di apprezzare i biscotti, fecero facce strane e alcuni corsero in bagno con la mano davanti alla bocca…

A quel punto Korzybski disse:

Vedete? Ho dimostrato che le persone non mangiano solo il cibo, ma anche le parole; e che il sapore del primo spesso è influenzato dal sapore delle seconde.

La mia mappa della realtà

In sostanza se la nostra mappa dice che mangiare il cibo per cani è una cosa che ci può fare male allora vomiteremo, altrimenti semplicemente manderemo giù quello che stiamo mangiando, convinti che siano solo biscotti, poco diversi da quelli venduti per gli umani.

Come abbiamo già accennato, non esiste la realtà, ma ne esistono tante quante solo le persone del pianeta, solo che in effetti quella che chiamiamo realtà dovremmo chiamarla “la mia realtà”, e se volessimo essere ancora un po’ più precisi, la potremmo chiamare “la mia mappa della realtà”.

Il che ci aiuterebbe a confrontarci con gli altri senza partire dal presupposto che se ci dicono qualcosa che non è previsto nella nostra mappa della realtà allora non è reale, non è giusto o non è vero in assoluto.

Quante volte ti capita di dire: “questa cosa è vera” piuttosto che dire “questa cosa è vera secondo me”.

Quanto sarebbe più facile confrontarsi con gli altri se usassimo questa accortezza?

Ci hai mai provato? Raccontami nei commenti la tua esperienza o metti un like se sei d’accordo, grazie! 😀


Scopri come migliorare il tuo modo di comunicare con gli altri!


La Vendita di Valore

La vendita di valore

La vendita di valore

Come faccio a convincere il mio capo?

Questa è una domanda che mi capita spesso di ricevere nelle pause dei team coaching aziendali, quando la curiosità per la programmazione neuro linguistica ha superato la diffidenza iniziale.

Questa domanda ha molto a che fare con la vendita di valore.

Sì, perché quello di cui spesso le persone non sono a conoscenza è il fatto che tutti quanti vendiamo, non solo chi guadagna a provvigioni, tutti quanti vendiamo concetti e idee ad altri, e se gli altri le comprano otteniamo il risultato desiderato (l’aumento, il budget che volevo, il collaboratore che mi serviva), altrimenti… ci tocca arrangiarci come prima!

Quello che però spesso non è chiaro alle persone è che c’è vendita e Vendita, come c’è pnl e PNL.

La Vendita di Valore

La Vendita con la V maiuscola è la vendita di Valore, la PNL “tuttamaiuscola” è la programmazione neuro linguistica di terza generazione.

La Vendita si occupa di trasmettere il Valore e la PNL di terza generazione ci è di grande aiuto nel capire qual è questo valore. Sì perché è dimostrato che le persone fanno le cose quando ne hanno chiaro il vantaggio, da cui consegue che per essere bravi venditori dobbiamo saper rappresentare bene il vantaggio di ciò che vendiamo, cioè il valore.

Il passaggio che manca è quello che ci consente di capire cos’è che ha valore per il nostro interlocutore e qual è il linguaggio adatto per farci capire.

Per riuscire in questo occorre ricordarci che se vendiamo Valore non possiamo pensare di vendere qualcosa che è buono per me ma non lo è per gli altri attorno a me.

In altre parole l’approccio sistemico (tipico della PNL di terza generazione) ci consente di essere più efficaci nell’ottenere il “nostro” risultato, proprio perché non è il nostro a discapito di qualcun altro, ma è un “nostro” che include il sistema di cui facciamo parte e quindi anche l’altro.

Vendita e identità

Gandhi diceva che il modo in cui otteniamo i nostri risultati cambia la nostra identità, diceva che se voglio il tuo orologio posso chiedertelo come regalo da amico (e questo rinforza la mia identità di amico) o comprartelo (e questo rinforzerebbe la mia identità di consumatore) o rubartelo (e questo rinforzerebbe la mia identità di ladro).

Se otteniamo ciò che vogliamo dagli altri solo perché abbiamo imparato qualche trucco di comunicazione efficace, ma siamo convinti che il nostro vantaggio sia guadagnato a discapito di qualcun altro, avremo ottenuto una vittoria da un lato, ma una sconfitta (per il sistema) dall’altro, oltre ad avere rinforzato la nostra identità di persone che sfruttano gli altri per il proprio tornaconto (e non è esattamente l’idea di persona con cui vorremmo avere a che fare).

Se invece avremo capito quanto vale per noi, ma anche per il sistema, il risultato che stiamo perseguendo, allora non solo avremo un vantaggio più sostenibile nel tempo, ma diventerà anche molto più facile ottenerlo.

Vuoi capire meglio come funziona tutto questo?


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