Il comunicatore più efficace

Il comunicatore efficace

Il comunicatore efficace

Chi è il comunicatore più efficace?

Pensa alle varie persone che conosci direttamente o anche solo tramite la televisione… Chi è il comunicatore più efficace?

Essere efficaci significa raggiungere l’obiettivo che ci siamo posti, quindi deve essere senz’altro qualcuno che riesce a raggiungere i suoi obiettivi in comunicazione.

La programmazione neuro linguistica ha studiato da sempre i comunicatori più efficaci e ha concluso che i comunicatori più efficaci non sono coloro che sanno coniugare alla perfezione i verbi o conoscono un sacco di parole.

Le caratteristiche del comunicatore efficace

I comunicatori più efficaci sono coloro che hanno l’acutezza sensoriale per capire cosa sta generando il proprio messaggio nell’interlocutore e la flessibilità necessaria a far sì che la risposta ottenuta sia esattamente quella che si voleva.

Hai presente quelli che parlano e anche quando qualcuno li guarda con aria smarrita vanno avanti come dei treni? Ecco, loro non hanno l’acutezza sensoriale per capire che è totalmente inutile parlare con chi non li sta seguendo.

Se coglie uno sguardo perplesso o confuso nel suo interlocutore il bravo comunicatore chiede se è tutto chiaro, e tiene conto di ciò che rileva.

Hai presente quelli che ti rispiegano un concetto che non hai capito e nel farlo usano esattamente le stesse parole di prima (quelle di quando non avevi capito)? Ecco, quelli mancano della flessibilità necessaria a modificare ciò che fanno per ottenere il risultato desiderato.

Pensa se ti capita di conoscere qualcuno che non ti capisce e continua a fare quello che vuole, nonostante tu glielo abbia detto tante volte, e fatti due domande:

1. Sto cogliendo i segnali che mi manda mentre gli parlo?
2. Sto modificando il modo nel quale gli dico le cose o gliele dico sempre nello stesso modo?


Scopri come migliorare il tuo modo di comunicare con gli altri


Ognuno fa il meglio che può con quello che ha

Fare il massimo con ciò che si ha

Fare il massimo con ciò che si ha

Ti ricordi che ogni scelta che facciamo è guidata dalla ricerca del massimo piacere possibile e del minor dolore possibile?

Uno dei presupposti della programmazione neuro linguistica è che ogni persona fa sempre le scelte migliori possibili.

Vuol dire che scegliamo sempre la cosa giusta? No, vuol dire che scegliamo sempre la cosa che ci sembra più giusta a partire dalle informazioni che abbiamo.

Facciamo il meglio che possiamo con le informazioni che abbiamo


Ognuno di noi ha delle informazioni sulla base delle quali prende le proprie decisioni, queste sono sempre le migliori possibili, cioè sono orientate al maggior piacere possibile e al minor dolore possibile per la persona.

Perché questo concetto può esserci utile nella nostra quotidianità?

Quando vediamo comportamenti che non ci piacciono e che non capiamo, possiamo prendere le distanze da quella persona, oppure cercare di capire sulla base di quali informazioni ha preso quelle decisioni e ha messo in atto quei comportamenti.

Se mi ricordo che alla base di ogni comportamento c’è un’intenzione positiva, ma che questa intenzione positiva poggia su certe informazioni, posso agire chiedendomi qual è la visione della realtà che ha questa persona.

I comportamenti sono condizionati dalle informazioni

Spesso diciamo che ci sono persone “cattive”, magari potremmo scoprire che si comportano in quel modo semplicemente perché le informazioni che hanno le conducono a quelle conclusioni.

Se, ad esempio, vedessi una persona che ruba potrei chiedermi cosa la porta a rubare, perché magari è il fatto di credere di non avere altra scelta nella vita, o magari invece è pensare che in fondo non c’è niente di male, visto che lo fanno anche molti altri in molti altri modi, o magari gli è stato semplicemente insegnato così… è una persona cattiva o è una persona con informazioni migliorabili?

Cosa vogliamo credere, che non cambieremo mai o che cambiando le informazioni disponibili i comportamenti delle persone (incluso noi stessi) cambiano?

PNL, cani e potere personale

Cani, pnl e potere personale

Cani, pnl e potere personale

La mia fobia canina

Chi mi conosce da un po’ di tempo sa bene che in questa foto c’è qualcosa di strano.
In passato ho sempre avuto paura dei cani, ma questa paura aveva preso dei contorni anche più fastidiosi…

Mi sentivo come “perseguitato” dai cani, piccoli o grandi che fossero, se mi incontravano mi abbaiavano e mi ringhiavano, al punto che se c’era un cane da un lato della strada io passavo dall’altro.

Gli esercizi di programmazione neuro linguistica sulla fobia

Poi un giorno, a uno dei corsi dove ho mosso i primi passi di programmazione neuro linguistica, mi hanno raccontato una tecnica che poteva risolvere velocemente paure profonde, anche fobie… e allora mi sono detto:

Adesso io faccio quel che serve, ma poi mi dai un cane che voglio proprio vedere.

Ero fortunato: uno dei trainer di PNL aveva il suo cane con sé al corso e quindi il “materiale” per la prova del nove ce l’avevo a portata di mano: un Rottweiler di grossa taglia.

Ho fatto l’esercizio.

L’ho fatto, curiosamente, con una persona a cui piacevano i cani e ne aveva uno a casa (bello grosso), poi è venuto il momento della prova del nove.

Il trainer era un ragazzone di un metro e novantadue per oltre 100 chili di peso e il suo cane era assolutamente proporzionato a lui.

“Si chiama Marta” mi disse “muoviti piano e non succederà nulla”.

“Mmmh…” pensai io, “mi sta incoraggiando o innervosendo?”.

Andai incontro a Marta mantenendomi connesso con tutte le risorse che avevo attivato nell’esercizio di PNL che avevo appena fatto, e comunque muovendomi lentamente…

Poco alla volta mi sedetti a fianco del grosso cane e piano piano cominciai ad accarezzarlo (evitando di mettergli una mano SOPRA la testa).

Stavo cominciando quasi a pensare:

Tutto qui? Non è che questo cane in realtà è tutta scena e niente…

Non feci in tempo a finire il pensiero, il ragazzo che aveva fatto l’esercizio con me, sai quello che ama i cani e ne ha uno a casa (bello grosso) si era avvicinato per fare anche lui due carezze a Marta… solo era stato un po’ meno accorto di me (lui a tutti i cani da del tu), e Marta era saltata avanti con una specie di ruggito, trattenuta solo dal guinzaglio del trainer.

Da quel giorno ho imparato a sorridere ai cani, ho imparato che non sono animali pericolosi, ma che ci sono modi pericolosi di starci insieme, ma soprattutto ho capito che quando abbiamo le risorse giuste possiamo riuscire a fare anche cose che ci sembravano impossibili.

Il superamento della fobia e gli strumenti per esprimere il nostro potenziale personale

Ho cominciato ad amare la programmazione neuro linguistica, perché è uno strumento potente ed efficace che ci può consentire di conoscere noi stessi, di crescere nella direzione nella quale vogliamo farlo e di poterlo fare facilmente, anche in autonomia.

Oggi mi occupo di coaching aziendale, di team coaching, di coaching individuale, ma riesco a fare queste cose con piacere e ottenendo risultati interessanti, proprio perché uso gli strumenti che la programmazione neuro linguistica ci mette a disposizione.

Negli anni a seguire ho sempre approfondito la conoscenza con questi favolosi strumenti di questa affascinante disciplina, perché ho potuto sperimentare continuamente quanto ci metta in condizione di esprimere il nostro immenso potenziale personale.

Negli ultimi anni sono stato spesso in California, all’Università di Santa Cruz, dove la PNL è nata e dove si svolge annualmente la NLP University guidata da Robert Dilts, uno dei padri fondatori e senz’altro uno dei più efficaci sviluppatori della disciplina nella direzione per me più interessante, cioè quella della sostenibilità, dell’approccio sistemico, quella nota come PNL di terza generazione.

Oggi mi trovo a poter condividere con tante persone il potere di questo modo di essere e di pensare che è diventata un’identità prima che una serie di tecniche o un approccio mentale.


Se vuoi capire come iniziare anche tu questo splendido viaggio all’interno del tuo potere personale puoi venire sabato e domenica 30 e 31 gennaio al corso PNL base con Flash di PNL di terza generazione. Ti aspetto!

Mostrami le specifiche del corso di PNL!


Practitioner di PNL con attestato di Richard Bandler

Certificato Practitioner PNL di Bandler

Certificato Practitioner PNL di Bandler
Ecco qua la chicca che vi abbiamo preparato durante le vacanze di Natale!

Per chi di voi ha già fatto il corso PNL base sarà possibile con altre 5 giornate di corso avere l’attestato internazionale di PRACTITIONER DI PNL, firmato direttamente da Richard Bandler 😀

In molti me lo avete chiesto tante volte e quindi ho coinvolto Elena Morra, trainer di PNL della NLP Society di Richard Bandler con certificato internazionale.

Con la sua docenza avrete la possibilità di ottenere, tramite il corso che faremo, l’attestato di Practitioner della NLP Society, con la firma di Richard Bandler.

DATE

Venerdì 15/04/2016 dalle 14.00 alle 18.00
Sabato 16/04/2016 dalle 9.00 alle 18.00
Domenica 17/04/2016 dalle 9.00 alle 18.00
Venerdì 29/04/2016 dalle 14.00 alle 18.00
Sabato 30/04/2016 dalle 9.00 alle 18.00
Domenica 1/05/2016 dalle 9.00 alle 18.00

Per un TOTALE di 40 ore complessive.

COSTO: €685+iva per 5 giornate (incluso il certificato firmato da Bandler che da solo costa 245 euro).


Se vuoi approfondire puoi mandare una email qui: info@paolosvegli.it


Programma del Practitioner di PNL

Qui di seguito il programma completo del Practitioner:

  • I presupposti della Pnl
  • Stato di possibilità e stato di perdita, auto calibrazione
  • Sistemi rappresentazionali VAKOG
  • Calibrazione, rapport, ricalco e guida
  • I livelli della comunicazione: verbale, paraverbale e non verbale
  • I segnali di accesso oculare
  • Le sottomodalità: ristrutturare l’esperienza soggettiva agendo sulle sottomodalità dei sistemi rappresentazionali
  • Gli obiettivi ben formati
  • Gli stati risorsa: accedere a stati d’animo potenzianti a piacimento
  • La linguistica per indurre gli stati
  • I Metaprogrammi
  • Le ancore
  • Il generatore di nuovo comportamento
  • Lo swish pattern
  • La time-line
  • Il Metamodello
  • Il Milton Model

Ovviamente anche in questo PRACTITIONER non ci faremo mancare FLASH di PNL di TERZA GENERAZIONE che curerò io con gli esercizi appresi direttamente all’Università di Santa Cruz (dove la PNL è nata, e dove ora si svolge l’NLP University condotta da Robert Dilts, di cui sono stato assistente in California e di cui ho il certificato di trainer di PNL).

Ti interessa?


Mandami una email qui: info@paolosvegli.it per le informazioni ulteriori che desideri!


No fallimenti, solo feedback

Feedback

Feedback

Ci sono convinzioni che aiutano le persone a raggiungere i propri obiettivi, e le chiamiamo perciò convinzioni potenzianti. Quali sono le convinzioni potenzianti della programmazione neuro linguistica?

Cioè quali sono i capisaldi che la programmazione neuro linguistica, e in particolare la scuola che fa capo a Robert Dilts, ha visto funzionare negli anni ed ha avuto riscontro pratico che fanno effettivamente la differenza nel raggiungere i propri risultati?

Oggi vediamo questa:

in comunicazione non ci sono fallimenti, solo feedback.

Ad esempio se volevo fare un complimento ad una persona ed essere simpatico, ma il risultato è invece che questa persona si mostra offesa o arrabbiata, questo è il mio feedback: volevo ottenere un sorriso o un accordo invece ho avuto un feedback di disaccordo.

Bene, questo feedback può essere considerato un fallimento, oppure semplicemente un messaggio.
Come ho scritto in Osa Sognare, un feedback è un fallimento solo se il mondo finisse oggi, ma avendo anche altri giorni a disposizione, possiamo usare quello che abbiamo imparato per raggiungere il nostro obiettivo.

Informazione vs Fallimento

Ma che differenza fa considerare il nostro risultato come “fallimento” piuttosto che semplicemente come “informazione”?

Nel primo caso mi sentirò fallito, nel secondo mi sentirò informato. Nel primo caso mi sentirò più triste e deluso (ho fallito), nel secondo più ricco di possibilità di farcela, in quanto ho più strumenti, le informazioni che ho ottenuto, appunto.

Quante volte dopo un no ci siamo fermati? E quante volte invece abbiamo saputo usare il no per capire come fare per avere un sì? I migliori venditori del mondo lo sanno, i no sono solo strumenti per ottenere dei sì, basta usarli bene, ed eventualmente chiedere delucidazioni.

Pensa a una situazione dove non hai ottenuto ancora quello che desideravi, dopo il primo no cos’hai fatto? Hai lasciato stare? O hai cercato di usare quest’informazione per preparare il prossimo passo?